Lo sciagurato epilogo della gestione Sciotto, i lussemburghesi, il -14 e una nuova proprietà più seria ma incapace alla prova dei fatti
Se il Messina si è ritrovato a giocare in trasferta un play out di serie D, e a non riuscire a vincerlo, prima che sul campo le responsabilità vanno ricercate fuori. Cioè vanno ricercate nelle vicende societarie, a partire dallo sciagurato epilogo della gestione Sciotto con la cessione ai lussemburghesi di cui preferiamo anche dimenticare il nome.
E’ da lì che è arrivata non solo la retrocessione in serie D ma anche i 14 punti di penalizzazione, che hanno pesantemente condizionato anche questa stagione e portato alla seconda retrocessione consecutiva.
La nuova proprietà
L’arrivo della nuova proprietà sembrava la luce in fondo al tunnel dopo tante amarezze ma, alla prova dei fatti, per quanto si sia voltato pagina in positivo su tanti aspetti, a parlare sono i risultati del campo. Anche perché, probabilmente, si è puntato più su tante questioni esterne, tralasciando quella principale.
Il fallimento sportivo è figlio di una gestione tecnica che, nel momento decisivo, ha mostrato tutti i suoi limiti. Durante la sessione di mercato invernale è mancato il coraggio di investire in profili di categoria e calciatori di carisma che avrebbero potuto raddrizzare la rotta. Si è preferito, invece, seguire una linea dettata dalla presunzione, assecondando le visioni di chi ha puntato su scommesse al ribasso piuttosto che su certezze.
Il punto più basso della storia
Il verdetto finale è impietoso: la caduta in Eccellenza rappresenta il punto più basso mai toccato in oltre un secolo di calcio messinese. Non si tratta di una semplice retrocessione, ma della macchia peggiore di sempre, un’onta che la città e la tifoseria non meritavano di subire. Mai, prima d’ora, la maglia biancoscudata era sprofondata nei campionati regionali, un abisso che deve far riflettere chiunque abbia avuto un ruolo in questo disastro.
La ripartenza
Adesso non resta che raccogliere i cocci di questa vergogna e guardare avanti. La speranza è legata a un possibile ripescaggio che salvi la faccia e la categoria, viceversa bisogna dare risposte sul campo: tornare immediatamente in Serie D dominando il prossimo torneo. In ogni caso, la strada per uscire dall’inferno del calcio dilettantistico, lontano dai palcoscenici che competono alla storia di Messina, è ancora più lontana.

Perché si é sostituito allenatore dopo un brillante avvio.???
Sembrava tutto più facile….e il nuovo non ha brillato di certo….
Signori! Non ci sono imprenditori a Messina quindi è impossibile fare calcio