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Meteo Messina: ecco gli effetti della tempesta, sul Tirreno onde di 7 metri…

Daniele Ingemi

Meteo Messina: ecco gli effetti della tempesta, sul Tirreno onde di 7 metri…

sabato 14 Dicembre 2019 - 16:30
Meteo Messina: ecco gli effetti della tempesta, sul Tirreno onde di 7 metri…

E dall'inizio della prossima settimana arriverà lo scirocco

La tempesta di ponente e maestrale che nella serata di ieri ha spazzato con forza la Sardegna, il medio-basso Tirreno e la Sicilia, con raffiche ben oltre la soglia dei 100 km/h, ha cagionato notevoli danni e disagi. Il rapido sbalzo di pressione ha prodotto autentiche bufere di vento, a causa dell’attivazione del famoso e temuto “vento isallobarico”.

Rispetto al comune vento, prodotto da bruschi sbalzi della pressione atmosferica, il “vento Isallobarico” agisce come una sorta di grande onda atmosferica che permette alle masse d’aria di spostarsi il più rapidamente possibile da un’area di alta pressione a un’altra di bassa pressione limitrofa, attraverso venti davvero violenti. Questo è attivato dai forti squilibri nel campo barico prodotti dal veloce spostamento di una profonda depressione che presenta un consistente “gradiente barico orizzontale”.

In queste situazioni il campo barico può variare molto velocemente, costringendo così le masse d’aria a spostarsi il più rapidamente possibile dalle zone in cui la pressione aumenta repentinamente verso quelle zone dove la pressione scende altrettanto repentinamente. Tale squilibrio del campo barico genera delle forti correnti che si sommano ai già esistenti venti di “gradiente”, muovendosi in parallelo con quest’ultimi.

Gli effetti della mareggiata sull’abitato di Acquacalda, a Lipari. Foto di Gabriele Costanzo

Queste correnti sommandosi al flusso di “gradiente” possono originare dei venti veramente violenti e turbolenti capaci di apportare notevoli danni in presenza di “gradienti barici” particolarmente forti, con annessi profondi minimi depressioni in rapido spostamento, proprio come in questo episodio. Le raffiche più forti si sono registrate proprio sulle isole Eolie, lungo i promontori della costa tirrenica e sulle vallate dei monti Peloritani, dove nella tarda nottata si sono toccati e oltrepassati i 100 km/h, con punte di oltre 130-140 km/h in montagna.

In città le raffiche hanno cominciato a fare sul serio poco dopo le 02:00 di notte, con le prime isolate folate da Ovest che scendevano a “strappi” dalle vallate dei Peloritani, alternandosi a momenti di quiete. Ma oltre al vento i danni maggiori sono stati prodotti dal mare che nelle prime luci dell’alba si è addirittura reso “grosso”, a causa dell’ampio “Fetch” che ha agevolato la formazione di imponenti ondate di “mare vivo”, alte fino a 6 metri, con “Run-Up” sui 7-8 metri in mare aperto.

Foto di Gabriele Costanzo da Lipari

La boa ondametrica posta davanti l’isola di Stromboli stamattina, poco prima dell’alba, intorno le 05:00, durante la fase clou della tempesta sul basso Tirreno, ha registrato il passaggio di onde alte fino a 7-8 metri. Le stesse che hanno danneggiato il pontile di Ginostra. La mareggiata ha creato notevoli danni sul litorale della costa nord di Messina. In alcuni villaggi le ondate hanno inondato le strade fino ad allagare persino le abitazioni. Il vento sta per calmarsi definitivamente, con le ultime raffiche da NO, ancora sostenute sulla zona ionica (venti di pendio).

Da domani si vivrà una fase di momentanea tregua, con vento molto debole e mari che andranno pian piano a calmarsi. Ma sarà solo una tregua visto che ad inizio di settimana tornerà ad affacciarsi lo scirocco che martedì tornerà a spirare con forza sullo Stretto, fino a lambire la soglia d’attenzione, ma ben al di sotto delle raffiche osservate stanotte.

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