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Messina fuori dal dissesto. Da Croce a De Luca 9 anni sulle montagne russe

Rosaria Brancato

Messina fuori dal dissesto. Da Croce a De Luca 9 anni sulle montagne russe

giovedì 01 Aprile 2021 - 08:17
Messina fuori dal dissesto. Da Croce a De Luca 9 anni sulle montagne russe

Manca l'ultimo passaggio della Corte dei conti ma il Piano di riequilibrio targato De Luca ha avuto il via libera del Viminale

In principio fu Croce, e per la verità il commissario, nel lasciare al futuro sindaco le redini del Comune suggerì agli allora candidati (era il 2013) di prendere la strada del dissesto, tanto erano disastrate le casse di Palazzo Zanca.

9 anni di rimodulazioni

Da allora, dicembre 2012, sono trascorsi 9 anni e di acqua ne è passata sotto i ponti, tanta quante sono state le modifiche e le rimodulazioni del Piano di riequilibrio. Al traguardo sta arrivando l’ultima versione, quella targata De Luca, il cosiddetto “Salva Messina sul quale Cateno ha scommesso tutte le sue carte, insieme a quella parte del Consiglio comunale che votò sì. Il sindaco ci ha creduto in quel Salva Messina e alla fine è proprio quel Piano di riequilibrio che ha ottenuto il via libera della Commissione di stabilità Finanziaria per gli enti locali del Viminale.

Il Salva Messina

Un passo fondamentale anche se non l’ultimo, giacchè adesso spetta alla Corte di Conte verificare che non vi siano scorciatoie o percorsi farlocchi nel Piano di riequilibrio. Ma in linea di massima non dovrebbero esserci ostacoli ad un Piano di Riequilibrio che dal sindaco De Luca è stato modificato rispetto a quello lasciato da Accorinti, soprattutto sul fronte dei numeri relativi alle partecipate. L’amministrazione ha lavorato prioritariamente sull’abbattimento della massa debitoria, sfoltendo, e di molto, i numeri che erano lievitati in modo esponenziale.

Una doppia rivincita

Uscire dal tunnel default, in piena crisi pandemica, in realtà è una doppia vittoria, perché in caso contrario sarebbe stata la morte della città. Soddisfatto De Luca che si prende una doppia rivincita. Ironia della sorte infatti a comunicare il sì della Commissione sono stati i parlamentari del M5S, quello stesso movimento che è sempre stato a favore del dissesto e che, il 23 novembre del 2018 votò contro il Piano di riequilibrio targato De Luca. Proprio in quei giorni il Salva Messina veniva definito dai 5stelle “Ammazza Messina” e il Piano una vergogna. Tre anni dopo i toni cambiano. Ma il risultato resta.

La Corte dei Conti

Se il Riequilibrio passerà anche dal vaglio della Corte dei conti per Messina arriverà un sospiro di sollievo e nelle casse comunali 300 euro pro capite per cittadino. Voltandoci indietro sono passati 9 anni, tra polemiche, piani fantasmagorici e scontri sui debiti fuori bilancio. Resta l’amaro in bocca per le modalità con le quali si è arrivati sull’orlo del baratro e non consola sapere che non siamo stati certo l’unico Comune ad aver rischiato il peggio.

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6 commenti

  1. Fernando Arnò 1 Aprile 2021 10:42

    Ma come?! Il tanto odiato (da loro!) Cateno De Luca porta fuori Messina dalle sabbie mobili del dissesto? Ed ora come faranno i “bravini” delle opposizioni? Ah, sicuramente diranno che è stato merito loro, nel non votare contro il “Salva Messina” ed assurgersi, come sempre da sinistra a destra, a grandi salvatori della Patria… perché si sa, a salire sul carro dei vincitori cercando di far cadere il vero vincitore, in Italia (e, soprattutto Sicilia) è opera facile e nota…

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  2. Bravi 5 stelle adesso si accodano,bravi a Messina dal basso ma molto dal basso,bravi a tutte quelle associazioni cosiddette civiche che da anni sproloquiano a vanvera,il sindaco De Luca avrà come tutti noi i suoi difetti,ma come amministratore è il massimo,e ce lo dobbiamo tenere caro.Dove sono oggi tutti i soloni dell’opposizione si nascondono,De Luca ha sistemato in due anni quello che in molti avevano distrutto in venti anni,vergognatevi,

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    1. E’ l’iter ad essere terminato dopo 9 ed il piano in quei nove ad essere rimodulato ogni volta a seconda dei rilievi.
      De Luca ha a questo punto anche i suoi meriti perché l’ultima rimodulazione è la sua, ma non è che sia partito da zero e riuscito dove altri hanno fallito.
      Non ha mica ripresentato la domandina dall’inizio due anni fa come fosse il rinnovo della licenza del chiosco.

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    2. Il ministero ha lasciato il comune in attesa per tutto questo tempo, non è accaduto come pensa lei, che siano stati bocciati tutti i piani precedenti ed approvato solo quello di De Luca.

      Buona giornata.

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  3. Sarebbe interessante conoscere il pensiero di Arcistufo.

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  4. A questo punto bisogna evitare il referendum inutile per Comune Frontemare C’è, perché con quella spesa di 800.000 euro ripiombiamo nell’incubo dissesto.

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