Redazionale
La domanda di prestiti personali continua a crescere in Italia e il Mezzogiorno si conferma una delle aree più dinamiche del mercato del credito. I dati degli ultimi mesi mostrano un aumento delle richieste, accompagnato però da una riduzione degli importi medi. Un andamento che merita attenzione anche in Sicilia, dove l’accesso ai finanziamenti si inserisce in un quadro economico segnato da difficoltà occupazionali e da una crescente attenzione delle famiglie alle proprie spese.
Prestiti personali, richieste in aumento del 17,7%
Secondo i dati Experian di settembre ripresi da Repubblica Finanza, le richieste di prestiti personali sono aumentate del 17,7% rispetto allo stesso mese del 2025. L’importo medio richiesto è invece sceso a 9.151 euro, con una diminuzione del 9,9% su base annua.
La crescita della domanda si accompagna dunque alla richiesta di somme mediamente più contenute. I numeri non permettono però di stabilire quali siano le motivazioni prevalenti: un prestito personale può servire a finanziare lavori in casa, acquistare un’auto o affrontare altre spese programmate.
Per chi valuta questa possibilità, confrontare le condizioni disponibili è un passaggio importante. Attraverso un portale di comparazione come Prestiti.it è possibile esaminare diverse proposte di finanziamento, considerando l’importo delle rate, la durata del rimborso e il costo complessivo del prestito.
Il Mezzogiorno protagonista della domanda di credito
Il dinamismo del Sud emerge anche dai dati relativi ai mesi precedenti. Nel rapporto Experian di luglio 2026, le richieste di prestiti personali nel Mezzogiorno risultavano aumentate del 15,9% rispetto a un anno prima, contro una crescita nazionale del 14,7%.
Nello stesso mese, il Sud era l’unica macroarea italiana a registrare una crescita sostenuta sia per i prestiti personali sia per quelli finalizzati, destinati cioè all’acquisto di beni o servizi specifici.
Si tratta di dati riferiti all’intero Mezzogiorno, che non consentono di ricostruire l’andamento della sola Sicilia o della provincia di Messina. Offrono comunque un’indicazione del ruolo assunto dalle regioni meridionali nel mercato nazionale del credito.
Il quadro va letto anche alla luce delle condizioni economiche locali. A Messina, per esempio, il tema dell’aumento del costo della vita è tornato al centro del dibattito pubblico, con richieste di interventi a sostegno del reddito delle famiglie.
Prima di richiedere un prestito, attenzione ai costi
La crescita delle richieste non significa necessariamente che ottenere un finanziamento sia diventato più semplice. Ogni domanda viene valutata dall’istituto erogante, che considera reddito, impegni finanziari già esistenti e capacità di rimborso del richiedente.
Un elemento da valutare con attenzione è il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), che esprime il costo complessivo annuo del credito includendo interessi e diversi oneri previsti dal contratto. È un indicatore più completo del solo TAN (Tasso Annuo Nominale), che considera i soli interessi.
Anche la durata merita attenzione: allungare il piano di rimborso può ridurre la rata mensile, ma generalmente aumenta gli interessi complessivi da pagare.
In una fase in cui le richieste crescono, ma gli importi medi diminuiscono, scegliere un prestito richiede quindi una valutazione attenta delle proprie possibilità economiche. La sostenibilità delle rate conta almeno quanto la disponibilità del finanziamento.

