Ad averlo ottenuto l’ex-assessore Pietro Currò che oggi interviene chiedendo all’amministrazione che fine abbiano fatto quei soldi destinati alla bonifica dell’amianto e mai più utilizzati
Fa un salto indietro nel tempo l’esponente del Partito repubblicano italiano Pietro Currò, per la precisione al 2003, quando per un breve periodo, da giugno a dicembre, ha ricoperto l’incarico di assessore al risanamento.
L’esponente del partito dell’edera, intervenuto già che qualche settimana fa in merito alla necessità di risanare l’area di Fondo De Pasquale (nella prossima settimana inizierà la seconda tranche dei lavori ndr), ricorda di aver ottenuto, sulla scorta di una dettagliata relazione redatta dal reparto di polizia Ambientale dei vigili urbani, alcuni finanziamenti per la bonifica da cemento e amianto presenti sul territorio comunale.
Alla base della sovvenzione economica concessa dal governo, “le situazioni critiche per la salute dell´uomo e dell´ambiente- ed ancora – la incidenza di rischio sulla popolazione che risulta particolarmente rilevante- , con raccomandazione di eseguire – gli interventi di bonifica di particolare urgenza-. A comporre l’elenco delle zone ad elevate pericolosità in cui intervenire al più presto, l’Area 8: Minissale, Aldisio, Fondo Fucile, San Filippo; l’Area 11: Camaro San Paolo, Camaro San Luigi, Direzione Artiglieria; l’Area 20: Annunziata- Matteotti, Citola, Catanese. E poi ancora gli edifici scolastici e le sedi decentrate del Comune.
Ciò che oggi domanda l’ex-assessore al risanamento rivolgendosi al “collega” Rao e al sindaco Buzzanca è che fine abbia fatto la cifra assegnata per gli interventi di bonifica e quali progetti l’amministrazione abbia intenzione di portare avanti per affrontare il problema.
