Il Comitato “In Riva allo Stretto” chiede "risposte immediate e interventi concreti" per l'istituto comprensivo “Evemero"
MESSINA – “A oltre sette mesi dall’incendio del 9 marzo, circa 60 bambine e bambini sono ancora lontani dalla loro scuola. Il Comitato “In Riva allo Stretto” chiede “risposte immediate e interventi concreti”.
Di recente, come testata, abbiamo pure ricevuto la lettera da una madre di un alunno e dei genitori degli alunni dell’istituto comprensivo “Evemero da Messina”.
«Dal 9 marzo i nostri figli sono sparpagliati in quattro edifici scolastici». «I nostri figli perdono ore di scuola a causa delle carenze del servizio scuolabus». «Non sappiamo quando riaprirà la scuola». «Gli arredi e i materiali scolastici sono andati tutti perduti». Sono queste alcune delle testimonianze, delle lamentele e delle preoccupazioni raccolte dal Comitato “In Riva allo Stretto – Messinesi per il Cambiamento” durante l’incontro con alcuni genitori, svoltosi venerdì scorso presso la villetta Sanò, davanti alla scuola “Città di Firenze” di Torre Faro.
Si legge in una nota: “Una situazione che si trascina dal 9 marzo 2026, giorno in cui un incendio ha provocato la chiusura del plesso scolastico, lasciando circa 60 bambine e bambini della scuola primaria e dell’infanzia privati della possibilità di frequentare regolarmente la propria scuola. Da allora, alunni e famiglie sono costretti a fare i conti con disagi quotidiani e incertezze che non possono più essere ignorati: ore di lezione perse, sedi scolastiche provvisorie e non sempre adeguate alle esigenze dei più piccoli, difficoltà legate agli orari del servizio scuolabus e alla sorveglianza dei bambini, pesanti ripercussioni sull’organizzazione familiare e sul lavoro del personale scolastico”.
“Inaccettabile che una situazione di emergenza si protragga così a lungo senza risposte chiare e senza garanzie concrete per le famiglie”
“A tutto questo si aggiunge l’incertezza sui tempi di riapertura dell’edificio e sul ripristino degli arredi, dei materiali didattici e dei giochi utilizzati dai bambini prima dell’incendio. La domanda è semplice: quando riaprirà la scuola “Città di Firenze” di Torre Faro? E soprattutto, perché non è stata ancora comunicata una data certa?”.
Per il Comitato “In Riva allo Stretto” “è inaccettabile che una situazione di emergenza si protragga così a lungo senza risposte chiare e senza garanzie concrete per le famiglie. Il diritto allo studio, sancito dalla Costituzione e dalla normativa vigente, deve essere assicurato pienamente, così come devono essere tutelati il benessere, la sicurezza e la continuità educativa delle bambine e dei bambini”. Per questo il Comitato intende portare con forza la questione all’attenzione degli organi competenti, anche a livello regionale e nazionale, coinvolgendo il ministero dell’Istruzione e del Merito.
Nell’immediato, con una nota ufficiale indirizzata al sindaco di Messina, a Messina Social City e al provveditore agli studi di Messina, il Comitato ha chiesto: “1) Interventi immediati sul trasporto scolastico, per eliminare le criticità del servizio scuolabus, evitare ulteriori perdite di ore di lezione e garantire un’adeguata sorveglianza dei bambini e delle bambine.
2) La comunicazione pubblica e ufficiale di una data certa di riapertura della scuola, accompagnata da informazioni chiare sullo stato degli interventi necessari e sui tempi previsti per il rientro degli alunni.
3) Il ripristino delle condizioni necessarie per una didattica efficace, attraverso la disponibilità, nel più breve tempo possibile, di arredi, materiali didattici e giochi, indispensabili per assicurare continuità educativa e un ambiente adeguato alle esigenze dei bambini.
“Le famiglie hanno diritto a risposte. I bambini hanno diritto alla loro scuola. Non è accettabile che siano proprio loro a pagare il prezzo di ritardi, disorganizzazione e mancanza di certezze”. Il Comitato “In Riva allo Stretto – Messinesi per il Cambiamento” “continuerà a seguire la vicenda e promuoverà ulteriori iniziative nei prossimi giorni, fino a quando non saranno garantite risposte concrete e non sarà finalmente possibile vedere le bambine e i bambini di Torre Faro tornare nella loro scuola”.

