Nuova adesione nella Democrazia cristiana scossa dal caso giudiziario del suo leader, che si è dimesso. Convegno partecipato a Palazzo Zanca
MESSINA – La Dc è scossa dal terremoto giudiziario negli appalti della sanità ma non demorde. Il suo leader, Totò Cuffaro, è agli arresti domiciliari e si è dimesso da presidente del partito. Nel frattempo, la Democrazia cristiana, all’interno del centrodestra, prova a continuare il suo percorso anche a Messina. Così, nel quadro di “una partecipazione straordinaria di militanti democristiani di ogni fascia di età a Palazzo Zanca”, ufficializza l’adesione di Giovanni Donato, consigliere della VI Circoscrizione.
L’iniziativa è stata organizzata sabato 6 dicembre dalla segreteria provinciale di Messina sul tema “Impegni a sostegno degli enti locali e dei cittadini”. Al dibattito, dopo l’introduzione del segretario provinciale della Dc di Messina, Giovanni Frazzica, sono intervenuti Nuccia Albano, già assessora alla Famiglia nel governo Schifani, il vicesegretario provinciale Pippo Previti, Riccardo Galioto, capo della segreteria nazionale Dc, Piero Li Pera, segretario provinciale della Dc di Catania, Franco Pitrè, della direzione provinciale di Messina, il consigliere comunale Giovanni Caruso, i Cconsiglieri di Circoscrizione
Giovanni Donato, Alfredo Manganaro e Paolo Scivolone, il segretario organizzativo Giuseppe Scattareggia, il segretario regionale Stefano Cirillo e il presidente nazionale del partito, Renato Grassi, che ha svolto l’intervento conclusivo.
Schifani e l’uscita dei due assessori Dc dopo il caso Cuffaro
In particolare, la Dc, pur rimanendo a sostegno della Giunta Schifani, ha visto l’uscita dei suoi assessori, Nuccia Albano e Andrea Messina, per scelta del presidente, che così si è espresso: “Alla luce del quadro delle indagini che sta emergendo, riguardanti l’ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro, ritengo doveroso – ha spiegato Schifani – riaffermare la necessità che il governo regionale operi nel segno della massima trasparenza, del rigore e della correttezza istituzionale, principi che rappresentano il fondamento stesso della buona amministrazione. In questa prospettiva, e fino a quando il quadro giudiziario non sarà pienamente chiarito, ritengo non sussistano le condizioni affinché gli assessori regionali espressione della Democrazia Cristiana possano continuare a svolgere il proprio incarico all’interno della Giunta regionale”.

La Dc, non ho parole ancora, non è bastato il danno che ha fatto all’italia e ai suoi cittadini negli ultimi sessanta anni ancora persevera.