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Messina ultrarossa, consiglio straordinario: De Luca corregga l’ordinanza

Francesca Stornante

Messina ultrarossa, consiglio straordinario: De Luca corregga l’ordinanza

martedì 12 Gennaio 2021 - 12:23
Messina ultrarossa, consiglio straordinario: De Luca corregga l’ordinanza

Ieri da quasi tutti i gruppi politici sono fioccate le richieste di modifica dell'ordinanza di De Luca. Oggi sarà l'aula a chiedere al sindaco più chiarezza ed equilibrio

Una seduta straordinaria. Il consiglio comunale di Messina è pronto a scendere in campo per cercare di dare una risposta unica, chiara, ma soprattutto equilibrata ai cittadini messinesi. L’appuntamento è stato fissato per oggi pomeriggio alle 18.30. I consiglieri si riuniranno nell’aula di Palazzo Zanca per dire chiaramente al sindaco De Luca che quanto accaduto in città nelle ultime 24 ore non può essere tollerato.

La confusione

Messina zona rossa, zona ultrarossa, chi chiude, chi apre. Da ieri la città è piombata nella totale confusione dopo l’ordinanza firmata dal sindaco Cateno De Luca che aggiunge restrizioni a quelle già previste dallo status di zona rossa. Da ieri è in vigore il provvedimento del presidente della Regione Nello Musumeci che proclamando Messina “zona rossa” ha introdotto una serie di restrizioni anti Covid. 

A De Luca però non bastava. Ha fatto una sua ordinanza che entra in vigore dal 15 gennaio e che oltre a chiudere tutto, servizi essenziali compresi, tranne negozi di generi alimentari e supermercati, farmacie e parafarmacie, edicole, tabacchi, ha creato non poca confusione per una serie di errori. De Luca ieri ha detto che sarà corretta, salvo poi inscenare in diretta Fb un siparietto con l’assessora Dafne Musolino nel tentativo di dare colpe a tutti per non dire solo “scusate abbiamo sbagliato”. 

Le voci dal consiglio comunale

Tra gli attacchi partiti da De Luca ovviamente nel mirino anche tutti quei consiglieri che ieri hanno alzato la voce per dire che quell’ordinanza va ritirata, annullata, rivista, corretta. Da Sicilia Futura al Movimento 5Stelle, passando per Pd e Ora Messina, in tanti dal consiglio comunale ieri hanno chiesto a De Luca un passo indietro. Hanno parlato di ordinanza irricevibile, hanno chiesto l’intervento del Prefetto, hanno invocato equilibrio e serietà. 

Una seduta urgente e straordinaria

A chiedere la convocazione della seduta straordinaria sono stati poi i consiglieri Giovanni Caruso e Nello Pergolizzi. Di fronte alle criticità nel testo dell’ordinanza sindacale, l’attenzione deve concentrarsi necessariamente su quel punto 11 che ha destato dubbi interpretativi e che sembra non essere adeguatamente raccordato con la normativa nazionale e regionale. «Pur comprendendo le esigenze e le ragioni di tutela della salute, il disposto del punto 11, cioè la chiusura di tutte le attività essenziali, rischia di procurare gravi danni al tessuto sociale».

L’obiettivo della seduta straordinaria è chiedere al sindaco di modificare il testo dell’ordinanza sindacale. Si chiederà di lasciare aperte le attività di vendita di beni di prima necessità, come individuate nell’allegato 23 del 3 dicembre 2020, con gli orari di apertura al pubblico dalle ore 9 alle ore 14, domenica esclusa. Per supermercati, gli ipermercati e le attività di vendita di alimenti consentire orario di apertura dalle ore 8 alle ore 20.

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2 commenti

  1. da infermiere se si rompe il mezzo per andare a lavoro !? il meccanico sarà aperto? e il distributore dei pezzi di ricambio?
    se si rompe un flessibile a casa l’idraulico che fa può venire? o mi allago e il primo febbraio se ne parla?
    il comune di Messina non si può permettere di risarcire tutte le categorie quindi non è possibile e non è logico per la continuità della vita.

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  2. Cateno De Luca dimentica di essere il Sindaco di Messina, per cui massima autorità sanitaria in loco e pertanto anche se non di sua competenza deve, nel rispetto delle istituzioni, trovare e provare qualsiasi soluzione per la salute e la dignità dei propri cittadini.
    Non è facendo le dirette facebook che si risolvono i problemi, nè tantomeno per semplici capricci si può tornare indietro rispetto a quanto già stabilito, perché di mezzo ci vanno i cittadini.
    Prima vanno trovate le soluzioni poi si attacca chi ha sbagliato, la salute prima di tutto.

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