Rao (Pd) sulla situazione interna al centrodestra: «I problemi del territorio sono più importanti delle loro beghe»

Rao (Pd) sulla situazione interna al centrodestra: «I problemi del territorio sono più importanti delle loro beghe»

Rao (Pd) sulla situazione interna al centrodestra: «I problemi del territorio sono più importanti delle loro beghe»

venerdì 11 Settembre 2009 - 09:11

Ieri il documento firmato da alcuni consiglieri comunali, oggi il bis del segretario provinciale, che allarga il raggio sulla situazione provinciale e regionale

Dopo il documento di ieri firmato da diversi consiglieri comunali del Pd, stanchi dell’atteggiamento di quella che definiscono “pseudo-maggioranza” e che a loro modo di vedere paralizza la gestione della città (vedi correlato in basso), interviene sulla situazione politica interna del centrodestra nche il segretario provinciale del Partito Democratico, Pippo Rao, che allarga il raggio d’azione anche al contesto provinciale e regionale. «Il caos che regna nel centrodestra messinese – scrive -, soprattutto nei due palazzi di governo del nostro territorio, Comune e Provincia, denota l’alto grado di insoddisfazione, se non vera e propria ira nei confronti della politica e della amministrazione che le maggioranze uscite vincitrici dalle ultime elezioni amministrative dovrebbero garantire e che evidentemente sulla base dello scontento popolare chiaramente percepito, porta a creare fibrillazioni. Non ci sono scusanti, i numeri a favore (nel caso della Provincia addirittura “Bulgari”), l’omogeneità con i governi regionale e nazionale, il monopolio dei sottogoverni, delle partecipate, e degli enti a tutti i livelli, darebbe al centrodestra messinese, oltre che tanto potere, grandi opportunità da mettere a disposizione del nostro territorio. Tutto ciò, tante volte sbandierato tra l’altro nelle campagne elettorali con eclatanti promesse e garanzie».

Rao però è certo: «Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Messina e la sua Provincia, continuano ad essere umiliate ed abbandonate dai governi Berlusconi e Lombardo. Si assiste costantemente a patetiche sceneggiate mediatiche ed ad annunci che poi però non trovano risposte concrete nei fatti. In questo scenario, le vicende interne al centro desta, gli scontri all’arma bianca, le durissime bordate che partono quotidianamente, anche da parte di autorevoli esponenti nazionali oltre che locali, delle forze politiche che sostengono le

amministrazioni Buzzanca e Ricevuto, hanno creato un clima da “notte dei lunghi

coltelli”! Ma al di là degli scontri, che apparentemente potrebbero essere bollati come fatti interni, c’è l’evidenza drammatica di una comunità come quella messinese, alle prese con una classe dirigente che dovrebbe governarla, e che invece pensa più a litigare che a risolvere i problemi della nostra gente, a dividersi sulla spartizione delle poltrone, a vomitarsi addosso l’indicibile, sulla base di una logica di arroganza e voglia di non dialogo. Tutto ciò crea immobilismo, ed impantanamento».

Poi, come detto, Rao si sposta anche su dinamiche regionali: «L’ultimo aspetto eclatante lo si è registrato sulla riforma sanitaria e sulle ricadute della stessa sul nostro territorio. Buzzanca inveisce contro Lombardo e l’Assessore Russo, organizza “resistenze”, spara sentenze, dimenticando, che lui quella riforma da Deputato Regionale l’ha votata! Che la sanità nella nostra provincia è stata appaltata ai suoi uomini per anni, e che gli stessi, prima di essere disarcionati, avevano attivato quelle procedure di dismissione e di smantellamento del sistema sanitario nella nostra Provincia senza battere ciglio in cambio della gestione del sistema. Lo scontro di potere, dal quale la sua parte politica è uscita perdente, ora grida allo scandalo, ma ieri?! Ed il giorno prima!? La nostra gente, che viene vilipesa quotidianamente, non si merita di essere anche presa in giro».

Infine come rappresentate del Pd, Rao cerca di fare un passo indietro sugli errori commessi nel passato dal centrosinistra e un passo in avanti, spiegando che proprio con il Partito Democratico si cerca di cambiare registro: «I messinesi, forse sono rassegnati, oltre che delusi, ed in questo anche la mia parte politica ha probabilmente le sue responsabilità, anche se strumentalmente ci si dimentica forse che questo centro destra governa da decenni, direttamente o indirettamente (le gestioni commissariali), che molti degli attuali dirigenti ed amministratori hanno incarichi di gestione ininterrottamente, anche se magari in enti diversi, da tempi immemorabili. Sono sempre gli stessi. Il centro sinistra, ha amministrato solo 20 mesi, e comunque per i propri errori ha chiesto scusa alla città, cercando ora soprattutto con il Partito Democratico di creare nuove prospettive programmatiche e progettuali, dicendosi sempre disponibile al dialogo per senso di responsabilità, e per l’entità e la gravità dei problemi del nostro territorio e delle nostre comunità, volendo essere intransigente però nella propria azione di forza di opposizione. Questa nostra realtà sociale, ha bisogno di un radicale cambio di rotta nella messa in atto di politiche di sviluppo e rilancio, ma questo non sarà possibile finché chi è stato chiamato ad essere forza di governo non ritorni al senso della serietà e all’assunzione di responsabilità. La logica utilitaristica di una vecchia forma di opposizione che vuole che quando governano gli altri è utile capitalizzare il “tanto peggio, tanto meglio” non ci appartiene come valore, anche perché in quel “tanto peggio” ci stanno le aspettative deluse, la rabbia, la frustrazione dei nostri figli e della nostra gente! Il PD è pronto a fare la sua parte, e se ci si vorrà confrontare propositivamente si è da subito disponibili. Chiediamo da mesi l’apertura di una fase di confronto progettuale sul futuro della città e sulla organizzazione dei suoi servizi stragici, aperta alle forse sociali, in continuità con le proposte emerse dalla C.E.C. del 2007, che aveva sancito una svolta ed il cambiamento nel modo di immaginare la pianificazione ed i modelli di sviluppo del territorio, rendendo protagonisti i soggetti sociali, secondo il modello dei processi concertati dal basso. Cosa diversa è quella a cui invece ci vorrebbero portare, con scelte già calate dall’alto, e senza logica concertatoria. Speriamo che si capisca che i problemi delle nostre realtà sono più importanti delle loro beghe interne, essendo comunque consapevoli che probabilmente non cambierà nulla».

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