Ponte sullo Stretto, "nel dl commissari le risposte alla Corte dei conti"

Ponte sullo Stretto, “nel dl commissari le risposte alla Corte dei conti”

Marco Olivieri

Ponte sullo Stretto, “nel dl commissari le risposte alla Corte dei conti”

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martedì 13 Gennaio 2026 - 17:34

Il ministro Salvini e l'ad Ciucci annunciano che "nel decreto legge ci saranno le ottemperanze a tutte le richieste della magistratura contabile". La battaglia politica continua

“Andiamo avanti con il ponte sullo Stretto. Nel decreto legge sui commissari ci saranno le ottemperanze a tutte le richieste della Corte dei conti che vogliamo mettere per norma”. Lo ha annunciato Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture (fonte Ansa). E così alla stessa agenzia stampa si è espresso l’amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci: “Il dl conterrà chiarimenti procedurali per la riattivazione dei procedimenti riguardanti la delibera Cipess e il decreto interministeriale relativo al III Atto aggiuntivo alla Convenzione. Il tutto al fine di conformarsi alle motivazioni della magistratura contabile”.

Il ponte e il tema della mancata gara

La notizia conferma l’intenzione del governo Meloni di trovare una soluzione che non fermi l’avvio della grande opera. Un tema centrale è quello della mancata gara, come rilevato dalla Corte dei conti. Le modifiche apportate ai contratti originari risultano sostanziali, al punto da configurare le condizioni che “avrebbero attratto ulteriori partecipanti alla procedura di aggiudicazione”. Tra queste modifiche, si evidenziano il cambio radicale nelle modalità di finanziamento, passato da un modello con il 60% di risorse da reperire sui mercati internazionali, senza garanzia dello Stato, a un modello finanziato integralmente su risorse pubbliche. E ancora: le novità negli indici di aggiornamento del corrispettivo del contraente generale e la riduzione della quota di prefinanziamento a carico del contraente generale, passata dal 15% proposto in gara fino a un limite del 5%.

Ne deriverebbe la necessità di una nuova competizione concorrenziale. E l’amministrazione “non ha fornito la documentazione necessaria per dimostrare che l’aggiornamento dei costi non avesse superato il limite del 50% previsto dalla stessa direttiva, al di sopra del quale una gara diventa obbligatoria”.

L’appello all’Europa per “tutelare lo Stretto”

Tiene banco pure il tema dell’Europa in relazione alla grande opera. Così il comitato No ponte Capo Peloro: “Chiediamo all’Europa di tenere gli occhi ben aperti perché il progetto del ponte è in violazione non solo delle direttive Habitat e sulla Concorrenza ma anche della Nature Restoration Law. Una misura che dal 2024 obbliga tutti i Paesi europei a non continuare a distruggere ecosistemi ma anzi a ripristinare gli habitat terrestri e marini degradati. Continua il comitato: “Ci aspettiamo pertanto che l’Unione europea legga in maniera approfondita la documentazione relativa al progetto del ponte sullo Stretto e le assurde compensazioni ambientali individuate (tra cui la sterilizzazione dei gatti delle isole minori siciliane). Lo Stretto di Messina è uno scrigno di biodiversità, un patrimonio ambientale e paesaggistico unico che va preservato nell’interesse dell’Italia, dell’Europa, del mondo”.

La battaglia politica e giuridica sul ponte continua.

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10 commenti

  1. …e ci voleva un decreto legge, strumento da usare solo ” in casi eccezionali di gravità ed urgenza?” Ulteriore forzatura giuridica di un progetto che costituisce già un monstrum legale

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  2. Perchè Salvini non vuole rifare la gara? Capisco Ciucci, che perderebbe il suo giocattolo preferito, ma Salvini?
    Chi o cosa glielo impedisce?

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  3. ancora con questo ponte ma quando la finiscono di rompere

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  4. ……e poi vi imbiancheremo le case.
    É finita….ma finché dura…scorrono stipendi, trasferte, etc etc.

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  5. A quelli che dicono si al ponte dite qualcosa non nascondetevi dietro un “pollice in giu” che date nei commenti qui argomentate le vostre ragioni. Perché ad oggi nessuno ha il coraggio di dire si al ponte quando sa perfettamente che il ponte non è la priorità rispetto alle esigenze effettive di Messina e Reggio Calabria.
    Non mette semplicemente non mi piace ad un commenta di un “no ponte” rispondete argomentate

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  6. Purtroppo la maggior parte degli italiani non ha capito in che condizioni economiche si trova questo paese. Debito pubblico inesigibile, tessuto industriale distrutto nel nome di una economia green, lavoro e servizi ormai ridotti a un miraggio, pensioni che presto saranno solo per pochi eletti..e che cosa propongono? Un ponte 😅… credo che ormai oltre a toccare il fondo stiamo scavando.

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  7. Villlari tiziano 13 Gennaio 2026 22:05

    Ancora non riesco a capire perché il “verminaio” dei messinesi contrari al progresso ed allo sviluppo non riesce a eliminarsi, non avete idea delle opportunità che può offrire il ponte

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  8. Verminaio, vergognosi…. Ma siamo educati e rispettosi

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  9. Io credo che il ponte può essere una grande opportunità per il territorio. Non era mai successo che lo Stato mettesse tutte queste risorse in questa terra. Unica preoccupazione, non da poco, è l’impatto dei lavori su un territorio già allo stremo e la durata degli stessi. Tutta la città soffrirebbe per anni disagi e danni per l’enorme passaggio di mezzi pesanti in strade che già così sono gravemente insufficienti.

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  10. Giuseppebaretti 13 Gennaio 2026 23:00

    Appare quanto meno singolare che un decreto di nomina di commissari possa sanare violazione pregresse di normative…ma si sa, l’Italia è la culla del diritto…e ci sta così bene che magari ci si è addormentato!

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