Emergenza casa a Messina, Scurria: "Troppi ritardi nell'acquisto per l'Erp"

Emergenza casa a Messina, Scurria: “Troppi ritardi nell’acquisto per l’Erp”

Marco Olivieri

Emergenza casa a Messina, Scurria: “Troppi ritardi nell’acquisto per l’Erp”

giovedì 06 Marzo 2025 - 14:52

L'ex sub commissario pone l'accento sulla necessità d'accelerare l'acquisizione per l'Edilizia residenziale pubblica. Un tema caro alla nostra testata

MESSINA . L’ex sub commissario al Risanamento Marcello Scurria critica l’amministrazione comunale sui ritardi nell’acquisto di case per l’Erp, l’Edilizia residenziale pubblica. Così scrive sulla sua pagina Fb: “Quando ho saputo della conferenza stampa convocata dal sindaco sull’emergenza abitativa ho pensato che volesse scusarsi per il grave ritardo, nonostante i cospicui finanziamenti extra bilancio, per l’acquisto delle case. E invece no! La notizia, udite udite, è quella della pubblicazione di un nuovo bando per redigere una graduatoria. Esattamente come la graduatoria redatta nel 2020 (bando del 2018). Il quel caso era stato Accorinti (aspramente criticato da De Luca) che aveva pubblicato un bando senza avere a disposizione una sola casa. Una graduatoria di circa 600 famiglie”.

Marcello Scurria

Continua l’avvocato messinese: “Ma le case? È trascorso un anno dalla conferenza stampa sui fondi Pinqua disponibili dal 2022 per acquistare alloggi. Oltre 16 milioni alla Patrimonio Messina e circa 7,5 milioni ad Arisme’ per chi vive ancora nelle baraccopoli. I bandi della Patrimonio e di Arisme sono stati pubblicati. Poi sono stati parzialmente modificati e ripubblicati. Ora, non so bene quanti alloggi sono stati proposti in vendita alle due partecipate comunali. Arisme ancora oggi, salvo smentite, ne ha acquistati zero. La Patrimonio, invece ne ha acquistati tre (dichiarazione rilasciata dal presidente Cacace a Tempostretto). Tre case a marzo del 2025 con fondi disponibili dal 2022. Sicuramente capiremo che le famiglie in emergenza abitativa sono centinaia e centinaia, forse migliaia. E nel frattempo chi ha bisogno aspetta”.

La necessità di una svolta per favorire l’acquisto di case

Così, nel mese di febbraio, l’avvocato Maurizio Cacace, presidente di Patrimonio Messina Spa: “Con i fondi Pinqua abbiamo in corso 50 istruttorie e sono state acquistate tre abitazioni, consegnate al dipartimento Politiche per la casa del Comune”. Dato che le operazioni procedono a rilento, presto i criteri saranno resi più flessibili, consentendo anche l’acquisto di case che potranno essere oggetto di lavori a cura del Comune. “Abbiamo a disposizione più di 16 milioni di fondi e possiamo acquistare sui 200 appartamenti, fino a esaurimento fondi”, ha ricordato più volte l’avvocato Cacace.

Una crisi strutturale della società messinese tra disagio abitativo e sociale

Ma, e non ha torto l’ex sub commissario, bisogna che ci sia una svolta. Per quanto riguarda il censimento degli immobili comunali, su 1324 sono stati 882 gli accessi. E in 400 abitazioni i tecnici dovranno tornare con la polizia municipale perché non è stato possibile fare il controllo in casa. Ma è indubbio che servano nuove abitazioni e che ce ne siano troppe case sfitte a Messina. Un’esigenza da abbinare con la necessaria rigenerazione urbana e sociale.

Almeno duemila famiglie vivono il problema casa

Facciamo riferimento a una crisi strutturale, dove si mescolano disagio sociale e abitativo, assenza spesso di lavoro e marginalità. Con almeno duemila famiglie in emergenza abitativa, gli strumenti messi in campo dall’amministrazione comunale appaiono validi ma è necessario un cambio di passo. Dopo l’approvazione del nuovo regolamento, grazie pure alla sinergia con l’Unione inquilini, ora è il momento di mettere in campo tutta la macchina comunale al servizio di un progetto fondamentale. L’acquisto di case, e non la costruzione di nuove, è la priorità.

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Un commento

  1. La casa è un diritto che voi volete che vi cada dal cielo ” anzi coi soldi dei contribuenti che già faticano a pagarsi la loro” andate a lavorare onestamente e fatevi un mutuo come l’ho fatto io togliendo alla mia famiglia pane dalla bocca. Molti di voi pur lavorando avete quella concezione bacata che la casa Ve la debba dare il comune e non voi stessi.

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