Talk animato con protagoniste tre giovani donne e tanti ragazzi delle scuole. L'obiettivo è raccontare una realtà "vera", del Sud e del Nord
MESSINA – È stato un dibattito animato e ricco di spunti quello scaturito dal talk “Partenze, ritorni e storie ‘al contrario’ con Tempostretto”, andato in scena in mattinata all’Opportunity Day. Nell’ultimo dei tre giorni dell’evento organizzato dall’assessorato alle Politiche giovanili di Liana Cannata e condotto da Noemi David, il nostro quotidiano online ha portato davanti ai ragazzi delle scuole presenti tre storie di giovane donne, tutte diverse tra loro.
Un appuntamento che segue quello dello scorso 20 dicembre, quando Tempostretto, su idea dell’editore Pippo Trimarchi, ha riunito alla Camera di Commercio tanti giovani (e non solo) per far raccontare loro le proprie esperienze e cercare un primo punto di incontro tra loro, le associazioni, gli enti e le istituzioni.
Alice Scimone, il Silent Reading Club e il ritorno a Messina
Tre le storie protagoniste del panel, moderato dai giornalisti Silvia De Domenico e Giuseppe Fontana. La prima a parlare è stata la la psicologa messinese Alice Scimone, ritornata in città dopo un’esperienza fuori, fondatrice del Silent Reading Club. Ha raccontato non soltanto la sua esperienza personale e professionale lontano dallo Stretto, ma anche le emozioni e le impressioni sul ritorno a casa, com’è maturata questa scelta e com’è nato il progetto del Club. Iniziativa, quella del Silent Reading, che tra l’altro si rinnoverà il prossimo 18 gennaio con uno speciale “pigiama party” dalle 21 alla libreria Mondadori Bookstore di via Consolato del Mare.
Mariagrazia La Fauci, Pezzolo e il Trinacria Theatre
Poi è toccato all’americana Mariagrazia La Fauci, trasferitasi definitivamente a Pezzolo, villaggio natìo della sua famiglia. Nata a Boston da genitori “pezzoloti”, ha scoperto le proprie radici estate dopo estate prima di decidere di combattere lo spopolamento del suo borgo d’origine attraverso l’arte e la cultura. Da lì il progetto del Trinacria Theatre, che quest’anno compirà dieci anni, e che nel corso di questo decennio ha dato vita a festival e momenti di aggregazione diversi. Sempre con protagonisti artisti da ogni parte del mondo e gli abitanti del villaggio. Ogni anno a Messina ne arrivano diversi, sempre di più.
Consuelo Damico contro la “cultura dell’addio”
Infine la milanese Consuelo Damico. Nata e cresciuta a Milano, ha deciso di lasciare la città, la Lombardia e un contratto indeterminato, scegliendo San Piero Patti come sua “casa”. Da lì ha dato inizio a un lungo percorso fatto di iniziative e soprattutto di battaglie contro un racconto, quello del “non c’è niente” in Sicilia e a Messina, che non solo non le appartiene, vista la sua esperienza, ma che va smontato. È stata lei a coinvolgere i ragazzi del pubblico chiedendo loro di riflettere anche sulla possibilità di “restare” o “tornare”. Spiegando che bisogna andare contro a quella cultura dell’addio che ha condizionato intere generazioni di siciliani, oggi altrove. Ma non sempre con i propri sogni realizzati.







fuggite, fuggite a gambe levate, nel posto più lontano e non guardate dietro, che qui c’è solo fame miseria e sfruttamento
Sono solo tre storie che non hanno nessun significato rispetto alla grande evasione da Messina dei giovani, per dare un esempio martedi 6 gennaio alle 6 all’aeroporto di Catania era pieno di messinesi che partivano per l Nord. La colpa della politica messinese e dei siciliani