Si è esibito a Messina il musicista georgiano, secondo Premio al Concorso pianistico Internazionale “Ferruccio Busoni”
MESSINA – Sabato si è esibito al Palacultura, per la stagione musicale dell’Accademia Filarmonica, il giovane pianista georgiano Sandro Nebieridze, vincitore del secondo Premio al prestigioso Concorso Pianistico Internazionale “Ferruccio Busoni”, che ha proposto un programma prettamente romantico.
Il pianista ha iniziato il concerto con la Sonata n. 15 in Re Maggiore “Pastorale”, op. 28, di Ludwig Van Beethoven. La Sonata portava nel frontespizio della prima stesura la dizione “Grande Sonata per il pianoforte”, ed infatti siamo di fronte ad una Sonata di largo respiro, in quattro movimenti, ispirata ad un sentimento di quiete e serenità, di grande spessore espressivo. Beethoven si distacca quindi, per il momento, dalle precedenti sonate, come la n. 8 Patetica e la n. 14 “Al chiaro di luna”, di carattere decisamente tempestoso e drammatico, e si rifugia in quest’oasi di pace, sentimento che si sprigiona in tutti i movimenti. Ciò accade già nel primo movimento, caratterizzato da un lieve mormorio di accordi sciolti che accompagnano più o meno tutto il brano. Molto efficace lo Scherzo, terzo tema , ricco di invenzioni armoniche, e il movimento finale – “Rondò: Allegro non troppo” – di natura evidentemente bucolica, che ha dato il nome alla Sonata di “Pastorale”, appellativo non di Beethoven.
Il secondo movimento “Andante” è probabilmente il più interessante, vero fulcro dell’intera composizione. Un tema severo ma cantabile, accompagnato da staccati del basso, caratterizza l’intero brano, il preferito di Beethoven, che amava eseguirlo spesso anche da solo, come brano a se stante.
Ottima l’interpretazione beethoveniana di Nebieridze, molto efficace nel rendere con espressione le preziose sfumature delle quali è ricco questo capolavoro.
La Toccata op. 7 di Robert Schumann, secondo brano eseguito, era originariamente intitolata “Studio fantastico”, ed infatti si tratta di uno studio, difficilissimo, soprattutto sulle note doppie. Il musicista lo inviò al fratello Julius invitandolo ad eseguirlo per sciogliersi le dita. Il pianista georgiano ha così avuto modo di esibire tutte le sue notevoli qualità tecniche, in una esecuzione perfetta anche sotto il profilo espressivo, non trattando il brano come un semplice esercizio di virtuosismo.
Hanno fatto seguito le “Variations Serieuses” di Felix Mendelssohn, uno dei brani più importanti scritto dal musicista tedesco per pianoforte, ove il termine “Serieuses” sta per non brillanti, distaccandosi così dal modello di variazioni in uso all’epoca. Si tratta in effeti di variazioni su tema molto rigorose, intense, ove il riferimento musicale è senz’altro individuabile nella “Ciaccona” di Bach, molto amata da Mendelssohn.
Sempre di Mendelssohn il giovane pianista ha eseguito la trascrizione, ad opera di Rachmaninov, del celebre “Scherzo” tratto da “Sogno di una notte di mezza estate”, una trascrizione assai fedele all’originale per orchestra, dal carattere brillante e di ardua difficoltà tecnica.
Il concerto si è concluso con l’esecuzione delle “Variazioni su un tema di Corelli op. 42” di Sergej Rachmaninov.
In realtà dovrebbero chiamarsi variazioni sul tema “La Folia”, un’antica danza rinascimentale portoghese, un tema solenne in tonalità minore, sul quale diversi grandissimi compositori hanno composto variazioni, da Handel, con la sua celebre “Sarabanda”, a Vivaldi, con la Sonata per violoncello, op.1 n. 2, a Geminiani. Le variazioni più note e probabilmente più riuscite sono però quelle composte da Arcangelo Corelli sotto forma di sonata da camera, da qui il titolo delle variazioni di Rachmaninov. Si tratta di variazioni per lo più caratterizzate da un elevato grado di virtuosismo e difficoltà tecnica, forse un po’ esteriori, che arrivano a rendere il tema irriconoscibile, per poi farlo riemergere nella variazione finale. Impeccabile l’esecuzione del pianista, che ha esibito anche in tale brano una sicura tecnica virtuosistica, dando vita, in conclusione, ad un concerto di ottimo livello, assai gradito dal pubblico in sala, e dimostrando una maturità non comune, vista la giovane età.
