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Messina: bimbi e adolescenti feriti dal Covid. Ecco il piccolo esercito di psicologi

Rosaria Brancato

Messina: bimbi e adolescenti feriti dal Covid. Ecco il piccolo esercito di psicologi

martedì 11 Maggio 2021 - 18:28

43 tra psicologi e psicoterapeuti "inviati" nelle scuole, nei consultori, nei reparti di neuropsichiatria, là dove il disagio dei minori è oltre la soglia d'allarme

Quando hanno iniziato a lavorare insieme al progetto hanno creato un gruppo whatsapp chiamato “rinascita” e l’immagine scelta è stata un’alba. E’ questa la sintesi del progetto destinato a decine di minori, bambini, adolescenti, poco meno che maggiorenni, “feriti” dal covid in un anno di lockwdown, Dad, divieti di abbracci, azzeramento di relazioni sociali, chiusi in casa anche in contesti rischiosi e drammatici.

Allarme nazionale

L’allarme per questi adolescenti è nazionale, ma le percentuali, dalle nostre parti del sud, si alzano in modo preoccupante. In aumento gli accessi ai reparti di neuropsichiatria infantile per episodi di autolesionismo, tentati suicidi, nevrosi, depressioni, anoressia. Un isolamento che incide nella psiche dei minori con conseguenze che la comunità pagherà nei prossimi anni, quando diventeranno adulti senza un pezzo fondamentale della loro storia di vita. Il pezzo che dovrebbe farli maturare e invece li ha ingabbiati nel silenzio delle loro stanze, lontani dalla vita reale, rinchiusi in uno schermo di pc o smartphone per ore ed ore.

Il progetto di Messina

Si sta cercando di correre ai ripari in tutta Italia con gli appelli dei Garanti dell’infanzia e adolescenza e dei neuropsicologi. A Messina la proposta è nata dal Garante per l’Infanzia Fabio Costantino che insieme alla coordinatrice del gruppo psicologi dell’Ufficio emergenza Covid Marinella Ruggeri ed alla responsabile del servizio psicologia dell’Asp Lucia Lo Giudice ed alla pedagogista servizio psicologia Asp Chiarà Schirò.

L’urlo silenzioso dei giovani

Il gruppo, chiamiamolo della “rinascita” ha ascoltato l’urlo silenzioso dei minori e degli adolescenti messinesi devastati, più che dal covid, dalle conseguenze indirette e invisibili, e ha presentato un progetto al commissario Alberto Firenze. Punto di partenza gli 85 psicologi che sono entrati a far parte, attraverso le procedure d’emergenza dell’ufficio straordinario covid ma che finora sono stati utilizzati per il tracciamento telefonico dei contatti o con l’Usca. Un lavoro importante, certo, ma non vitale quanto quello al fianco delle famiglie messinesi che hanno scoperto queste fragilità profonde.

43 psicologi nel territorio

Firenze ha colto l’importanza del progetto e da oggi 43 tra psicologi e psicoterapeuti sono stati “inviati” nel territorio, per raggiungere attraverso i servizi di base, i consultori, le scuole, il reparto di neuropsichiatria infantile, tutti i nostri figli e le nostre figlie che necessitano, ora e non domani, di supporto psicologico. Un’ancora di salvezza, scialuppe mandate nel mare pericoloso di un periodo nero.

La seduta a Palazzo Zanca

Il progetto è stato illustrato nel dettaglio nel corso della seduta congiunta della III e VII commissione consiliare di Palazzo Zanca, dai promotori, che hanno risposto alle domande dei consiglieri. I disagi psichici sono in progressivo aumento, i bambini e ragazzi con disabilità neurocognitiva hanno registrato un peggioramento delle loro condizioni.

I disagi psichici

C’è stato  un preoccupante incremento del tasso di dispersione scolastica e dell’ abbandono scolastico a Messina e Provincia che in alcune zone raggiunge il picco del 16 %, ben al di sopra della media nazionale. Numerose sono state le segnalazioni sull’ aumento del disagio psicologico (disturbi d’ansia, Disturbi dell’Umore, irritabilità ed impulsività, fino a disturbi della condotta, isolamento sociale, autolesionismo, tentativi di suicidio) ed educativo a cui i servizi non riescono a rispondere per carenza di personale. Il servizio di Psicologia dell’Asp di Messina ha registrato negli ultimi mesi un aumento del circa il 20% della richiesta di presa in carico. Il Servizio Sociale Asp registra un aumento di circa il 50% delle richieste d’intervento anche a seguito delle segnalazioni dell’ Autorità Giudiziaria.

Le idee camminano con le persone

Il commissario Alberto Firenze, che ha accolto con favore il progetto, ha evidenziato come il Paese si sia trovato ad affrontare la pandemia con un sistema sanitario “ospedale-centrico”, quindi meno presente nel territorio. Invece proprio il covid ci ha insegnato quanto siano fondamentali i servizi ramificati nei territori là dove pulsa la sofferenza e la paura della cittadinanza. “Le idee- ha detto Firenze- camminano con le persone ed è per questo che abbiamo deciso di avviare questo progetto”.

Il dibattito in Aula

Purtroppo poiché gli psicologi sono stati assunti con le procedure d’emergenza e quindi contratti trimestrali la prima fase si concluderà a fine luglio, ma si spera sia possibile dare continuità al servizio. I consiglieri comunali Pietro Latona, Alessandro Russo, Cristina Cannistrà, Tamà, Rita La Paglia, hanno attenzionato tutti gli aspetti della problematica, soffermandosi ad esempio sulla necessità della presenza dei professionisti nelle scuole o sull’importanza di una continuità del progetto anche “dopo” la fine dell’Italia a colori.

Psicologi a scuola, nei centri

E’ stata già trasmessa a tutti i dirigenti scolastici la nota per chiedere quanti siano disposti ad accogliere un supporto psicologico per le richieste e nel contempo saranno potenziati i consultori. A disposizione per le scuole ci sono 24 psicologi. Già Latona, che è anche dirigente scolastico, ha posto come prioritario il problema di una presenza costante negli istituti perché le problematiche sono tantissime.

La dottoressa Ruggeri ha sottolineato come gli psicologi, siano stati tutti formati in questi mesi “in un mese ognuno di loro ha dato ascolto a 12 mila telefonate, storie diverse, emergenze, sofferenze, dubbi. Ci chiamavano moltissime scuole. E’ stato un lavoro importantissimo”.

A conclusione della seduta il Garante Fabio Costantino, che in un anno di pandemia si è impegnato in tutti i fronti ha ricordato l’importanza di fare rete: “Con la dottoressa Lo Giudice ci siamo incontrati all’inaugurazione della Panchina blu per la bigenitorialità davanti al Tribunale e ci siamo confrontati su quante segnalazioni continuavamo a ricevere. E’ fondamentale fare rete con i fatti”.

L’esercito degli angeli

Adesso il fatto è rappresentato da 43 psicologi e psicoterapeuti divisi tra Messina e provincia per iniziare una mole di lavoro che si preannuncia imponente ma preziosa. Non basteranno, diciamolo subito, ma è tanto rispetto alla carenza che si registrava. Le scuole, i medici di famiglia, le comunità, i servizi, i reparti di Neuropsichiatria infantile hanno bisogno di queste figure con urgenza. E soprattutto ne hanno bisogno i nostri piccoli. C’è chi ha perso qualcuno portato via dal covid, chi è stato contagiato, chi, già fragile, è diventato cristallo con la Dad, incapace di difendersi dal cyberbullismo, chi soffre abusi tra le mura di casa, chi è caduto in depressione, chi non sa ascoltare le sofferenze che il corpo gli invia e si ferisce con i tagli, chi resta confinato nell’anoressia.

Importante è anche l’ambulatorio di Neuropsico-covid che vede l’Asp di Messina capofila e che si occuperà di tutte quelle conseguenze “meno visibili” del covid e sarà unico in tutta la Sicilia.

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