Ospedale Papardo, dimesso il paziente accoltellato dalla moglie a Natale

Ospedale Papardo, dimesso il paziente accoltellato dalla moglie a Natale

Redazione

Ospedale Papardo, dimesso il paziente accoltellato dalla moglie a Natale

venerdì 09 Gennaio 2026 - 14:23

Era in imminente pericolo di vita, è stato salvato grazie a un tempestivo approccio integrato e multidiscipliare

MESSINA – È stata sciolta positivamente la prognosi per D.S., il 55enne accoltellato il giorno di Natale e giunto in codice rosso al Pronto Soccorso dell’ospedale Papardo. Grazie a un intervento coordinato durato appena 40 minuti, l’équipe sanitaria multidisciplinare è riuscita a salvargli la vita. L’uomo è stato dimesso oggi in buone condizioni cliniche.

La diagnosi immediata in Radiologia

Il paziente è arrivato al presidio ospedaliero alle ore 20, preso in carico dal dottor Giuseppe Allegra. Il medico ha richiesto immediatamente gli esami clinici e una Tac con mezzo di contrasto. In Radiologia, la dottoressa Simona Caloggero ha intercettato una lesione cardiaca che stava causando un versamento ematico all’interno del pericardio. La radiologa ha avvisato tempestivamente la dottoressa Patrizia D’Arrigo, il cardiologo Marco Cerrito e il cardiochirurgo Fabrizio Ceresa.

L’intervento d’urgenza in Emodinamica

Al rientro in Pronto Soccorso, le condizioni del 55enne sono peggiorate: il paziente è risultato emodinamicamente instabile ed è stato intubato dall’anestesista Giuseppe Federico. Alle 20:30 il dottor Cerrito ha eseguito un’ecografia cardiaca che ha confermato la grave difficoltà del cuore a contrarsi.

Dichiarato l’imminente pericolo di vita, l’uomo è stato trasportato d’urgenza nei locali di Emodinamica. Qui, senza attendere l’arrivo del personale reperibile, data l’estrema emergenza, il dottor Cerrito — supportato dagli infermieri del Pronto Soccorso e dell’Utic (Unità di terapia intensiva coronarica) — ha fatto una pericardiocentesi d’urgenza. Attraverso l’inserimento di un ago nel pericardio, il medico ha estratto circa 700 ml di sangue, gran parte dei quali è stata re-infusa tramite un accesso venoso nella gamba per evitare il dissanguamento.

Stabilizzazione e dimissioni

Subito dopo l’aspirazione dei primi millilitri, il paziente ha mostrato segni di stabilizzazione: la pressione è risalita a 110mmHg e il colorito cutaneo è tornato roseo. All’operazione hanno assistito anche il chirurgo toracico Enzo Micali e il cardiochirurgo Fabrizio Ceresa per gestire eventuali complicazioni.

Dopo venti minuti di osservazione e monitoraggi ecografici, il 55enne è stato trasferito nella terapia intensiva post-operatoria. Il percorso di recupero è stato rapido: l’uomo è stato estubato già nella prima giornata e nella seconda è stato rimosso il catetere intrapericardico.

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Un commento

  1. Questo denota che intervenire subito salva la vita e non aspettare i reperibili che dovrebbero essere sempre presenti. Un plauso al dottore Cerrito con i suoi colleghi senza esitazione è intervenuto e salvato una vita.

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