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Messina, Città del Ragazzo. De Luca: “Diventerà Cittadella dei Diritti”

Redazione

Messina, Città del Ragazzo. De Luca: “Diventerà Cittadella dei Diritti”

venerdì 14 Gennaio 2022 - 11:12

Acquistata grazie ai soldi ricavati dalla vendita dell'ex Hotel Riviera, per Città del Ragazzo il sindaco De Luca pensa ad un luogo di inclusione sociale da finanziare col Pnrr per circa 43 milioni di euro

MESSINA – La Città Metropolitana di Messina ha acquistato il compendio della Città del Ragazzo a Gravitelli per 3 milioni e mezzo di euro. Una vasta area da destinare a fine pubblicistico per la comunità.

Il sindaco Cateno De Luca, proseguendo sul solco dell’idea originale del compianto padre Nino, vorrebbe che diventasse la “Cittadella dei Diritti”, un luogo di inclusione sociale per ragazzi che si ritrovano senza una famiglia.

Entro il 7 maggio andrà presentato il progetto di fattibilità tecnica ed economica per accedere ai fondi del Pnrr da investire per ammodernare la struttura. Saranno circa 43 milioni di euro quelli richiesti dalla Città Metropolitana, i cui lavori andranno ultimati e rendicontati entro il 2026.

Le fasi dell’acquisto e il progetto futuro

Il sindaco De Luca, in una lunga diretta all’interno del compendio della Città del Ragazzo, ha spiegato come i soldi per ottenere dal giudice fallimentare l’intero compendio “evitando la frammentazione dei lotti” sono arrivati dalla vendita all’Università di Messina dell’ex Hotel Riviera di viale della Libertà per 3,7 milioni di euro.

“Un acquisto voluto fortemente – ha detto De Luca – la Cittadella dei Diritti è strategica nel nostro programma. In questo luogo realizzeremo una struttura accogliente per bambini e persone speciali, proseguendo in quella che era l’idea originale di padre Nino. Il progetto futuro integrato con altri comuni nel Pnrr dovrà essere ultimato entro il 2026. Il mio compito era quello di fare l’acquisto e individuare le risorse. Ora progettare, fare le gare appalto e realizzare l’immobile non compete più a me, noi come amministrazione abbiamo avuto l’intuizione e personalmente ho messo la mia forte volontà di realizzare questa struttura di inclusione”.

Le strutture di Città del Ragazzo

“Quasi 20 ettari e 9mila metri quadrati di superfici coperte” spiega Salvo Puccio. Il dirigente della Città Metropolitana passa poi ad elencare le strutture comprese dal compendio acquistato di Città del Ragazzo. Due campetti da calcio, che all’occorrenza possono essere coperti; la vecchia falegnameria e le strutture estive per i bambini; comprese di piscine, realizzate da padre Nino in passato.

Riconvertita in casa di riposo per anziani la struttura che ospitava tempo addietro i bambini. A queste si aggiungono le strutture al momento ancora utilizzate come il teatro, dove opera nel settore dell’inclusione sociale l’associazione Pirandello; la scuola e la tipografia. In più anche una cappella, sopra il teatro, in cui sono presenti le panche realizzate nella vecchia falegnameria.

“Nella strategia dei fondi richiesti per il Pnrr – ha spiegato Puccio – la Città del Ragazzo è baricentrica. Il progetto è basato sull’inclusione sociale e contrasto alla marginalità. Per quanto riguarda i lavori da fare bisogna mantenere il rapporto tra aree verdi e quelle edificate”. Ma il dirigente spiega come la cubatura prevista all’interno del compendio per gli spazi liberi è a zona di servizi. Quindi si potranno realizzare opere a interesse collettivo.

Il valore turistico e la posizione in centro città

“È una città nella città – dice l’assessore Enzo Caruso -. Fondata da padre Nino per dare una mano agli orfani, dare loro un posto dove stare e dove formarsi per il loro futuro”. La strada asfaltata che porta al forte Castellaccio, passando da via Pietro Castelli, può essere un punto di forza in più. A differenza della strada militare che passa da viale Principe Umberto e percorribile solo a piedi.

Secondo l’assessore proprio la presenza di questa strada asfaltata potrebbe portare investimenti per il turismo. Proprio per via della comodità di arrivare al castello in modo più agevole rispetto ad altre fortificazioni della città. “Dal Castellaccio, voluto da Carlo V dopo il 1535 – ha spiegato l’assessore – la vista è sul porto. Si potrebbe pensare di rimuovere la struttura scolastica a ridosso di Castellaccio, recuperando le cubature più in basso, per liberare la fortezza e permettere di ammirare meglio il panorama”.

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