L’ex presidente della commissione Antimafia presenta la sua candidatura alla segreteria regionale del Partito democratico, appoggiata dagli ex Ds, ex Vince Messina e dall’ala del Pd alternativa alla linea Genovese
Oltre le mozioni, oltre le correnti, oltre le spaccature che hanno fatto del Pd uno “pseudo-partito” in grado solo di incassare batoste elettorali, prima della leggera risalita delle ultime Europee. Giuseppe Lumia presenta a Messina la sua corsa verso la segreteria regionale del Pd ponendosi come l’uomo nuovo contrario alla logica delle correnti che ha fatto epoca nella Prima Repubblica ma che è stato il male dei mali dei primi anni di vita del Partito democratico. Oggi a Palazzo Zanca Lumia era affiancato dal neo deputato europeo Rosario Crocetta, ex esponente dei Comunisti Italiani ma soprattutto ex sindaco di Gela nelle vesti di baluardo dell’antimafia in Sicilia. Ed era affiancato anche da quell’area del Pd messinese notoriamente su posizioni contrarie alla linea dell’attuale segretario regionale, Francantonio Genovese, che come successore ha designato Giuseppe Lupo. Ecco dunque i vari Antonio Saitta, Filippo Panarello, Francesco Barbalace, Francesco Calanna, i consiglieri comunali Gaetano Gennaro e Paolo Saglimbeni, e ancora Gaetano Giunta e vari esponenti della Cgil, tra cui l’ex segretario provinciale Franco Spanò, e tra gli altri Angela Bottari, Gioacchino Silvestro, Giovanni Frazzica.
«Lo sviluppo di questa regione – ha aperto le danze Crocetta – è legato alla rottura col sistema mafioso. E questa è una questione morale che, come diceva Pio La Torre, va posta con serietà all’interno del partito». Crocetta si dice deluso dal fatto che «non c’è stata la risposta che mi attendevo dopo la leggera risalita delle Europee» e pone l’accento, come farà in seguito Lumia, sulla «vergogna dei precari della scuola», dei quali una delegazione era presente al Comune.
L’ex presidente della commissione Antimafia Lumia ha esordito sottolineando che «c’è voglia di riorganizzare un Pd che non si raduni solo una settimana prima della competizione elettorale di turno. L’obiettivo deve essere liberare questa provincia, non gestirne il potere». Lumia rende omaggio a Obama e ironizza sul fatto che «mentre in tutto il mondo si pensa a come affrontare la crisi, in Italia ancora ci si chiede se la crisi ci sia o no». E a proposito di crisi e di momento economico, Lumia ha parlato di «rottura del patto finora rispettato tra nord e sud, il nord produce e il sud consuma. Ma il partito che ho in mente io non deve avere paura di questa rottura. La Sicilia deve essere terra di produzione, e lasciarsi alle spalle precariato e clientelismo, quella frenesia dell’intermediazione che fa la fortuna del potente di turno».
«Perché in questo anno e mezzo non si è costruito il Pd?», è la domanda che si pone Lumia. E la risposta è che «non c’era bisogno di circoli, di confronto, ma del partito delle tessere da esibire al congresso. Il partito dei capicorrente, dove il cittadino è visto come un cliente». Lumia dice dunque «no al correntismo centralista» e propone: «referendum locali per uscire dagli Ato rifiuti, luogo di mercimonio e di corruzione, dove sono dentro fino al collo anche esponenti di questo partito». No alla privatizzazione dell’acqua e al Ponte, «perché le autostrade del mare convengono di più», e no anche alla retorica antimafia, perché «sconfiggere la mafia si può, ma con una progettualità coerente». E poi i precari della scuola: «ogni taglio alla scuola è un finanziamento alla mafia». Lumia chiude, infine, tutte le porte ad alleanze “scomode”: «Nessuna alleanza con l’Udc di Cuffaro, nessuna stampella al presidente Lombardo, che non ha certo le carte in regola per porsi come paladino dell’autonomia».
(foto Dino Sturiale)
