Movida a Messina, "nessuno controlla i decibel" VIDEO

Movida a Messina, “nessuno controlla i decibel” VIDEO

Marco Olivieri

Movida a Messina, “nessuno controlla i decibel” VIDEO

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sabato 15 Giugno 2024 - 19:00

Sottolinea una cittadina della zona nord: "Basterebbe far rispettare le regole per quanto riguarda il volume della musica"

MESSINA – Altro che corsi e ricorsi storici. In questo caso, è un eterno ritorno e nulla cambia. Nella zona della riviera nord, e non solo, non si dorme d’estate a causa della musica dei locali. La movida a Messina continua a disturbare il sonno di tante persone. Ma niente demonizzazione del divertimento. Una cittadina, che ha girato un video, lo dice chiaramente: “Io penso che i giovani si debbano divertire e i locali lavorare. Ma questo deve avvenire nel rispetto del diritto a riposare di noi che abitiamo a Sant’Agata e in generale nella zona nord. Il problema è che vanno controllati i decibel. Sia chiaro, i locali vicino casa mia non propongono la musica oltre l’orario consentito dall‘ordinanza, Ma andrebbe verificato se superano il volume dei suoni consentito. E noi siamo convinti, dal tipo di rumore, che lo facciano. Questo comporta che non riusciamo a dormire e che ci sentiamo invasi da questa musica. Io abito al terzo piano e devo chiudere tutto, prigioniera dei condizionatori, per tentare di resistere all’invasività dei rumori fino a tardi”.

In base all’ordinanza del sindaco Basile, “è consentita l’organizzazione di serate di intrattenimento musicale, senza invito al ballo, dal martedì alla domenica, dalle ore 21.00 alle ore 00.30″. E ancora: dal martedì alla domenica, “per i locali di pubblico spettacolo muniti di licenza di pubblica sicurezza ex art. 68 Tulps (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza), è consentita l’organizzazione di serate danzanti dalle ore 21.00 alle ore 02.30.  Dal martedì alla domenica rimane consentita la musica di sottofondo in tutti i pubblici esercizi”. Una musica che non dia disturbo.

L’importanza dei controlli contro l’inquinamento acustico

Insiste la signora: “L’anno scorso l’Arpa, Agenzia regionale per la protezione ambientale, ha fatto un controllo, in merito ai decibel, e vorremmo conoscerne l’esito. Come condominio, abbiamo presentato una richiesta d’accesso agli atti. In generale, lo ribadisco, l’appello è a divertirsi e, per quanto riguarda i gestori, a lavorare senza disturbare nessuno. Insonorizzare i locali, mettere gli altoparlanti lato mare, non esagerare con il volume, fare dei controlli costanti: tutto questo è possibile. E si chiama civiltà”.

Un’altra movida messinese è possibile

Facciamo nostro l’appello di questa persona. Un equilibrio si deve trovare. Ovviamente dal video non si evince se il limite consentito per i rumori sia stato superato. Ma proprio per questo diventa fondamentale che si facciano le verifiche con le misure fonometriche, in modo da vigilare sull’inquinamento acustico. In tanti ci imbattiamo spesso, in diverse parti della città, in rumori molesti, in un mix di fuochi d’artificio e musica ad altissimo volume.

Mantenersi nelle regole e rispettare tutti non deve essere un’utopia. Un’altra movida a Messina, che non calpesti nessuno, è possibile. Lo deve essere.

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12 commenti

  1. A Paradiso la notte tra venerdì e sabato si è sentita musica a tutto volume fino alle tre del mattino.
    Controlli ? Solo un’utopia!!!

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  2. Sono d’accordo con tutto quello che ha detto questa concittadina: bisogna fare i controlli sul volume degli impianti perché sono tutti fuorilegge. La sera all’inizio della serata sono normali, verso le ore 23 cominciano ad aumentare e poi a palla sino alle 2,30..Desideriamo che il Sig. Questore faccia fare i controlli, solo in questo modo possiamo forse passare la notte.

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  3. Tutte le riviere del mondo, d’estate, sono un mare di vita, di suoni, di ballo. Ho quasi 70 anni e ho girato abbastanza. Oggi vivo in riviera nord a Messina, mi piace il mare, la sua vita, il suo ritmo che d’estate pervade di grande vitalità le riviere di tutto il mondo. La musica che arriva dai lidi fa pesare meno la mia vecchiaia. Messina ha subito nella riviera nord, purtroppo, la realizzazione di migliaia di case dormitorio. Molte persone abituate alla tranquillità della periferia o dei quartieri collinari si sono spostate non a vivere, come sarebbe logico per una riviera, ma a dormire nei condominii realizzati in modo seriale e insensato. Non puoi fermare la luce del sole, il vento che soffia, le onde del mare. Le soluzioni, comunque, ci sono. Gli infissi a isolamento acustico sono una barriera assoluta, una volta chiusi non passa più alcun rumore. Li ho a casa mia: una volta chiuso tutto, un orribile, per me sintende, silenzio tombale. Li consiglio a chi vuole isolarsi dalla vita di riviera.

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  4. COGITO ERGO SUM 16 Giugno 2024 06:41

    C’e’ da riflettere. Innanzitutto : cosa impedisce di accertare , una volta per tutte, se i decibel, durante l’orario consentito, rientrano o meno nei limiti di legge ? In secondo luogo : a Sant’Agata, c’era la pista dei modellini di auto da corsa, capace di produrre molti meno decibel di rumore , rispetto a quello prodotto dai locali della movida attuale. Bene : fu fatta finire senza remissione. Perchè per quell’impianto, che stava riscuotendo un crescente successo, fu de facto decretata la fine, mentre invece , oggi , questo non avviene per i locali della movida, molto ma molto piu’ rumorosi ? E se si installassero dei pannelli fono assorbenti, se questo è possibile, perchè non farlo ?
    E che dire, infine, del fenomeno delle “discoteche ambulanti” tipo, senti prima il fracasso e poi vedi la macchina da cui origina (originariamente macchina, poi cassa acustica viaggiante ? IN proposito, piazzerei quegli occupanti, per 48 ore filata a contatto con quel tipo di musica (poi vedi se dopo la continuano a sopportare.. Ed ancora : in mare, certe barchette , e pure qualche moto d’acqua, capaci di sparare musica ad altissimo volume : te la devi sciroppare perfino da riva. .DOMANDA CONCLUSIVA : E’ POSSIBILE GIUNGERE AD UN COMPROMESSO, CHE CONCILII LA LIBERTA’ PERSONALE CON QUELLA DELLA COLLETTIVITA’ ? IO RESTO OTTIMISTA.

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  5. Chiunque centra l’argomento in questo articolo, ma nessuno ha mai pensato come è stata data l’autorizzazione a discotesca con le condizioni di NON sicurezza. UNICA STRADA DI ACCESSO larga 2,30 mt a doppio senso di circolazione che non consente affatto una via di fuga o l’accesso immediato ai mezzi di soccorso, autoveicoli che invadono la spiaggia , quindi il demanio, che per legge non è carrabile, e non da sottovalutare, quello che lasciano fuori dai locali, fra bicchieri di vetro, bottiglie di vetro che rimangono giorni ad invadere il “parcheggio”, non di esclusivo utilizzo della discoteca in questione.
    Caro questore, le autorizzazioni devono essere concesse con criterio.

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  6. Concordo anche io con la signora e che i controlli vengano fatti sia a nord che anche al sud. Anche qui ad un certo orario il volume aumenta e di molto. Divertirsi ok ,ma nel rispetto pure per la vita degli altri, dato che c’è anche gente che poi al mattino va’ a lavorare ,che sia di sabato,domenica come di tutti gli altri giorni!

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  7. Io mi sono installato i pannelli fonoassorbenti in casa
    Se lo facessero anche i lidi magari peserebbe di meno il suono prodotto

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  8. Forse perché anziano scrivo questo ?
    Mi piace vedere la gente che si diverta anche se la musica supera i limiti.
    Nella mia “gioventù ” dovevo lavorare e studiare non potevo divertirmi, per questo non mi dà fastidio e viva la gioventù.
    Ci sarà tempo per tutti riposare in Santa pace.

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  9. Premetto che in una società civile come quella in cui viviamo, ci stanno delle regole da rispettare.
    Anch’io vivo da qualche anno una situazione simile di disagio. X coloro che vivono situazioni simili, e vogliono sapere quale strada intraprendere, esporrò quanto segue:
    – occorre precisare che le ordinanze comunali stabiliscono gli orari, mentre per quanto riguarda l’intensità delle emissioni sonore (inquinamento acustico) è regolamentata dalla legge 26/10/1995, n. 447 che stabilisce che prima delle ore 22:00 l’intensità sonora non può superare i 5 decibel, mentre dopo le 22:00 e sino alle 03:00 non può superare i 3 decibel.
    – Quando si richiede l’intervento delle forze dell’ordine sul posto, purtroppo non sono dotati di strumentazione apposita x la misurazione sonora.
    – Occorre presentare una querela x art. 659 c.p. (Disturbo del riposo delle persone….). La querela deve essere presentata da almeno due soggetti, per far emergere che non si tratta di un caso isolato, evidenziando che le emissioni sonore sono causa di un peggioramento delle qualità di vita, richiedendo l’intervento dei tecnici dell’ARPA.
    – A conclusione, I tecnici dell’ARPA di concerto con le forze dell’ordine effettueranno un sopralluogo congiunto x effettuare le misurazioni nei termini di legge.
    Spero che la mia esperienza possa tornare utile.

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  10. La legge italiana prevede norme per la tutela dei soggetti disturbati da fonti di rumore. L’inquinamento acustico è definito come l’introduzione di rumore nell’ambiente abitativo o nell’ambiente esterno tale da provocare fastidio o disturbo al riposo e alle attività umane. L’art. 155 C.d.S. tutela il diritto alla salute messo in pericolo dall’inquinamento acustico. L’articolo 3 prevede limiti massimi in decibel diversi in base al Comune e al tipo di zona per le emissioni sonore esterne.
    L’emissione non deve superare la tollerabilità, non esiste una misurazione in decibel standard. Il tipo di zona è determinante per stabilire se l’emissione è in contrasto con la legge. Se prendo casa in una zona industriale, con falegnamerie, officine meccanicche ect. devo essere cosciente di dove vado a vivere. Per quanto si prenderanno provvedimenti l’emissione sarà sempre elevata. Non posso pretendere che tutte le attività chiudano. Andare a vivere in riviera comporta che vi siano attività ricreative, con impianti sonori. Se soffia il vento e le onde si infrangono rumorosamente, la musica viene coperta dai rumori naturali, conseguentemente si alza il volume. E’ il rumore naturale la base di una misurazione. La legge 447/95 non indica dei limiti da rispettare. Credo, che su migliaia di persone che vivono in riviera, solo alcuni si sentono disturbati dalla musica. La maggior parte delle costruzioni è recente e dotata di infissi insonorizzati.

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  11. seguendo quello che ha appena scritto totonno1995 in estate dovremo stare con le finestre chiuse e coi condizionatori accesi per dare giovamento a una discoteca che non ha alcun titolo per rimanere aperta. la propria libertà non prevede che tu la tolga ad un terzo, quindi non perche si deve fare musica ad alto volume in un centro abitato , dobbiamo stare chiusi dentro casa coi condizionatori accesi aspettando che loro finiscono !!!!
    non ha senso nulla

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  12. Caro Luca, non quello che ho scritto io. La legge stabilisce che il rumore deve essere compatibile con la zona. Se vivi in una isolata collina, un minimo rumore può essere considerato fonte di disturbo. Diversa è una riviera dove le strade sono percorse giorno e notte ed il mare puo raggiungere, quando è agitato, livelli di rumorosità assolutamente più elevati dei sistemi sonori. Ogni onda una bomba. Pretendere che il mare e le attività connesse smettano la loro funzione, credo sia irrealistico. Siete pochi a lamentarvi del rumore, addirittura qualcuno asserisce che vive in quella zona prima della riviera. Intende dei lidi e dei locali. Da secoli la riviera è la sede di locali di ogni specie e tipo. La speculazione edilizia ha dato una casa dormitorio ai figli della Messina bene, con vista sul mare incantevole e meravigliosa. Quello è un privilegio di pochi. Gotedevi il privilegio, se lo recepite, se non amate l’incanto del posto, la vitalità naturale, andate a vivere altrove.

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