Triennale, la svolta c’è stata: il Pd ha ritirato i 300 emendamenti

Triennale, la svolta c’è stata: il Pd ha ritirato i 300 emendamenti

Triennale, la svolta c’è stata: il Pd ha ritirato i 300 emendamenti

mercoledì 30 Settembre 2009 - 13:41

Documento di Caprì, Barbalace e gli altri firmatari: necessario un confronto con l’amministrazione sui veri problemi della città. Approvati gli emendamenti dell’assessore Rao sui project financing per il risanamento di Fondo Saccà e Rione Taormina

Avevamo parlato di possibile svolta, per il consiglio comunale di oggi, e la svolta in effetti c’è stato: i consiglieri del Pd Giorgio Caprì e Nicola Barbalace, insieme a Simona Contestabile, Paolo David, Elio Sauta e Daniele Zuccarello, hanno ritirato i 312 emendamenti presentati alla fine di agosto e che di fatto, nelle ultime sedute, hanno paralizzato i lavori sul Piano triennale delle opere pubbliche. Lo hanno fatto, però, con molti “ma” e sottolineando alcuni punti. Il primo è che, essendo il Triennale di fatto un allegato al bilancio di previsione, gli stessi Caprì e Barbalace avevano chiesto in tempi non sospetti che prima ancora del bilancio, poi approvato a giugno, si discutesse del Triennale stesso. Proposta bocciata dal centrodestra, e in particolare da Pdl e Udc, «per cui tali forze politiche sono le uniche vere responsabili del ritardo accumulato per l’approvazione del Piano stesso». I consiglieri del Pd ricordano, infatti, che «il primo dei 312 emendamenti è arrivato al dibattito solo giovedì 24 settembre, e questo solo e soltanto a causa di una maggioranza consiliare che dovrebbe sostenere l’amministrazione comunale ed invece viene sabotata dagli stessi consiglieri del centrodestra che non sono in grado di mantenere il numero legale».

Anche la conferenza stampa tenuta ieri da alcuni esponenti del centrodestra viene letta come «un’autodenuncia di inesistenza di maggioranza». Il Pd rivendica di aver «sempre cercato di concorrere all’approvazione di documenti utili per la città stessa, senza che l’amministrazione minimamente ne abbia mai voluto riconoscere il ruolo di legittimo controllo». Ma riconosciuto il fatto che «diventa urgente ed inderogabile l’approvazione dello stesso Triennale», anche se gli emendamenti, con un giudizio che lascia francamente perplessi, «erano in gran parte migliorativi» (tutti cambi di priorità, dall’evidente scopo ostruzionistico), viene annunciato il ritiro degli emendamenti stessi, «con i quali si è voluto dare un segnale chiaro ed inequivocabile della distanza che separa l’attività dell’amministrazione Buzzanca da quella del consiglio comunale, in spregio ad ogni forma legittima di democrazia».

I consiglieri del Pd pongono però una condizione: «L’amministrazione passi dalla dichiarazione di intenti alla vera operatività, aprendosi da subito al confronto con tutte le forze politiche rappresentative della città». A partire da dieci «nodi fondamentali» che vengono elencati: i servizi sociali, «in cui appalti continuano ad essere in regime di proroga»; la vertenza Rfi, «giunta alla peggiore delle evoluzioni ipotizzabili»; la manutenzione e la pulizia delle strade della città; il concorso pubblico per Vigili urbani; la realizzazione degli svincoli, «ancora oggi una vera utopia che si ingarbuglia piuttosto che risolversi»; le vertenze “lavoro”, con la Rodriquez in testa; «chiarezza circa lo sviluppo urbanistico della città»; le politiche di gestione e di ristrutturazione dei cimiteri; il risanamento economico, con una particolare attenzione alla riscossione dei tributi; i poteri speciali al sindaco.

Il “manifesto” dell’opposizione ha aperto un consiglio comunale che, liberatosi della “zavorra” dei 300 emendamenti, ha ripreso spedito verso l’approvazione definitiva del Triennale, che potrebbe già avvenire domani o venerdì. Certo, la vicenda Pd ha fatto passare in secondo piano uno dei motivi che, originariamente, hanno provocato il ritardo nell’approvazione del documento targato Scoglio, ovvero la posizione polemica dell’Udc sui project financing. Gli undici emendamenti del partito scudocrociato, firmati Muscolino, coi quali si chiede di dare priorità ai fondi pubblici e di ricorrere solo in ultima analisi allo strumento del progetto di finanza sono ancora lì e andranno discussi nella prossima seduta (domani, ore 10). Oggi, intanto, a proposito di project financing, sono stati approvati due importanti emendamenti proposti dall’assessore Pippo Rao: proprio la finanza di progetto sarà la via che verrà seguita per il risanamento delle aree di Fondo Saccà e Rione Taormina. Anche questa, non c’è che dire, è una svolta di non poco conto.

s.c.

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