Porto di Tremestieri. La Uil chiede il tavolo permanente: "Servirà una variante e nuovi fondi"

Porto di Tremestieri. La Uil chiede il tavolo permanente: “Servirà una variante e nuovi fondi”

Redazione

Porto di Tremestieri. La Uil chiede il tavolo permanente: “Servirà una variante e nuovi fondi”

sabato 21 Marzo 2026 - 11:20

Il sindacato chiede maggiori certezze al commissario Di Sarcina e ricorda il tavolo permanente, che non è più stato convocato

“Abbiamo appreso che il commissario per la realizzazione del porto di Tremestieri, Francesco Di Sarcina, è finalmente ricomparso e, dopo un lunghissimo silenzio, ha diffuso una nota riguardante lo stato dei lavori dell’importante infrastruttura portuale. Purtroppo, le nostre reiterate denunce in merito ai ritardi dei lavori sono state totalmente confermate e possiamo affermare che il mese di ottobre 2026, quale data prevista per la conclusione del porto di Tremestieri è ormai un’utopia, in quanto è assolutamente impossibile completare l’opera rispettando quei tempi. E’ del tutto evidente che questo slittamento coniugato con le criticità emerse ci preoccupa profondamente. Infatti abbiamo, al contempo, registrato un’imbarazzante fumosità in merito alla costruzione della diga foranea che rappresenta il cuore dell’opera. Le parole del commissario Di Sarcina sono aleatorie e non consegnano elementi rassicuranti ed incontrovertibili: certezze che la città e i messinesi, oggi più che mai, pretendono. Una situazione nebulosa che si coniuga con l’ulteriore preoccupazione relativa alla concreta necessità di una variante progettuale che richiede di ulteriori ingenti finanziamenti. Anche su questo tema dirimente e fondamentale che rischia di paralizzare l’appalto non vi è, incredibilmente, la doverosa chiarezza”. Lo dice Ivan Tripodi, segretario generale Uil Messina.

“Le interferenze e il tavolo permanente”

“Accanto alle citate sostanziali preoccupazioni, reputiamo assolutamente inaccettabile e respingiamo al mittente la frase del comunicato nella quale si parla di avere affrontato, udite udite, delle “interferenze con il territorio”. Abbiamo stentato a credere ciò che leggevamo poiché considerare interferenze le legittime istanze sindacali e le altrettanto motivate domande della stampa rappresenta un fatto di una gravità inaudita. E’ il tipico atteggiamento di chi pensa di essere un novello “marchese del grillo”… Chiedere un confronto sullo stato dei lavori e sulle prospettive occupazionali di un’opera, attesa da decenni dalla collettività, che, ricordiamo, cuba oltre 90 milioni di euro, denaro dei cittadini e non di un marchese del terzo millennio, non rappresenta assolutamente il compimento di fastidiose interferenze. Allo stesso tempo le motivate richieste della stampa riguardo l’esigenza di ottenere la dovuta trasparenza sullo stato dei lavori non possono essere considerate una sorta di lesa maestà, tanto più se si parla di persone che ricoprono ruoli pubblici apicali. Pertanto, è sinceramente stucchevole che il commissario Di Sarcina si trinceri dietro un assordante e ingiustificato silenzio stampa, come se fosse l’allenatore di una squadra di calcio pronto a ricevere l’esonero per i pessimi risultati raggiunti. In tal senso, ribadiamo che se qualcuno pensa che è un’interferenza il nostro costante impegno sindacale sulle prospettive del porto di Tremestieri, possiamo tranquillare affermare che, come Uil, proseguiremo ad effettuare interferenze e, anzi, lo faremo senza sosta e con maggior vigore. Siamo, infatti, consci di chiedere atti e risposte dovute. Infine, invitiamo il presidente dell’Adsp dello Stretto, Francesco Rizzo, a convocare, con urgenza e d’intesa con il commissario del Comune di Messina, prefetto Mattei, il tavolo istituito a palazzo Zanca il 19 gennaio scorso per affrontare il reale stato dei lavori del porto di Tremestieri e le prospettive dell’importante opera infrastrutturale” ha così concluso Ivan Tripodi.

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