Stamani la riunione tecnica a Palazzo Zanca con la dirigente regionale Interlandi. I primi prelievi dell’Arpa avrebbero dato esito positivo. Buzzanca: «Così otterremo due risultati in uno, risparmiando tempo e denaro»
Un’operazione, due risultati in uno. L’idea di utilizzare i materiali alluvionali, in particolare quelli di tipo “fluviale”, per il ripascimento della costa pare che sia davvero percorribile, e l’iter da seguire in questo senso è stato tracciato stamani nel corso di una riunione tecnica tenutasi a Palazzo Zanca e presieduta dal sindaco, nonché commissario soggetto attuatore dell’emergenza, Giuseppe Buzzanca. Al tavolo con lui il direttore generale dell’assessorato regionale Territorio e ambiente Rossana Interlandi e i rappresentanti, tecnici e funzionari, di Prefettura, Questura, Provincia, Capitaneria di Porto, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Polizia Municipale e Protezione civile.
Si tratta, in sostanza, della seconda riunione del “tavolo tecnico” insediatosi ieri e che avrà il compito di gestire la delicata fase della ricostruzione e del “ritorno alla normalità”. Tavolo che ha raccolto il testimone del Ccs, il Centro coordinamento soccorsi, che ha chiuso battenti alle 19 di questa sera. Soddisfatto il sindaco Buzzanca per quanto emerge dalla riunione di oggi. «I primi prelievi dell’Arpa dicono che il materiale non è buono, di più, e dunque con ogni probabilità potrà essere utilizzato per il ripascimento delle coste. Un’operazione che ci consentirà di risparmiare tempo e denaro». Tempo prezioso, per liberare le zone alluvionate ancora affogate nel fango, e denaro che si sarebbe dovuto comunque spendere per il ripascimento costiero (circa 24 milioni di euro il budget individuato da Buzzanca e dall’assessore Isgrò).
Ricordiamo che il sindaco, secondo la disposizione commissariale di Raffaele Lombardo, si dovrà occupare, nelle vesti di soggetto attuatore dell’ordinanza ministeriale, del rimborso spese per i primi interventi di soccorso e assistenza alla popolazione, dell’assegnazione ai nuclei familiari dei contributi previsti dall’ordinanza, delle attività emergenziali (informazione alla popolazione, presidi territoriali, ecc.), dello sgombero e la pulizia dai detriti e dal fango degli edifici e delle superfici stradali, dell’accertamento dei danni.

