L'appello a "una programmazione condivisa" per allineare gli orari di apertura e chiusura "e diminuire il nomadismo etilico"
MESSINA – La sicurezza prima di tutto. Di fatto è questo il principio che ha animato la prefetta Cosima Di stani nell’incontrare i sindaci di tutta Messina in vista della stagione estiva ormai alle porte (meteo permettendo). Al Palazzo del Governo si sono tenuti quattro in contri, dal 5 al 16 giugno, in cui si è richiamata “l’attenzione dei Sindaci sulle ordinanze emesse o che verranno adottate relativamente agli orari di chiusura dei locali con particolare riferimento ai lidi e alle discoteche in cui maggiore è la diffusione sonora e il consumo di bevande alcoliche”. Il punto nodale della questione è la sicurezza, visto che con “movida e apertura notturna delle attività di svago”, spiegano dalla Prefettura, si incrementano “fenomeni quali risse, emissioni sonore, disordini”.
Un fronte comune contro “il nomadismo etilico”
Da qui l’invito di Cosima Di Stani, che “ha, pertanto, ribadito l’opportunità di una programmazione condivisa tra i comuni dell’area metropolitana, che tenda ad allineare quanto più possibile gli orari di apertura e chiusura degli esercizi commerciali di intrattenimento, per diminuire il cosiddetto nomadismo etilico degli avventori che si spostano da un locale all’altro, così aumentando il rischio di una maggiore incidentalità stradale, spesso legata all’abuso di alcool o droghe, invitando, al contempo, i sindaci ad adottare provvedimenti volti a disporre i servizi di polizia locale per assicurare la vigilanza degli esercizi pubblici e la viabilità, fermi restando i presidi delle forze dell’ordine in materia di ordine e la sicurezza pubblica” . Oltre all’impegno dei sindaci, si registra quello delle associazioni di categoria per sensibilizzare gli esercenti al rispetto delle regole su emissioni sonore e vendita di alcolici.

Il litorale nord è invivibile… da oggi ancora di più senza aree di parcheggio, noi residenti non possiamo permetterci il lusso di uscire con la propria auto perché al rientro non abbiamo dove parcheggiare…chiedo alle istituzioni di trovare una soluzione.