Messina. Ex Gife, 18 famiglie protesteranno davanti a Palazzo Zanca

Messina. Ex Gife, 18 famiglie protesteranno davanti a Palazzo Zanca

Redazione

Messina. Ex Gife, 18 famiglie protesteranno davanti a Palazzo Zanca

martedì 30 Giugno 2026 - 18:30

I residenti dello stabile recentemente acquistato da Patrimonio Messina Spa: "Esasperati da 18 anni di totale abbandono". Giovedì sit-in davanti al Comune

MESSINA – Dieci famiglie messinesi, “esasperate da 18 anni di totale abbandono, degrado strutturale ed emergenza igienico-sanitaria”, hanno proclamato una manifestazione statica e pacifica per il prossimo giovedì 2 luglio 2026, a partire dalle ore 11:00, davanti Palazzo Zanca.

La protesta nasce dalla gravissima situazione emergenziale in cui versano i residenti dello stabile situato in Via Alessandria n. 25 (Rione Ferrovieri – ex Gife). L’immobile, recentemente acquistato dalla società Patrimonio Messina S.p.A. per conto del Comune di Messina, si trova da anni in uno stato di oggettivo e certificato pericolo. Per ristrutturarlo servono circa 3 milioni di euro.

Gli inquilini descrivono una quotidianità segnata da continui crolli strutturali che minacciano l’incolumità dei residenti – tra cui si contano numerosi minori e soggetti fragili – e un portone d’ingresso ormai parzialmente distaccato e pericolante. A rendere insostenibile la permanenza si aggiunge una drammatica crisi igienico-sanitaria: gli scantinati dell’edificio sono costantemente sommersi da acqua putrefatta, un vero e proprio focolaio che ha causato un’invasione incontrollata di parassiti e insetti di ogni specie.

I promotori tengono a sottolineare come la situazione sia ampiamente nota alle istituzioni cittadine. Negli anni si sono susseguiti innumerevoli esposti formali da parte dei residenti, oltre a ripetuti sopralluoghi, interventi e conseguenti notifiche ufficiali da parte dei Vigili del Fuoco e della Polizia Municipale, che hanno accertato la gravità del contesto.

Nonostante il Comune di Messina si fosse assunto pubblicamente l’impegno, già diversi mesi addietro, di aver individuato idonee soluzioni abitative alternative per i nostri nuclei familiari, a tutt’oggi nulla è stato concretizzato”, dichiarano gli organizzatori della protesta. “Siamo costretti a manifestare per difendere il diritto alla salute, alla sicurezza e a un’esistenza dignitosa, diritti ad oggi totalmente compromessi. Chiediamo risposte immediate e lo sblocco dei trasferimenti promessi”, concludono le famiglie.

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