L'attacco della Uil: «Presa in giro per la città di Messina»
MESSINA – «Siamo al limite del dileggio e della presa in giro». Tornano all’attacco i sindacalisti della Uil dopo che neanche a gennaio sono iniziati i lavori di costruzione del molo foraneo, al porto di Tremestieri, come invece era stato preannunciato dall’impresa. Ivan Tripodi, Pasquale De Vardo e Antonino Di Mento ricordano infatti che «nel corso dell’atteso incontro con i sindacati, convocato qualche settimana fa dal sindaco Federico Basile alla presenza del presidente dell’Adsp dello Stretto, Francesco Rizzo, e del commissario per la realizzazione del porto di Tremestieri, Francesco Di Sarcina, è stato formalmente comunicato, con ampia eco mediatica, che entro il mese di gennaio sarebbero iniziati i lavori a mare propedeutici alla palificazione per costruire la diga foranea, vale a dire il cuore dell’opera».
Un impegno solenne rimasto sulla carta
Secondo i rappresentanti di categoria, fu proprio il commissario Di Sarcina ad assumere «solennemente questo impegno che, oggettivamente, pur tra le enormi cautele del caso, fu considerato come la concreta apertura di uno spiraglio finalizzato a sovvertire i seri e reali rischi di incompiuta che, sempre più, si addensano in merito alla realizzazione di un’opera strategica per il futuro di Messina e fondamentale per tutta la collettività». Tuttavia, proseguono i segretari, l’infrastruttura che dovrebbe garantire la «definitiva liberazione del centro cittadino dal far west costituito dall’invasione e dal permanente transito di tir e automobili» resta un miraggio.
Azioni concrete e silenzio assordante
La nota sindacale evidenzia come gli impegni siano «miseramente rimasti lettera morta» senza che sia seguita alcuna azione concreta. «Alla data odierna e quindi ben oltre i tempi comunicati – denunciano Tripodi, De Vardo e Di Mento – non è stato messo neanche un chiodo relativamente alla diga foranea e alle attività connesse. E’ questa l‘inaccettabile realtà dei fatti che, tra l’altro, si caratterizzano per un permanente ed assordante silenzio dei “protagonisti” della realizzazione del porto di Tremestieri».
Rispetto per la collettività e risorse pubbliche
In conclusione, i vertici della Uil richiamano l’attenzione sul valore economico del progetto: «Rammentiamo che l’appalto in questione è pari a circa 90 milioni di euro che, banalmente, sono soldi della collettività che non può subire ulteriormente l’umiliazione rappresentata da parole al vento ed impegni disattesi».

C’erano dubbi? Con questo ho detto tutto, poche parole a buoni intenditori.
C erano dubbi se si realizza il porto il ponte diventa ancora più inutile