Operazione Scipione, chieste 11 condanne per il traffico di droga tra Messina e Calabria - Tempostretto

Operazione Scipione, chieste 11 condanne per il traffico di droga tra Messina e Calabria

Alessandra Serio

Operazione Scipione, chieste 11 condanne per il traffico di droga tra Messina e Calabria

giovedì 19 Novembre 2020 - 17:32

L'Accusa vuole 11 condanne per gli spacciatori messinesi che si rifornivano di droga in Calabria e per i Morabito di Africo

Sono 11 condanne, per tutti, quelle che l’Accusa ha chiesto al processo “Scipione”, l’indagine dei Carabinieri sugli spacciatori di centro città a Messina che si rifornivano di droga dalla ‘ndrina Morabito di Africo.

Il Pubblico ministero Antonella Fradà, alla fine del processo in abbreviato, ha chiesto la condanna a 20 anni per Angelo Albarino, 14 anni e 3 mesi per Salvatore Favasuli, 12 anni per Giovanni Bonanno, 12 anni e mezzo per Santo Chiara, 12 anni e 3 mesi per Giovanni Morabito, 3 anni per Fortunato Calabrò, 6 anni per Giuseppe Coco,10 anni e 3 mesi per Costantino Favasuli, 8 anni e 8 mesi per Orazio Famulari, 8 anni e 2 mesi per Stefano Marchese, 2 anni e mezzo per Maria Visalli.

Il giudice per l’udienza preliminare Valeria Curatola ha fissato un fitto calendario per dare la parola ai difensori, gli avvocati Nunzio Rosso Giuseppe Abbadessa, Salvatore Silvestro, Carlo Autru Ryolo Giuseppe Donato, Francesca Ferraro e Giuseppe Bonavita, poi l’8 aprile dovrebbe emettere la sua sentenza.

L’operazione dei Carabinieri è scattata il 1 aprile scorso ed ha messo fine ad un intenso traffico di droga tra la Calabria e Messina. Gli uomini di Giovanni Morabito detto “Ringo” nipote di U Tiradrittu e tristemente famoso in città per aver sparato in volto alla sorella, nel 2006 rea soltanto di aver una relazione con un impiegato di Questura a Messina ed essere diventata madre, commerciavano con i messinesi e spesso venivano in città per portare hashish, marijuana ma anche droga pesante.

Più di uno i referenti dei calabresi, tra i quali Giuseppe Selvaggio, che poi si pente e conferma tutto agli investigatori. I carabinieri del Reparto Operativo sapevano già tutto: avevano piazzato delle preziose cimici e telecamere fuori dalla sua abitazione di Santa Lucia sopra Contesse, filmando le consegne dei calabresi. Molto intenso il traffico, dalla consegna e lo spaccio, anche in una centralissima panineria di via Cesare Battisti, vicino l’Università.

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Un commento

  1. Buonasera, scusate ma dagli arresti effettuati che erano 19, che fine hanno fatto il resto della banda?
    Sono stati scagionati o cosa?
    Dateci delle risposte, penso ne abbiamo diritto come cittadini, visto che hanno rovinato tanti ragazzi…………………………….

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