Messina. Basile: "Città migliorata", Scurria: "Bilancio fallimentare"

Messina. Basile: “Città migliorata”, Scurria: “Bilancio fallimentare”

Marco Olivieri

Messina. Basile: “Città migliorata”, Scurria: “Bilancio fallimentare”

martedì 29 Settembre 2026 - 08:00

Botta e risposta tra il sindaco e le opposizioni per la relazione d'inizio mandato in Consiglio. Il Pd: "Quando finiranno i fondi extrabilancio come verrà sostenuta la spesa?"

MESSINA – Dopo le polemiche sulla relazione d’inizio mandato non discussa in aula, ieri è avvenuto il confronto a Palazzo Zanca. Il sindaco Federico Basile ha illustrato gli “indirizzi programmatici e politico-amministrativi dell’amministrazione”. Le opposizioni hanno espresso più di una perplessità.

Dal mantenimento degli equilibri finanziari al rafforzamento della macchina amministrativa e allo sviluppo economico di Messina, ci sono tutti gli obiettivi che più volte il primo cittadino ha messo in evidenza. Durante il dibattito, hanno invece avuto accenti critici il capogruppo di Fratelli d’Italia Libero Gioveni, il capogruppo del Pd Alessandro Russo, Cosimo Oteri (Lega), Giuseppe Capurro e Marcello Scurria (gruppo Scurria Sindaco), Benedetto Vaccarino (Popolari e Autonomisti) e Antonella Russo (Partito democratico).

Russo: “Troppa morbidezza da parte del sindaco”. Scurria: “Bilancio opere pubbliche fallimentare”

Molti i dubbi espressi sulla situazione finanziaria e sul “ritardo nel presentare il bilancio consuntivo” da Gioveni. Non meno riserve da Alessandro Russo:”I debiti sono stati effettivamente pagati? Questa amministrazione ha goduto di una quantità incredibile di una massa di liquidità. Cosa resterà quando finiranno i fondi extrabilancio? Sui tir a Messina bisogna avere coraggio. Ed essere disponibili a chiudere la città se il problema della rada San Francesco non verrà risolto. Troppa morbidezza, sindaco, in questa relazione. E sul ponte sullo Stretto deve prendere posizione”.

Polemica tra Scurria e Minutoli sul tempo scaduto

Di “fallimento” ha parlato il consigliere Marcello Scurria: “Otto anni di amministrazioni De Luca e Basile e nessuna opera pubblica completata. Elenco solo 15 opere simbolo ma sono 74 e il bilancio è fallimentare. Il sindaco guardiano dei conti? Il quadro è strutturalmente deficitario”. Poi la polemica con il presidente Massimiliano Minutoli perché era scaduto il tempo.

Basile: “Livore dalle opposizioni ma dimenticate com’era Messina prima del 2018”

Da parte sua, il sindaco Basile ha ribadito la non obbligatorietà del confronto in aula sulla relazione d’inizio mandato. “Confronto che si sta svolgendo grazie alla disponibilità della maggioranza”. E ha ripetuto un concetto a lui caro: “Ho sentito lamentele costanti su quello che si è fatto e i vostri mal di pancia li avete espressi grazie alla maggioranza. Riscontro il livore di chi si lamenta sempre ma non vede com’era la città prima del 2018, prima delle amministrazioni De Luca e Basile. La vostra è un’opposizione a prescindere ma i numeri parlano di un netto miglioramento in ogni settore”.

Gruppo Scurria sindaco: “Basile che non risponde, la maggioranza che tace, il presidente che ferma il cronometro”

Questa la nota dopo il Consiglio del gruppo Scurria Sindaco, conn Marcello Scurria, Simona Contestabile e Giuseppe Capurro: “La discussione c’è stata perché le opposizioni l’hanno imposta. Senza la nostra richiesta formale, quella relazione sarebbe rimasta un documento depositato agli atti, senza dibattito, senza domande, senza risposte. Il nostro gruppo consiliare ha portato in aula un intervento articolato: i conti reali, quindici cantieri simbolo mai conclusi, le partecipate fuori controllo, la Social City senza contratto, il decentramento mai attuato, l’Area dello Stretto ridotta a un protocollo di intenti. E cinque proposte concrete. Il sindaco ha risposto da burocrate. Ha precisato di non avere alcun obbligo di rispondere. Ha dimenticato — o forse lo sa benissimo — che chi amministra una città non parla solo ai consiglieri: parla alla città. E alla città deve rispondere. Nemmeno uno dei diciannove consiglieri di maggioranza ha preso la parola. Diciannove voti. Zero interventi”.

“La maggioranza che governa Messina non ha ritenuto di dover spiegare nulla ai cittadini che l’ha eletta. Il presidente del Consiglio ha contato i secondi con lo stesso interesse con cui si conta il traffico a un semaforo. Ha negato l’ultimo minuto richiesto dal consigliere Scurria. Un presidente del Consiglio comunale ha il dovere costituzionale dell’imparzialità: non è il cronometrista della maggioranza. È il garante di tutti i consiglieri, di tutti i gruppi, di tutta la città. Questa sera Messina ha visto con i propri occhi come funziona il “controllo democratico” secondo questa amministrazione: il sindaco che non risponde, la maggioranza che tace, il presidente che ferma il cronometro. Noi saremo qui. A controllare. A chiedere conto. Ogni volta. Fino in fondo”, mettono in rilievo Scurria, Capurro e Contestabile.

I consiglieri del Pd: “Quando finiranno i fondi extrabilancio come verrà sostenuta la spesa?”

Ed ecco in invece il comunicato del Partito democratico, con Alessandro Russo, Mariella Perrone e Antonella Russo: “Sui fondi extra bilancio e sulle partecipate nessuna risposta. Nessun consigliere di maggioranza è intervenuto, e il sindaco ha ringraziato cinque volte i suoi per essersi presentati in aula. Usciamo dalla seduta constatando il neppure malcelato fastidio del primo cittadino di fronte al confronto sulle tematiche oggetto della sua stessa “relazione”. La richiesta di questa seduta è stata elaborata nella convinzione che sia giusto che un sindaco appena rieletto esponga dinanzi al Consiglio, che rappresenta l’intera cittadinanza, le proprie linee programmatiche di mandato. Soprattutto un sindaco che agisce in continuità con la precedente gestione amministrativa: è proprio quella continuità che andava spiegata e discussa. Le questioni che abbiamo posto sono molte e restano senza risposta. Su tutte i fondi extra bilancio: una parte consistente della spesa sostenuta finora dal Comune è stata finanziata con risorse straordinarie, e nessuno ha spiegato come quelle spese saranno sostenute nel lungo periodo, quando quelle risorse non ci saranno più. Poi c’è il tema del Ponte e dell’area integrata dello Stretto, che in una relazione di inizio mandato sono liquidati in due righe, senza alcun approfondimento. È la prospettiva che condizionerà i prossimi anni di questa città e merita ben altro spazio”.

“Confusione e assenza di chiarezza sulle partecipate a Messina. E in aula silenzio ossequioso della maggioranza”

Continuano i consiglieri del Pd: “E ancora, le partecipate. Sulla gestione dei servizi affidati alle società comunali permangono confusione e assenza di chiarezza, a partire da una politica di esternalizzazione che in diversi casi costa più di quanto costerebbe internalizzare quegli stessi servizi. Invece di risposte, abbiamo assistito a un dibattito alimentato soltanto dall’opposizione, che il sindaco ha mal sopportato, palesando una chiara refrattarietà al confronto con la minoranza d’aula. Un atteggiamento che non ha certo aiutato il regolare svolgimento del confronto democratico. Davanti a tutto questo, il silenzio della maggioranza che lo sostiene. Nessun consigliere è intervenuto: né per condividere le progettualità del primo cittadino, né per replicare a quanto sollevato dai banchi dell’opposizione. Un silenzio ossequioso, che in aula si è visto e si è sentito”.

“C’è infine un dato che va riferito, perché racconta meglio di ogni commento il clima di questa amministrazione. Basile, in almeno cinque occasioni, ha ringraziato la sua silente maggioranza per aver consentito il dibattito presentandosi in aula. Come se discutere delle linee programmatiche fosse una gentile concessione del primo cittadino e non un dovere istituzionale, davanti a una legittima e unanime richiesta di tutta la minoranza d’aula. Il confronto in Consiglio non è un favore all’opposizione. È il modo in cui una città viene messa a conoscenza di ciò che la riguarda.Chiediamo che il sindaco torni in aula per discutere nel merito le linee programmatiche del suo mandato, e ci auguriamo che la prossima volta anche chi lo sostiene abbia qualcosa da dire”, concludono i tre consiglieri dem.

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