Ancora un cedimento sulla Provinciale 45 a Massa San Nicola nello stesso punto del crollo di gennaio. Il Comitato locale convoca un'assemblea
Nuovo preoccupante smottamento ieri pomeriggio lungo la Strada Provinciale 45, nel tratto che conduce a Massa San Nicola. La notizia ha fatto il giro della comunità, scatenando un misto di paura e indignazione tra i residenti delle “Quattro Masse”.
Il dato che più allarma è la localizzazione del dissesto: il terreno ha ceduto esattamente nello stesso punto dove, lo scorso 10 gennaio, si era aperta una voragine profonda che aveva inghiottito un’auto in transito. Se in quell’occasione si era parlato di miracolo per le sorti del conducente, oggi la sensazione è quella di una tragedia di nuovo sfiorata.
Una toppa che non ha retto
Dopo il disastro di inizio anno, la carreggiata era stata parzialmente ripristinata e riaperta con il sistema del senso unico alternato. Interventi che, alla prova dei fatti, si sono rivelati semplici palliativi. «Viviamo un incubo senza fine», denunciano i membri del comitato locale, evidenziando come ogni spostamento quotidiano verso la città per motivi di studio o lavoro sia diventato ormai una scommessa con la sorte.
La fragilità del versante era nota da tempo. Già nel giugno dello scorso anno, la sesta Municipalità aveva inviato dossier fotografici alla Città Metropolitana segnalando crepe e avvallamenti che preannunciavano uno sprofondamento verso valle.
La mobilitazione dei cittadini
Il sentimento dominante tra le colline è quello di un profondo abbandono da parte delle istituzioni. Non bastano più gli annunci di stanziamenti milionari se poi, nella pratica, i cantieri non partono o non garantiscono la sicurezza dei transiti.
Per discutere del futuro della zona e chiedere impegni concreti, il Comitato delle Quattro Masse ha indetto una nuova assemblea pubblica: l’appuntamento è fissato per domenica 3 maggio alle ore 18:30, nello spazio esterno della ex scuola di Massa Santa Lucia. Un incontro aperto non solo ai cittadini ma anche ai rappresentanti delle istituzioni, chiamati a dare risposte che vadano oltre l’emergenza del momento.
