La famiglia: "Giustizia per te, per Sara, perché non succeda mai più".
MESSINA – Al Duomo i funerali di Daniela Zinnanti, la donna di 50 anni uccisa nei giorni scorsi dall’ex compagno al culmine di una lunga spirale di violenza.
Una cerimonia carica di dolore e commozione, segnata dalle parole dell’arcivescovo Giovanni Accolla, che nell’omelia ha richiamato con forza il tema della perdita di riferimenti e della responsabilità collettiva davanti a tragedie che si ripetono.
“È spaventoso pensare che non è passato neanche un anno da un altro femminicidio”, ha detto, facendo riferimento al caso di Sara Campanella che ha colpito profondamente la comunità. “Non possiamo smettere di pregare: l’uomo ha perso totalmente i riferimenti”, ha aggiunto.

L’arcivescovo ha indicato un punto di ripartenza che non è solo religioso ma anche umano: “Bisogna ripartire da uno sguardo silenzioso e dal cuore aperto, dall’ascolto”. Un invito alla riflessione, in un contesto in cui – ha sottolineato – “il dolore diventa un passaggio, un limite da attraversare per aprirsi a una vita nuova”.
“Dobbiamo mobilitarci affinché venga fatta giustizia. Giustizia per Daniela e per Sara”
Rivolgendosi ai familiari, Accolla ha aggiunto: “Voi avete vissuto la quotidianità con Daniela, non la sentite lontana. In questo dolore avete diritto al silenzio, non alle chiacchiere. Ma Gesù è lì, sa amare e accogliere”.
“Dobbiamo mobilitarci affinché venga fatta giustizia, per dare voce a chi voce non ha come Daniela, affinché non passi inascoltato il grido di chi è stato ferito. Tutti noi siamo stati feriti, con Daniela e con Sara”, ha detto il pastore Tindaro Smeraldi della comunità evangelica “Efraim” di Minissale.
La famiglia di Daniela: “Giustizia per te, per Sara, perché non succeda mai più”.





