Oltre 72 milioni al 31 dicembre 2008. Per il sindacato è opportuno assorbire i dipendenti delle coop Gaia e Theorema
72 milioni 329 mila euro al 31 dicembre 2008, 3 milioni in più rispetto all’anno precedente, di crediti non riscossi. 30 mila le utenze “a sbafo”. 30 milioni i debiti accumulati. I numeri non lasciano adito a libere interpretazioni. Sono i numeri che inchiodano l’Amam e che devono far riflettere chi in questi anni ha gestito un’azienda che doveva essere una risorsa ma che evidentemente tanto risorsa non è stata.
«A quanti oggi presentano le loro rimostranze sulla gravissima situazione economica in cui versa l’Azienda acque – afferma Costantino Amato, segretario generale della Uil – vorremmo ricordare la vertenza dei lavoratori delle cooperative Gaia e Theorema, impegnati nella rilevazione e nella verifica della regolarità dei contatori Amam e della corrispondenza tra i contratti di fornitura di acqua e l’effettiva utenza, e rimasti, alla scadenza dell’appalto, il 28 febbraio 2009, senza lavoro. Un manipolo di “sentinelle del credito” alle quali l’Amam aveva affidato l’appalto in modo da ridurre il più possibile la differenza tra la quantità di acqua erogata e quella effettivamente pagata, che oggi si aggira attorno al 25 per cento, e ridurre al minimo sprechi e dispersione di denaro. Un compito svolto perfettamente appieno con il risultato che in meno di due anni di attività i nove lavoratori delle due cooperative hanno individuato 11912 utenze industriali e commerciali da aggiornare anagraficamente, 2131 irregolarità contrattuali e 251 contratti “uso cantiere”. 87 i contratti effettivamente consegnati all’azienda e 40 quelli per i quali gli utenti hanno esplicitamente manifestato il proprio dissenso».
«Una mole di lavoro – prosegue Amato – che permette di individuare, senza bisogno di essere esperti di alta finanza, il beneficio che questi lavoratori potrebbero costituire per l’azienda se solo fossero messi in condizione di poter proseguire nella loro attività. Se si considera infatti il numero delle utenze che ancora oggi devono essere aggiornate e lo si moltiplica per il costo di un singolo contratto (441 euro tra istruttoria, deposito cauzionale e bolli) si otterrebbe una cifra che supera i 5 milioni di euro. Una risorsa che l’azienda proprio non può permettersi il lusso di perdere».
«Nel mese di maggio – aggiunge Amato – abbiamo chiesto al sindaco di essere ricevuti e in quell’occasione il primo cittadino aveva mostrato tutto il suo interesse per la risoluzione della vertenza e un servizio di vitale importanza per le casse comunali. Oggi a distanza di tre mesi nulla si è mosso e la situazione debitoria dell’azienda si è andata ulteriormente aggravando. Restiamo quindi in attesa di una tempestiva convocazione che possa permettere di affrontare la questione Amam nella sua complessità, dalla crisi di liquidità, alla carenza di organico, sino, non ultima, alla fondamentale risoluzione della vertenza dei lavoratori Gaia e Teorema. Fondamentale per il rilancio stesso dell’azienda».
