In Cattedrale l'ultimo saluto alla cinquantenne uccisa da Santino Bonfiglio, stasera la cittadinanza si ritrova in piazza Duomo
Messina si stringe oggi attorno alla famiglia di Daniela Zinnanti, la donna di cinquant’anni vittima di una violenza brutale che si poteva e si doveva evitare. È il giorno del dolore, ma anche quello della riflessione e della protesta per una tragedia che uno dei fratelli della vittima, Roberto Zinnanti, ha definito senza mezzi termini un “femminicidio annunciato”.
L’ultimo saluto in Cattedrale
I funerali si svolgeranno oggi, martedì 17 marzo, alle ore 16 al Duomo di Messina. Sarà il momento del commiato per i due figli, la madre, i fratelli e i tanti amici che in questi giorni hanno manifestato un dolore profondo per una perdita arrivata dopo tanti maltrattamenti e denunce.
Daniela è stata uccisa nella sua casa del quartiere Lombardo con 35 coltellate. Per l’omicidio si trova in carcere il sessantasettenne Santino Bonfiglio, accusato di omicidio con l’aggravante della premeditazione, porto abusivo d’arma ed evasione dai domiciliari. L’uomo, con precedenti specifici risalenti già al 2008, era ai domiciliari per aver aggredito Daniela lo scorso 5 febbraio, rompendole sette costole.
La beffa del braccialetto elettronico
L’amarezza per questa morte è alimentata da un dettaglio tecnico che evidenzia le falle nel sistema di protezione delle vittime. Il giudice aveva prescritto l’uso del braccialetto elettronico per Bonfiglio, segnalandone la pericolosità, ma il dispositivo non era disponibile al momento della scarcerazione. In una tragica ironia della sorte, il braccialetto è arrivato soltanto due giorni dopo l’uccisione della donna. Un ritardo che pesa come un macigno sulla gestione della sicurezza per chi, come Daniela, aveva già denunciato il proprio carnefice.
In serata la fiaccolata della cittadinanza
Dopo le esequie, la memoria di Daniela Zinnanti tornerà a occupare piazza Duomo a partire dalle ore 21. Gli amici hanno organizzato una fiaccolata commemorativa che vuole essere una risposta collettiva all’indifferenza e alla violenza.
L’iniziativa nasce con l’intento di trasformare il ricordo in coscienza civica. Gli organizzatori hanno rivolto un appello affinché la partecipazione sia ampia e trasversale, chiedendo però a politici e rappresentanti delle istituzioni di presenziare senza simboli partitici o di ruolo, ma semplicemente come cittadini. I partecipanti sono invitati a portare una candela: ogni fiamma accesa sarà l’impegno della comunità a non permettere che il silenzio cali su questa tragedia e a pretendere tutele reali per tutte le donne a rischio.
