Melazzo e Pergolizzi chiedono a Messinambiente il valore del credito e dei ricavi 2007 per i servizi resi all’Ato 3

Melazzo e Pergolizzi chiedono a Messinambiente il valore del credito e dei ricavi 2007 per i servizi resi all’Ato 3

Melazzo e Pergolizzi chiedono a Messinambiente il valore del credito e dei ricavi 2007 per i servizi resi all’Ato 3

venerdì 11 Settembre 2009 - 10:37

I due consiglieri comunali puntano ad un’attenta verifica degli atti per studiare i rapporti economici tra le due società

Ancora attenzione sulle partecipate di palazzo Zanca. I consiglieri comunali Nello Pergolizzi e Giuseppe Melazzo hanno richiesto al presidente di Messinambiente Antonino Dalmazio, di conoscere il valore del credito complessivo e il valore dei ricavi indicati nel bilancio 2007 per tutti i servizi resi dalla stessa società nei confronti della Società Ato 3, esclusivamente nel corso dell’anno 2007, e se tali ricavi contabilizzati corrispondono al trasferimento previsto dalla società d’ambito.

Chiesto, inoltre, di conoscere se sono in corso transazioni e/o rateizzazioni per anni precedenti al 2007 con la Società d’Ambito, e in caso affermativo si chiede di conoscere l’ammontare complessivo del debito e i pagamenti eseguiti nel tempo. “Ciò al fine di poter valutare, attraverso un’attenta e scrupolosa verifica degli atti, l’esistenza di elementi che possano consentire agli scriventi di adottare eventuali iniziative conseguenziali nell’esercizio del proprio mandato – scrivono i consiglieri -. Restiamo in attesa di ricevere dettagliata ed esaustiva risposta, nonché copia di tutta la relativa documentazione amministrativo – contabile”.

Una situazione, quella dei rapporti tra le due società, che in questi anni ha lasciato parecchie zone d’ombra, i soprattutto se rapporti ad un servizio per la cittadinanza quasi mai eccelso. Ma è soprattutto sul piano economico che la gestione della raccolta dei rifiuti ha dato e continua a dare le maggiori preoccupazioni, pesando fortemente sulle casse comunali. E’ così, se si pensa anche ai dieci milioni in meno stanziati da palazzo Zanca rispetto alle somme richieste. Un buco che Buzzanca è riuscito parzialmente a coprire con i sei milioni provenienti dalla Regione, ma che probabilmente non serviranno a cancellare altre lacune evidenti.

e.r.

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