"Attenti a non risparmiare soldi pubblici destinati all'ambiente e alla salute"

“Attenti a non risparmiare soldi pubblici destinati all’ambiente e alla salute”

Antonino Depetro

“Attenti a non risparmiare soldi pubblici destinati all’ambiente e alla salute”

mercoledì 16 Maggio 2012 - 15:19

Il signor Antonio Depetro interviene sui rischi derivanti dalle onde elettromagnetiche e dalle conseguenze di mancati interventi e controlli, argomenti questi rilevati in un'interrogazione del consigliere Nino Carreri.

CERTO CHE M’ARRABBIO dopo aver letto l’interrogazione di Nino Carreri, la sbalorditiva risposta dell’ing. Domenico Manna e la rassegnata riflessione conclusiva del consigliere di Risorgimento Messinese. Questa vicenda delle onde elettromagnetiche m’induce a due riflessioni, una prettamente politica, chi governa realmente a Messina, il sindaco e la sua giunta, legittimati dal voto popolare, cui spetta l’indirizzo politico attraverso le linee programmatiche dei suoi assessori oppure la burocrazia comunale, che con le competenze gestionali dei suoi dirigenti deve attuarle? C’è un vecchio modo di amministrare a Messina, quello dell’emergenza quotidiana, utilizza il criterio della priorità di alcune spese rispetto ad altre, provocando grandi spazi di discrezionalità, si dovrebbe passare a quello del pari valore politico tra tutte le spese programmate. Prova ne è che l’ing. Manna, in attuazione delle linee programmatiche di Elvira Amata, doveva attuare l’obiettivo 6.4.14 previsto nel Piano dettagliato degli Obiettivi di Gestione 2011, cui destinò risorse finanziarie pari a 6200 euro. Al posto di Nino Carreri avrei chiesto al dirigente di spiegarmi come ha fatto a non trovare una somma così esigua per un obietivo sanitario così importante. Deve finire il fastidioso ritornello dei dirigenti, non ci sunnu picciuli. E’ la riflessione sanitaria, quella che mi preme di più, ho rispolverato la mia formazione tecnica, per capire meglio gli effetti biologici delle onde elettromagnetiche sul corpo umano. Il grafico http://img708.imageshack.us/img708/6857/onde1.png mostra le diverse classi di onde elettromagnetiche ordinate per la loro energia (frequenza) e per la particolare rilevanza per la nostra salute suddivise in radiazioni non ionizzanti e ionizzanti. In sintesi le radiazioni ionizzanti sono devastanti, hanno la forza di staccare dalla loro struttura atomica singoli elettroni, possono rompere dei legami chimici di molecole del nostro corpo o creare in esso sostanze particolarmente reattive, che a loro volta possono causare danni rilevanti al sistema biologico, ed è, infatti, risaputo che anche piccole dosi di raggi ultravioletti o radiazioni ionizzanti (radioattività) possono determinare patologie anche molto gravi come i tumori della pelle o la leucemia. Le radiazioni non ionizzanti invece, non sono in grado di ionizzare le molecole di cui è costituito il nostro corpo, il principale effetto che riescono a produrre sulle molecole è di farle oscillare producendo attrito e di conseguenza calore. Il riscaldamento è proprio l’effetto principale delle radiazioni non ionizzanti. L’effetto biologico principale è di produrre all’interno del nostro organismo delle correnti elettriche che si possono sovrapporre a quelle naturali, dando vita, soprattutto alla presenza di elevate intensità di campo, a sovreccitazioni nervose e muscolari. S’ipotizza anche di una possibile relazione tra i campi a bassa frequenza e alcuni casi di leucemia infantile insorti in bambini residenti in prossimità di linee ad alta tensione. Sono i campi a radiofrequenza ad allarmare la popolazione, nascono come funghi, non c’è un regolamento catastale per evitare distanze minime di sovrapposizione dei campi, sono utilizzati soprattutto nelle telecomunicazioni, per esempio nei trasmettitori, nella telefonia mobile. Alle alte frequenze, soprattutto alla presenza di elevate intensità di campo, predominano gli effetti cosiddetti termici, ossia il riscaldamento dei tessuti corporei dovuto all’assorbimento delle radiazioni. Adesso do due dati che dovrebbe preoccupare l’ing. Domenico Manna, che non trova 6.200 euro per le pubblicazioni dei dati statistici rilevati dalle centraline. Gli studi scientifici dimostrano che oltre i 4 W/kg si cominciano a registrare dei danni veri e propri, sicché questo valore è abitualmente considerato la soglia di rilevanza per la salute umana nell’assorbimento energetico. Ricordo all’ing. Manna che la Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti, dà alcune raccomandazioni riguardo ai limiti d’esposizione, adottando in Italia un criterio decisamente più restrittivo rispetto a quello raccomandato dagli organismi internazionali, insomma la questione è seria, molto seria, e quindi come la mettiamo con il ritornello, non ci sunnu picciuli, non ci sunnu picciuli.
Antonio Depetro

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