Messina, ecco la giunta designata da Sturniolo - Tempostretto

Messina, ecco la giunta designata da Sturniolo

Marco Olivieri

Messina, ecco la giunta designata da Sturniolo

lunedì 16 Maggio 2022 - 11:03

Gli ultimi due ingressi sono Clelia Marano e Giuseppe Cardullo rispettivamente alle Politiche dell'infanzia e al Turismo

MESSINA – Ecco la squadra di governo con Sturniolo candidato a sindaco per Messina in Comune. Lo stesso Luigi Sturniolo al Bilancio, Barbara Bisazza all’Urbanistica, Clelia Marano alle Politiche dell’integrazione e dell’infanzia, Francesca Fusco a Lavoro e Partecipate, Antonio Currò alle Politiche dell’Abitare e Risanamento, Gaetano Princiotta Cariddi a Beni Comuni e Autogoverno, Cultura e Sport, Giuseppe Cardullo a Turismo e Spettacolo.

Novità Marano e Cardullo

Le novità sono Clelia Marano, già esperta alle Politiche sociali dell’amministrazione Accorinti prima di dimettersi e rompere con quell’esperienza, e Giuseppe Cardullo, con esperienze radiofoniche e teatrali, che si aggiungono agli altri designati. Sturniolo mantiene la delega al Bilancio, anche per via della sua esperienza precedente come consigliere comunale e del suo impegno in questo versante.

Con l’ex assessore Alfredo Crupi, dirigente del Prc – Partito della Rifondazione comunista e responsabile del programma, al comitato elettorale in centro Sturniolo ha evidenziato: “Il nostro è un programma alternativo nel segno dell’autogoverno. La prima esigenza è quella di fare chiarezza sul bilancio. In campagna elettorale bisogna essere sinceri e solo intervenendo in un confronto con il governo nazionale i Comuni possono ripartire. Ho perplessità su quello che Basile e De Luca dichiarano sul risanamento economico, che non si fa tagliando o creando da zero nuove partecipate”.

Crupi: “Una battaglia politica con Stato e Regione per l’autonomia finanziaria”

Ha osservato Crupi: “Noi siamo per i servizi pubblici da rendere funzionali, e non privatizzati, e abbiamo impostato il programma secondo una visione politica, dalla guerra alla pandemia, e una visione della città. Quest’ultima non può partire dall’idea che soldi non ce sono: lo Stato ha tagliato e scaricato sugli enti locali i problemi, da qui la richiesta di privatizzare, e se non partiamo da questo i programmi diventano libri dei sogni. La battaglia politica – ha rilevato Crupi, menzionando l’elemento centrale della campagna elettorale di Sturniolo assieme all’autogoverno e ai presidi territoriali – con lo Stato e la Regione è quella di chiedere, insieme, tutti i Comuni, maggiore autonomia finaziaria e più risorse. In una città con trentamila sfitti privati e tanto bisogno sociale, occorre un profondo cambiamento politico e culturale”.

L’intervento di Crupi, nella foto con Currò, Fusco, Bisazza e Cardullo

Sturniolo: “Basile non mi definisca candidato minore”

“Basile dice di essere disponibile ai confronti con i candidati minori”, ha detto Sturniolo, che ha replicato: “Non è vero che l’esponente di Sicilia Vera sia così disponibile a confrontarsi. Non mi risulta. E poi solo i giornalisti potrebbero definirci minori. Non un candidato a sindaco”.

“Noi – afferma Sturniolo – siamo gli unici a proporre una speranza per Messina. Gli altri sono nel solco del già visto. Il Pnrr? Il rischio è di perdere I soldi per via dei tempi e dell’assenza di tecnici all’interno della struttura comunale, svuotata per via delle politiche economiche di tagli agli enti locali. Noi definiremo, se vinceremo, due o tre opere da realizzare entro il 2026, data entro la quale realizzare le opere del Piano. Meglio due o tre opere, piuttosto che disperdersi in troppi progetti”.

“Faremo chiarezza sui conti”

Il candidato a sindaco ha rimarcato: “Rispetto a quello che sostengono De Luca e Basile, vorrei vederci chiaro su bilancio e partecipate. Vorrei vedere il bilancio attuale dell’Atm. Ho perplessità rispetto alle dichiarazioni fatte. In campagna elettorale, bisogna essere sinceri. Per quanto mi riguarda – aggiunge Sturniolo – io ho mantenuto la delega al Bilancio e nei prossimi giorni faremo un’iniziativa su questo argomento per fare chiarezza. Ieri sera Basile, dal palco di Piazza Duomo, ha dichiarato nuovamente che hanno trovato 552 milioni di debiti e che li hanno ridotti a 140. Questa cosa non è vera e nei prossimi giorni spiegheremo punto per punto, euro per euro, perché la dichiarazione non è vera”.

Clelia Marano

Marano: “Politiche dell’infanzia inesistenti a Messina e ci sono i fondi per costruirle”

Clelia Marano, assessora designata alle Politiche dell’integrazione e dell’infanzia, ha affermato: “A Messina registriamo politiche inesistenti per l’infanzia. Non esistono politiche per i bambini. Sono politiche da costruire e i fondi ci sono per costruirle: Pnrr, la legge 328, fondi Pac ed extra Covid. Basta girare in città per vedere il degrado in cui versano i nostri bambini nelle strade. Le famiglie devono avere la tranquillità di vedere i bambini giocare in sicurezza, nei quartieri, in un territorio che offre varietà, dai monti e laghi al mare”.

“Potremmo pensare ad asili a cielo aperto – ha aggiunto Marano – e a polmoni verdi come il parco Aldo Moro per l’infanzia e non solo. La politica dell’infanzia va affidata a persone competenti e adeguatamente formate”.

Princiotta Cariddi: “Autogoverno come necessità e presidi territoriali in ogni quartiere”

Gaetano Princiotta Cariddi, assessore designato a Beni Comuni e Autogoverno, Cultura e Sport e docente di Filosofia: “Si tratta di ambiti centrali per il nostro programma e le nostre idee. L’autogoverno è una necessità concreta rispetto all’utopia di poter sanare i conti di questa città, con le ferite tra centro e periferie. Il primo passo è creare presidi territoriali in ogni quartiere”.

Gaetano Princiotta Cariddi

Ha messo in risalto Princiotta Cariddi: “I presidi territoriali devono comprendere la cultura e lo sport, così come i beni comuni. Per noi, è l’unica possibilità per far ripartire la città, prendendo in mano la decisionalità. Ripartiamo dai bisogni reali di chi abita il territorio. Gli aspetti dell’autogoverno devono essere costruiti dal basso e non calati dall’alto, come le circoscrizioni”.

Cardullo: “Messina città turistica ideale”

Giuseppe Cardullo, con delega a Turismo e Spettacolo: “Io ho accettato la delega al Turismo perché a Messina, in questo campo, non c’è nulla da inventare. Il mare, la montagna, i colli, 54 chilometri di spiaggia, più che negli Stati Uniti, scenari paragonabili ai fiordi norvegesi, il Pilone (la nostra Torre Eiffel), che dall’alto ha una visione unica con lo Stretto, l’Etna e le Isole Eolie. Avvierò un confronto con le associazioni di categoria per lavorare insieme e, dalla cucina ad ogni altro aspetto legato al commercio, tutto sarà curato in relazione allo stesso obiettivo di crescita”.

Giuseppe Cardullo

Ha aggiunto Cardullo, che ha contribuito anche all’esperienza con Renato Accorinti sindaco, come attivista e operatore culturale: “Così anche nel campo dello spettacolo ogni aspetto dovrà essere curato ma con una premessa: gli artisti vanno pagati e mai devono lavorare gratis. Messina ha conosciuto i fasti del festival del cinema e la “mia” Messina è questa. Attireremo produzioni cinematografiche – ha affermato Cardullo – e realizzeremo eventi di qualità e grandi eventi, con importanti ritorni economici: ricordo quando Messina era centro di concerti jazz ad altissimo livello ad esempio. Va contrastata l’idea che a Messina non ci sia niente. Qui ci sono il secondo palcoscenico d’Europa, il Vittorio Emanuele, e il secondo museo meridionale, con due Caravaggio. Valorizziamola questa città: lavorerò per questo. Occorre fare squadra con i privati per sopperire alle poche risorse ai Comuni”.

Bisazza: “Impegno priopritario la messa in sicurezza dei territori”

Barbara Bisazza

L’architetta Barbara Bisazza con delega all’Urbanistica: “Messina ha la natura dalla sua parte che crea da sola bellezza e armonia. Però, dall’altra parte, negli ultimi quaranta o cinquant’anni Messina è cresciuta in modo caotico dal punto vista urbanistico e architettonico. Ci sono delle brutture. La priorità è la messa in sicurezza del territorio, fragile e maltrattato sotto tutti i punti di vista. Messa in sicurezza – ha spiegato Bisazza – sia della zona collinare sia dei torrenti, purtroppo nei decenni coperti e questo è pericolosissimo. I torrenti andrebbero rinaturalizzati per evitare una serie di disastri. Altro problema è l’erosione delle coste. Ridiamo alla terra i suoi spazi”.

“Il territorio è saturo, come quasi tutte le città europee – ha aggiunto Bisazza – e invece di costruire, occorre recuperare il patrimonio edilizio e riconvertire in abitazioni, teatri, spazi per i bambini. In questo recupero, ed è avvenuto in Toscana, si potrebbe procedere all’autocostruzione. Far intervenire la popolazione nei villaggi e nei quartieri, nella realizzazione degli spazi, è importante sul piano psicologico. Se aiuto a costruire qualcosa, ho un senso di appartenenza per quello spazio e me ne prenderò cura anche dopo. Per il Ponte, da architetta, spiego il mio no: se devo ristrutturare una casa da dove inizio? Bisogna partire dalle cose essenziali e poi, una volta realizzati gli elementi necessari, dal tetto alle fondamenta, si può anche decidere di immaginare qualcosa di diverso. Non dobbiamo sempre essere prigionieri, come diceva Einstein, degli stessi pensieri”.

Fusco: “Vigileremo su tutte le situazioni lavorative, creando realtà permanenti di confronto”

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Francesca Fusco

L’ex sindacalista Francesca Fusco con delega a Lavoro e Partecipate: “Mi ferma la gente e mi dice che Messina non ha più speranza. Ho riflettuto su questo e penso che è proprio quello che noi vogliamo fare. Noi vogliamo restituire a questa città una speranza per trasmettere a lavoratrici e lavoratori l’idea che non sono più soli. Ogni anno contiamo migliaia di emigranti e una percentuale di lavoro nero altissima. Di lavoro precario e sfruttamento non ne parliamo”.

Ha osservato Francesca Fusco: “I lavoratori vivono una condizione pazzesca di solitudine e, quando io facevo la sindacalista, la prima obiezione, in situazioni difficili, era che non li avrebbero più fatti lavorare da nessuna parte. Dobbiamo dare loro la consapevolezza che non sono da soli. Per tale motivo, intendiamo costruire realtà permanenti di confronto con tutte le situazioni di vertenza. Vogliamo essere il pungolo di tutti gli enti preposti a verificare che ci sia il rispetto delle regole vigenti per quanto riguarda i diritti del lavoro. Vogliamo che non si sentano abbandonati a loro stessi. Abbiamo pure il compito – ha messo in evidenza Fusco – di creare sviluppo e occupazione, capendo, come dice sempre il nostro sindaco Sturniolo, di quali importi il Comune dispone. Stabilite le risorse di cui disponiamo, e quelle da richiedere al governo centrale come Comuni meridionali, possiamo stabilire come rimpinguare l’attività lavorativa a Messina e quali processi attivare per lavorare nel turismo, nell’edilizia, nel sociale”.

Currò: “L’emergenza casa intrecciata con la questione centrale del lavoro”

Antonio Currò

Antonio Currò, candidato di “Messina in Comune” al Consiglio comunale e segretario cittadino del Prc – Partito della rifondazione comunista, con deleghe alle Politiche dell’Abitare e Risanamento: “La questione centrale è quella del lavoro e la cosa più difficile è trasformare l’elemento sindacale in proposta politica. Io che parlo di casa, penso che sia centrale il lavoro perché, ad esempio, le nostre proposte, per realizzarsi, hanno bisogno di uffici interdipartimentali preposti a trasformare sogni e obiettivi in qualcosa di concreto. La casa va considerata una grande infrastruttura sociale, in una collaborazione fra dipartimenti di urbanistica e dei servizi sociali”.

“Tutti dipartimenti – ha precisato Currò – che devono lavorare insieme ma poi, mi domando, chi realizza queste politiche? Chi realizzerà i progetti del Pnrr o del recupero dell’esistente? Senza dimenticare il lavoro perduto di tante famiglie. Il carovita, la pandemia e la guerra, in una miscela esplosiva, stanno facendo esplodere la questione sociale, dopo il blocco degli sfratti. Sfratti che sono ripresi dal primo gennaio 2022. Dobbiamo infatti affrontare nuove crisi abitative in città e dobbiamo capire quale domanda abitativa intercettare. E per affrontare quest’emergenza dobbiamo differenziare l’intervento. Una persona senza fissa dimora richiede un intervento amministrativo diverso da quello necessario per chi ha perso il lavoro e non riesce a pagarsi tre o quattro mesi di affitto. Anche nel campo del risanamento esistono esigenze differenti”.

“Creare cento case senza costuirne nemmeno una nuova”

“Nel prendersi cura del nodo centrale della sofferenza abitativa, in discontinuità con l’amministrazione De Luca, per noi – ha aggiunto Currò – occorre governare la transizione dal diritto alla casa al diritto all’abitare. La casa è un insieme di relazioni, è il quartiere, le reti sociali e di sicurezza, e da qui bisogna partire per avviare nuove politiche con una proposta shock: creare cento case senza costruirne nemmeno una nuova. Dobbiamo partire dalla rigenerazione, dalla riqualificazione urbana. Ci sono 350 prefabbricati del demanio, che equivalgono a 52 campi di calcio, e si possono fare accordi con le Agenzie del demanio per gestire gli immobili. Questo è solo un esempio di nuove politiche abitative da attuare”.

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2 commenti

  1. Cittadino messinese 16 Maggio 2022 15:27

    Sei un grande

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  2. Ci sono numerosi temi interessanti nella proposta politica di Sturniolo.
    Resta il problema di fondo, l’elezione del sindaco non è una competizione proporzionale dove conta anche il diritto di rappresentanza. Uno solo vince e chi vince piglia tutto. E in questo scenario i soggetti e le idee con qualche affinità dovrebbero necessariamente avvicinarsi e parlarsi. Dividersi fa male ed è troppo pericoloso.
    Cui prodest?
    La dannazione, come la chiamò Ezio Mauro, sembra non volere abbandonare la sinistra nazionale, men che meno quella locale, come se cent’anni fossero passati invano.
    Non vorrei che di quel migliaietto (o giù di lì) di voti ideologici ci si debba pentire amaramente all’alba del 13 giugno.

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