La quinta circoscrizione ribadisce il suo no al distributore di San Licandro

La quinta circoscrizione ribadisce il suo no al distributore di San Licandro

La quinta circoscrizione ribadisce il suo no al distributore di San Licandro

sabato 05 Giugno 2010 - 10:14

Stamattina assemblea pubblica nel salone parrocchiale di “San Francesco d’Assisi”, nel corso della quale sono stati snocciolati i motivi della contrarietà al nuovo impianto per carburanti e le richieste al consiglio comunale e all’amministrazione

«La realizzazione di un ulteriore impianto di distribuzione di carburanti sul territorio di San Licandro costituisce una scelta non adeguata alle reali esigenze del territorio». Questo il presupposto di base che ha caratterizzato l’assemblea pubblica convocata per stamattina, nel salone parrocchiale di “San Francesco d’Assisi”, dal consiglio della V circoscrizione, presieduto da Alessandro Russo. Il quale motiva una considerazione che ha fatto breccia tra la popolazione della zona, una collina già ampiamente devastata da continui insediamenti edilizi.

Motivi che vengono così elencati: «L’attuale presenza, nel breve raggio di distanza dal previsto insediamento, di sette distributori di carburante che soddisfano pienamente il fabbisogno dei cittadini; il previsto abbattimento di una cospicua parte dell’ultima parte rimanente dell’agrumeto di San Licandro, vecchio di oltre quaranta anni, ultimo polmone verde di un rione che nel corso degli ultimi due decenni ha visto crescere in maniera forsennata gli insediamenti edilizi residenziali senza la dovuta dotazione di opere a verde e delle infrastrutturazioni necessarie a rendere vivibile l’area interessata; le condizioni del territorio mutate rispetto alle previsioni contenute nel Piano di Razionalizzazione degli impianti di distributori di carburante, approvato nel 1998 e che sono state istruite in fase di studio addirittura in precedenza della entrata in vigore della Variante al vigente Prg, e che paradossalmente hanno considerato il rione di San Licandro come area periferica, non centrale della città, in cui poter insediare impianti di carburante, nonostante, a seguito dell’approvazione della suddetta Variante l’area di San Licandro abbia assistito, e stia continuando ad assistere, ad una esplosione edilizia non eguale a nessuna altra area della città di Messina».

E ancora, «la successiva entrata in vigore delle perimetrazioni ZPS e SIC del Comune di Messina, che avrebbero dovuto far cadere, ope legis, ogni previsione di insediamento, residenziale, commerciale o industriale, che andasse contro tale normativa comunitaria atta a tutelare importanti aree verdi della città di Messina». Da qui una serie di richieste, rivolte al consiglio comunale e alla giunta Buzzanca. Al civico consesso il Quartiere chiede «di non approvare la delibera di presa d’atto della realizzazione del distributore di carburanti localizzato in viale Sciascia San Licandro;

di impegnare l’amministrazione, indicando nuovi indirizzi consiliari adeguati alle reali esigenze, demografiche, urbanistiche ed ambientali del comune di Messina, a rivedere ed attualizzare il piano di razionalizzazione degli impianti di distribuzione di carburante alla luce dello sviluppo edilizio effettivo avvenuto in città a seguito dell’approvazione della variante al Prg, stralciando gli interventi che non siano più in linea con il carico urbanistico delle aree relative».

All’amministrazione, invece, Russo e colleghi chiedono «di convocare la ditta proponente la realizzazione dell’impianto di distribuzione di carburanti di viale Sciascia per addivenire ad una soluzione tecnica, da eseguire attraverso una permuta di terreni a compensazione urbanistica ed a costo zero per le casse comunali, che preveda l’attribuzione al patrimonio comunale dell’intera area dell’agrumeto di San Licandro e la contestuale individuazione di altra e più idonea area del comune di Messina per la localizzazione dell’impianto di distribuzione previsto dalla ditta proponente; di porre successivamente in essere tutti gli atti necessari e concludenti per far sì che l’area dell’agrumeto, acquisita al patrimonio comunale, venga nuovamente vincolata secondo quanto previsto dallo stesso Prg vigente a funzione “f2” (verde pubblico e parchi), per realizzare l’unico vero parco pubblico dell’intero rione di San Licandro – Annunziata, area popolata da oltre ventimila abitanti e completamente sprovvista di spazi pubblici destinati a tale fine».

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