Quattro membri della commissione di garanzia provinciale del Pd scrivono a Franceschini: “Manca il rispetto delle regole”

Quattro membri della commissione di garanzia provinciale del Pd scrivono a Franceschini: “Manca il rispetto delle regole”

Quattro membri della commissione di garanzia provinciale del Pd scrivono a Franceschini: “Manca il rispetto delle regole”

mercoledì 16 Settembre 2009 - 14:15

Il segretario nazionale sarà in città tra qualche ora per inaugurare la prima festa provinciale del partito. Silvestro, Corrao, Gennaro e Sanfilippo gli inviano una lettera aperta per segnalare delle problematiche che inciderebbero sullo svolgimento delle assemblee congressuali a Messina. La replica del coordinatore La Macchia: «Polemiche sterili e dannose»

Tra qualche ora il segretario nazionale del Pd Dario Franceschini sarà in città per dare il via alla prima festa provinciale del partito, che si terrà dal 16 al 19 settembre all’interno del quartiere fieristico di Viale della Libertà (tutti i dettagli nell’articolo correlato in basso). Un’occasione per discutere dei temi cittadini, regionali e nazionali più importanti e soprattutto per avviare dibattiti con l’obiettivo di un ampio confronto in vista del Congresso che si terrà nel prossimo mese di ottobre.

E in relazione allo svolgimento delle assemblee congressuali del partito a Messina, quattro membri (dei diciotto) eletti nella Commissione di garanzia provinciale, Gioacchino Silvestro, Marcello Corrao, Francesco Gennaro e Antonio Sanfilippo, hanno scritto una lettera aperta a Franceschini per rilevare una serie abbastanza lunga di problematiche che inciderebbero sul regolare proseguimento delle operazioni, in questa fase cruciale per il partito: “la mancata certificazione dell’effettivo pagamento delle tessere in ognuno dei circoli accreditati; il rifiuto a dare i necessari riscontri in ordine all’avvenuto versamento delle somme versate dagli iscritti come più volte richiesto (atteso che ciò costituisce condizione essenziale ai fini della regolarità dell’iscrizione e del diritto di voto); il rifiuto a concordare la nomina dei garanti dei congressi di circolo tenendo conto della pluralità e della articolazione delle diverse posizioni politiche; la pretesa di svolgere i congressi dei circoli differendo i tempi di presentazione delle mozioni dai tempi di espressioni del voto e rinviando queste ultime a date successive molto spesso di parecchi giorni; l’ostentato rifiuto ad accogliere la possibilità che ciascun circolo potesse essere rappresentato nelle Convenzioni provinciali a garanzia peraltro dell’arricchimento del dibattito e della partecipazione”.

I quattro scriventi sottolineano poi che le considerazioni illustrate, sono state sollevate in questa forma in quanto non sarebbe stato possibile addivenire a ragionevoli conclusioni con gli strumenti della normale dialettica interna. “Tuttavia – concludono – siamo fiduciosi del fatto che l’autorevole presenza del segretario nazionale possa determinare condizioni di serenità e di rispetto delle regole”.

Nel pomeriggio arriva la precisazione del coordinatore provinciale della commissione per il Congresso, Salvatore La Macchia: «L’anagrafe degli iscritti è stata approvata dalla commissione provinciale e dalla commissione provinciale di garanzia, che ha sancito la regolarità delle procedure. I ricorsi presentati per la presunta irregolarità di dette procedure, sono già stati respinti dagli organi competenti. Non risponde al vero che si è opposto un rifiuto alla proposta di procedere alla nomina dei garanti ai congressi di circolo tenendo conto delle diverse posizioni politiche. In verità, l’elenco dei garanti è stato approvato dall’unanimità dalla commissione provinciale per il congresso. Si è verificato, invece, il caso del rifiuto di uno dei garanti nominati per svolgere tale compito. Le riunioni svoltesi, fino a questo momento, sono solo 8 su ben 170 che dovranno tenersi entro la fine del mese. La polemica, pertanto, appare, a dir poco, pretestuosa».

La Macchia aggiunge che «appare necessario sottolineare che, in applicazione del regolamento congressuale, è consentito ai circoli con un elevato numero di iscritti, di svolgere l’assemblea in più sedute. Le operazioni di voto vanno svolte nell’ultima seduta. Tale procedura rende possibile la più ampia partecipazione degli iscritti al congresso. Partecipazione che, dalle prime riunioni fatte, non può che lasciarci soddisfatti, come gli stessi garanti, in questi giorni, hanno potuto appurare. In merito a qualunque altro rilievo mosso sulle procedure adottate, si ribadisce che sono state e sono applicate tutte le regole congressuali e che le riunioni di circolo e le operazioni di voto si stanno tenendo nella massima correttezza e nel massimo rispetto di tutte le mozioni congressuali. La polemica che si sta tentando di innescare – conclude – appare, quindi, quanto mai sterile e addirittura dannosa. Non vorremmo che l’entusiasmo che questa fase congressuale sta riportando nel popolo del Partito Democratico, come dimostra appunto la partecipazione alle assemblee di circolo, venisse compromessa da accuse e illazioni che non trovano alcun fondamento».

Oltre ai casi specifici delle possibili infrazioni segnalate, politicamente è inevitabile sottolineare come, nonostante dalle segreterie cittadina e provinciale si è continuato in questi mesi e si continua a dichiarare aperta la porta del confronto politico con le altre anime del partito, alcuni conti tutti interni al Pd sembra non siano ancora stati risolti, con un parte che evidentemente non accetta i metodi e le strategie attuate dalle aree che in questo momento detengono la leadership del partito.

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