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Raffineria Milazzo. Nuove tensioni: Cgil, Cisl e Uil chiedono incontro alla regione

Salvatore Di Trapani

Raffineria Milazzo. Nuove tensioni: Cgil, Cisl e Uil chiedono incontro alla regione

sabato 11 Luglio 2020 - 15:30
Raffineria Milazzo. Nuove tensioni: Cgil, Cisl e Uil chiedono incontro alla regione

I sindacati lamentano di non essere stati convocati all’incontro alla regione, nel corso del quale si è discusso del Piano della Qualità dell’Aria.

«Si apra subito, presso la Presidenza della Regione, un tavolo di trattativa sul Piano della qualità dell’aria come richiesto dal sindacato regionale». È quanto dichiarano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Messina, Giovanni Mastroeni, Nino Alibrandi e Ivan Tripodi. Al centro della questione la mancata convocazione all’incontro tenutosi a Palazzo d’Orleans con l’assessore regionale Toto Cordaro.

«La chiusura del governo regionale a qualsiasi modifica dello stesso Piano Regionale –proseguono i sindacalisti- mette a rischio tutte le raffinerie siciliane, compresa quella di Milazzo che, oggi, rappresenta una realtà industriale che ha realizzato e programmato ingenti investimenti per coniugare industria ed ambiente».

Cgil, Cisl e Uil hanno quindi sottolineato la propria preoccupazione per la situazione dei lavoratori della Raffineria di Milazzo e sui possibili sviluppi futuri.

«È fondamentale –aggiungono i segretari di Cgil, Cisl e Uil Messina- che la regione crei le condizioni affinché si possano concretizzare gli investimenti per l’ottenimento degli obiettivi ma valutando realtà per realtà, in base alle peculiarità di ognuno così da garantire ambiente, continuità di produzione, occupazione e relativa ricaduta economica al territorio, senza creare tensioni sociali ma con un progetto comune e condiviso con le organizzazioni sindacali e tutti gli attori coinvolti».

I sindacati si sono detti pronti ad avviare la mobilitazione generale dei lavoratori, a fronte di una mancata risposta dal presidente della regione all’incontro richiesto già lo scorso 25 giugno.

«Grave è, anche, il silenzio dei deputati regionali e nazionali –concludono Mastroeni, Alibrandi e Tripodi – Da loro ci aspettiamo una pesante presa di posizione a tutela del lavoro e dello sviluppo sul territorio».

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Un commento

  1. Fosse la volta buona che la chiudono, in tutti questi anni ha ammazzato una miriade di persone con i suoi fumi tossici, era più importante il lavoro che la vita delle persone. Con la posizione che ha al suo posto verrebbe uno stupendo villaggio turistico.

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