Dettagli del sequestro, business delle scommesse, il funerale non autorizzato in pandemia e il primo sequestro
Messina – Per la Direzione distrettuale antimafia di Messina Salvatore Sparacio è un riferimento riconosciuto nell’area criminale cittadina. Gravita soprattutto nella zona centro-sud di Messina e ha il controllo capillare di buona parte del business generato dal gioco d’azzardo e dalle scommesse clandestine. Durante e subito dopo la pandemia fu al centro di due eclatanti episodi: nel 2020 il corteo non autorizzato per i funerali del padre Rosario, fratello dell’ex storico boss poi pentito Luigi Sparacio, e la denuncia perché incassava il reddito di cittadinanza, non dovuto.
I dettagli del sequestro
Ecco chi è il pregiudicato messinese colpito dall’ultimo sequestro della Guardia di Finanza che ha messo i sigilli ad un patrimonio stimato in oltre 300 mila euro. Sotto chiave sono finiti in particolare la società Selene Group e un villino a Catarratti. La Procura aveva chiesto il sequestro anche de il Ritrovo dello Stretto di via Libertà, l’Antica locanda del Corso di via Cavour e una Bmw X3 ma il giudice Domenico Armaleo, presidente del Collegio della sezione Misure di Prevenzione, non ha autorizzato la richiesta per questi beni. Quelli sequestrati sono stati invece affidati all’avvocato Gaetano De Salvo come amministratore giudiziario. La richiesta di confisca sarà discussa all’udienza del 13 gennaio prossimo. Sparacio sarà difeso anche in questo caso dall’avvocato Salvatore Silvestro, legale che lo ha assistito anche nelle sue precedenti traversìe giudiziarie.
Sequestro da un milione di euro
Il patrimonio di Sparacio era già stato sequestrato nel settembre 2021 dalla Guardia di Finanza sulla base della sproporzione tra i beni posseduti e i redditi dichiarati dal nucleo familiare. I sigilli in quel caso erano scattati per i beni intestati alla figlia Stefania, in particolare i due locali del centro, ma in realtà gestiti dal padre, secondo la Dda di Messina.
Funerale non autorizzato in pandemia
L’operazione, sfociata nella confisca, era scattata dopo il clamoroso funerale: nel il corteo che accompagnava il feretro di Rosario Sparacio sfilò davanti alla Biliardi Sud, sede operativa del business familiare di Provinciale, sempre secondo gli investigatori. In piena gestione pandemica, quindi in spregio di ogni regola sul distanziamento sociale e senza alcuna autorizzazione.
L’operazione Provinciale
A febbraio scorso è diventata definitiva la condanna a 5 anni per Salvatore Sparacio, arrivata alla fine del processo scaturito dall’operazione Provinciale, il blitz interforze scattato nel 2021 contro i clan che si spartivano gli affari, soprattutto estorsioni e riciclaggio, nella zona centro sud cittadina. Clan che si mantenevano ognuno nella propria sfera di influenza, sia territoriale che di tipologia di affari, cementando così quella “pax mafiosa” ancora vigente a Messina.
