Irrilevante il voto disgiunto: Scurria perde solo il 3 % rispetto alle sue liste, Basile e Russo meno dell'1 %
Messina – Lo spoglio di 253 sezioni su 253 consegna una fotografia nitida: la vittoria di Federico Basile non è solo un plebiscito personale al 58,42%, ma il risultato di un’imponente macchina elettorale costruita attorno a liste civiche che hanno monopolizzato il consenso. Il blocco a sostegno del sindaco uscente si è presentato compatto, capace di trasformare il voto in una marcia trionfale.
La classifica delle liste Basile
È il movimento “Sud chiama Nord” a dettare il ritmo, confermandosi prima forza politica con un solido 14,26%. Alle sue spalle, il lavoro di radicamento prosegue con la lista “Basile sindaco di Messina”, che registra un ottimo 9,35%, seguita da “Messina Protagonista” al 7,39% e “Federico per Messina” al 6,85%. Chiude il quintetto di testa “Amo Messina”, che supera la soglia di sbarramento attestandosi al 5,9%. Un complesso che, sommato, permette alla coalizione di contare su una rappresentanza consiliare solida, nonostante la dispersione di circa il 13% di voti finiti in liste collegate che non hanno raggiunto il quorum. Tra queste: Liberi e Forti al 4,17 %, De Luca sindaco di Sicilia al 3,46, Cateno per i giovani 1,21. Le liste fuori accumulano il 13 %.
Il crollo di Forza Italia e la Lega sul filo
Dall’altro lato della barricata, la coalizione di Marcello Scurria (al 26,9% come candidato sindaco) vive una crisi profonda. La notizia che scuote l’intero schieramento è il flop di Forza Italia, che con il 3,49% viene estromessa dal Consiglio comunale, un dato che sancisce la fine di una storica presenza azzurra a Palazzo Zanca. La sopravvivenza del centrodestra è affidata esclusivamente alle altre liste che, pur tra mille difficoltà, hanno superato lo sbarramento del 5%. Fratelli d’Italia (7,58%) e i Popolari e Autonomisti (7,46%) reggono l’urto, mentre la lista “Scurria sindaco” si ferma al 5,25%. In questo scenario, la situazione della Lega, ferma al 5,07%, è rimasta delicata fino all’ultimo.
Pd dentro, M5S fuori
Non va meglio al centrosinistra, che registra un 11,57% complessivo di coalizione, un risultato che evidenzia una profonda difficoltà strutturale. Il Partito Democratico si attesta all’8,52%, una cifra che, pur rendendolo la spina dorsale della minoranza, appare insufficiente a bilanciare la forza d’urto della maggioranza. Ancora più critica la situazione del Movimento 5 Stelle – Controcorrente, che si ferma al 3,05%, lontano dai consensi necessari per recitare un ruolo da protagonista in aula. Lontani dalla soglia del 5 % Sciacca e Valvieri.
L’irrilevanza del voto disgiunto
Un dato di interesse in questa tornata è l’ininfluenza del voto disgiunto, lo strumento che in teoria avrebbe dovuto permettere agli elettori una maggiore libertà di manovra tra candidato sindaco e liste. Il fenomeno è stato marginale: se nel 2022 Croce perdeva l’8 % rispetto alle sue liste, stavolta Scurria perde solo il 3, mentre Basile e Russo meno dell’1 %. L’elettorato messinese ha quindi preferito premiare uno schieramento unico.


Numeri netti.
Tutto calcolato da parte di Basile e soci.
Impreparati gli avversari.
Campagna elettorale brutta, gestita male.
Vogliamo parlare di que 5,13% che ha votato lega? Che problemi hanno?
I soliti messinesi creduloni e lamentoni. Tutti a parlare male del Comune ma quando c’è da votare convergono sul candidato populista che promette di più. E via la storia si ripete! Era così anche con la DC! Ne parlavano tutti male ma poi la votavano! Cosa volete che cambi in una città di questo genere! Le casse sono vuote, i soldi del PNRR torneranno indietro perchè non ci sono progetti validi. Qualche parcheggio vuoto, o qualche pista ciclabile in più non porteranno lavoro per i giovani che continueranno ad andarsene. E chi se ne frega! Basta essere eletti in consiglio comunale e vivere di rendita. Per il resto non importa nulla a nessuno. 14 liste puer di superarte il 5% ed essere eletti. Chi più ne ha più ne metta! Abbiamo visto a quanti messinesi interessa la cultura con la lista dell’ingegnere Sciacca che non ha superato il 2%. Questa è Messina, questo è il suo popolo! Un popolo che non cambierà mai! Ma che è pronto sempre a lamentarsi potete scommetterci!
Caro Emanuele, le devo dare ragione su tutto. Io non averi saputo dirlo meglio.
Aggiungo solo che, con la vittoria di Basile, Messina, più di prima, sarà condannata all’irrilevanza politica regionale e nazionale. Basti vedere come i mezzi di comunicazione nazionali, telegiornali in primis, (non) hanno considerato la seconda città più importante al voto dopo Venezia.
Caro Emanuele, le devo dare ragione su tutto. Io non averi saputo dirlo meglio.
Aggiungo solo che, con la vittoria di Basile (ossia di De Luca), Messina, più di prima, sarà condannata all’irrilevanza politica regionale e nazionale. Basti vedere come i mezzi di comunicazione nazionali, telegiornali in primis, (non) hanno considerato la seconda città più importante al voto dopo Venezia.
Che il povero Sciacca potesse minimamente contrastare la corazzata De Luca è un’ipotesi oltre la fantapolitica.
Sulla Lega, a Messina prende più voti di Forza Italia e del M5S. Che dire ai messinesi: condoglianze.
EMANUELE FERRARA🤩 COME SEMPRE,QUANDO LEGGO I TUOI COMMENTI,STANDING OVATION PER TE👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏…NON SBAGLI MAI ,CHIARA , LUCIDA E IMPLACABILE DISAMINA DELLA REALTA’ SENZA MISTIFICAZIONE ALCUNA ,DI CIO” CHE ABBIAMO A MESSINA …..UNO,DIECI,CENTO,MILLE ,CE NE FOSSERO COME EMANUELE FERRARA!!!!
PD, M5S, Forza Italia. Tutti e tre uniti e accaniti durante il regime pandemenziale.
Guarda caso.
Povera Messina !!!
Ma è proprio questo che ci ci meritiamo ?
Siamo caduti veramente troppo in basso.
Un affettuoso saluto al nostro amatissimo senatore.
Forza ce la farà anche stavolta. Altro giro altro posto