"Messina Social City e gli atti ritirati, Basile venga in aula"

“Messina Social City e gli atti ritirati, Basile venga in aula”

Redazione

“Messina Social City e gli atti ritirati, Basile venga in aula”

sabato 31 Ottobre 2026 - 17:06

Il consigliere invita il sindaco "ad assumersi le sue responsabilità, tra ritardi e mancate risposte. Bilancio senza un iter chiaro"

MESSINA – “La vicenda della Messina Social City sta assumendo contorni sempre più preoccupanti e delinea un quadro amministrativo che non può più essere sottovalutato. Non siamo davanti a un semplice intoppo burocratico, ma a una sequenza di atti ritirati, ritardi e mancate risposte che impone un chiarimento politico e amministrativo ai massimi livelli. Lo scorso anno la proposta di contratto di servizio venne ritirata. A distanza di oltre un anno, la storia si ripete: una nuova proposta viene presentata e nuovamente ritirata. Parliamo di un affidamento triennale del valore di circa 53,8 milioni di euro. Una cifra importante, che richiede programmazione, trasparenza, solidità economica e atti amministrativi completi”. Così il consigliere comunale Marcello Scurria.

“Il silenzio dell’amministrazione sulla vicenda di Messina Social City”

Continua l’ex candidato sindaco, oggi nel gruppo Scurria: “Ma c’è un ulteriore elemento che rende la vicenda ancora più grave: dal secondo ritiro della proposta è trascorso ormai un altro mese e, ad oggi, non si registrano risposte chiare né una soluzione definitiva. Il silenzio dell’amministrazione su una questione di questa portata è inaccettabile. E il bilancio 2026-2028? Chi lo ha predisposto? Qual è il suo stato effettivo e perché il relativo iter non è ancora arrivato a conclusione? Quali sono le ragioni che impediscono di avere un quadro economico e finanziario chiaro e definito? Nel frattempo, per il mancato rispetto dei termini di approvazione del rendiconto comunale 2025, è intervenuto anche il commissario ad acta. Non sono episodi da considerare separatamente: è un quadro complessivo di difficoltà amministrative che chiama direttamente in causa la responsabilità politica dell’amministrazione Basile”.

Si domanda Scurria: “Come si può programmare il futuro di un’azienda pubblica che gestisce decine di milioni di euro se il contratto di servizio viene ritirato per la seconda volta e il percorso del bilancio non trova una conclusione chiara? La Messina Social City non è casa del partito unico! Le società partecipate non sono feudi politici, né strumenti da amministrare secondo logiche di appartenenza o convenienza. Sono patrimonio pubblico e devono rispondere ai cittadini e al Consiglio comunale, non agli interessi di chi governa. Dietro queste vicende non ci sono soltanto numeri e delibere: ci sono lavoratori, famiglie e persone fragili che hanno diritto alla continuità e alla qualità dei servizi. La Messina Social City deve operare nel pieno rispetto della legge, delle procedure e dei principi di corretta amministrazione. Vogliamo verificare la completezza degli atti, la sostenibilità economica delle scelte e la presenza di tutti i pareri necessari. Non ci limiteremo alla denuncia politica: esamineremo tutta la documentazione e, qualora emergessero irregolarità o violazioni, segnaleremo i fatti agli organi competenti, chiedendo le opportune verifiche e gli accertamenti del caso”.

“Basile spieghi alla città cosa sta succedendo”

E ancora: “Lunedì chiedere al sindaco Basile di venire in aula a riferire. Chiederemo al sindaco di chiarire una serie di punti. : Perché la proposta di contratto di servizio è stata ritirata per la seconda volta? Perché, a un mese dal secondo ritiro, non è ancora arrivata una soluzione? Chi ha predisposto il bilancio 2026-2028 e qual è lo stato del relativo iter? Quali sono le conseguenze per la gestione dell’azienda, i lavoratori e la continuità dei servizi? Quali responsabilità amministrative e politiche emergono da questa situazione? Il Consiglio comunale non è un passacarte e non può essere tenuto ai margini di decisioni che riguardano risorse pubbliche e servizi essenziali. Messina non può essere amministrata attraverso atti ritirati, ritardi e responsabilità che rimbalzano da un ufficio all’altro. Le partecipate non sono proprietà di chi governa. Sono patrimonio della collettività. E chi le amministra deve rispettare le regole e rendere conto del proprio operato. Basta silenzi, basta rinvii. Basile venga in aula e spieghi alla città cosa sta succedendo. È arrivato il momento di assumersi le proprie responsabilità”.

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