Progetto M@gis, foto-trappole e un sistema che riconosce il gesto dell'abbandono dei rifiuti: così si combatterà il "problema culturale" che affligge la città
MESSINA – La terza commissione consiliare, presieduta da Giuseppe Busà, ha affrontato un tema caldo per la città di Messina, cioè quello delle discariche abusive. Nonostante la repressione e i servizi di controllo in aumento, la questione è tutt’altro che risolta. Se n’è discusso con i consiglieri e soprattutto con tante clip di abbandono, registrate dalle telecamere attualmente in funzione e che hanno permesso l’intervento della Polizia municipale. Ospiti l’assessora all’Ambiente Liana Cannata, insieme a Vincenzo Ciraolo e Salvo Puccio, presidente e direttore generale di Messina Servizi, e all’ispettore capo della sezione Ambientale della Polizia municipale Cosimo Petitto.
È stato proprio Petitto a mostrare i video di abbandono indiscriminato di rifiuti, dopo gli interventi dei presenti, aprendo il dibattito a questioni specifiche e segnalazioni varie. Ma la realtà dei fatti è che ancora oggi, nonostante l’attività degli ultimi anni, il problema delle discariche resta grave. La possibile soluzione è rappresentata dall’aumento dei controlli. Come spiegato dall’assessora e dai vertici di Messina Servizi, saranno le telecamere l’arma in più del Comune per contrastare quello che è stato definito “un problema culturale”.
Circa 1.200 telecamere per controllare il territorio
A stretto giro saranno collaudate le telecamere del progetto M@gis, così sul territorio ce ne saranno circa 1.200 comprese le attuali foto trappole. A gestirle sarà un sistema con un algoritmo in grado di “individuare il gesto”. La Polizia municipale potrà poi intervenire, nel più breve tempo possibile. Soltanto eliminando il problema dell’abbandono si potrà cercare di aumentare la percentuale di raccolta differenziata, che balla da mesi intorno al 60% (superato a inizio anno). E ovviamente l’incremento della raccolta andrebbe a impattare positivamente sulla tariffa. A ringraziare sarebbero le tasche dei cittadini.

