E’ indirizzata a Lombardo, Alecci, Buzzanca e Ricevuto. I cittadini potranno sottoscriverla
Una lettera aperta inviata al presidente della Regione Lombardo, al prefetto Alecci, al sindaco Buzzanca e al presidente della Provincia Ricevuto. Questo il modo scelto dall’associazione Messina Futura per dire no ai tagli delle Ferrovie dello Stato in Sicilia e nello Stretto. Lettera che potrà essere sottoscritta dai cittadini in tutti gli esercizi pubblici che hanno aderito. «Considerato il piano d’esercizio di Trenitalia che, a partire dal 2010, cancella tutti i treni a lunga percorrenza che collegano la Sicilia al resto del Paese – afferma il presidente dell’associazione Sergio Calderone – e preso atto che il detto piano, presentato lo scorso 29 luglio ai sindacati dalla Divisione passeggeri e pubblicizzato dagli organi di stampa, non è stato ad oggi né ritirato né modificato, intende inviare una lettera aperta alle istituzioni pubbliche affinché il Ministero dei Trasporti effettui le dovute pressioni sul Gruppo FS per una totale revisione di quanto previsto. Posto che la decisione di Trenitalia viola il principio costituzionale alla mobilità di tutti i residenti siciliani, oltre a essere in aperto contrasto con il principio della continuità territoriale assicurato viceversa nel resto del Paese, Messina Futura evidenzia altresì le inevitabili e gravi conseguenze sul piano occupazionale stante la soppressione, accanto ai treni a lunga percorrenza, di stazioni, uffici collegati e soprattutto dei servizi navali sullo Stretto di Messina».
Ecco il testo integrale della lettera aperta:
«I sottoscritti, tutti residenti in Sicilia, avendo appreso da notizie di stampa diffuse da primarie testate giornalistiche nazionali, regionali e locali, che il Piano di Produzione 2010 di Trenitalia, a partire dal 1 dicembre p.v., letteralmente cancella la presenza e l’operatività in Sicilia delle Ferrovie dello Stato, che seppur non in modo adeguato hanno assicurato comunque sino ad oggi il trasporto di persone e merci dall’isola al resto del Paese,
chiedono
ai destinatari della presente di verificare nelle sedi opportune la fondatezza delle dette notizie di stampa e, qualora ne dovessero accertare la veridicità, intervenire, secondo ruoli e sfere di competenza proprie, sul Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e direttamente sul Gruppo FS affinchè quest’ultimo modifichi il piano di dismissione descritto sin qui.
Si invoca con la presente l’intervento delle S. V. affinchè, ai sensi degli artt. 1, 3, 5 e 16 della Costituzione della Repubblica Italiana, venga preservato il diritto alla mobilità di tutti i residenti in Sicilia e venga assicurato il principio della continuità territoriale attraverso un mezzo di trasporto, qual è il treno, che andrebbe incrementato e non sminuito anche nell’ottica di politiche in difesa dell’ambiente.
Inoltre, qualora Trenitalia dovesse attuare il piano di dismissione citato sono evidenti i gravi disagi che si arrecheranno all’utenza, con riguardo in particolare ad anziani e gruppi familiari costretti a traghettare, con bagagli e quant’altro, da Messina in Calabria per poter usufruire del servizio offerto dalle Ferrovie dello Stato.
In ultimo si prega di attenzionare le pesanti ripercussioni che il Piano di produzione Trenitalia comporterà a carico del locale mercato del lavoro, già peraltro fortemente compromesso, prevedendo lo stesso oltre 3000 esuberi tra gli attuali 4800 addetti sino ad oggi impiegati da FS in Sicilia.
I sottoscritti chiedono altresì di istituire al più presto, tra tutti i soggetti interessati ai vari livelli, un Tavolo tecnico regionale dei Trasporti al fine di focalizzare tutte le problematiche del comparto e individuarne possibili soluzioni».
