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Reggio Calabria. USB su vertenza Villa Aurora

Elisabetta Marcianò

Reggio Calabria. USB su vertenza Villa Aurora

venerdì 28 Maggio 2021 - 09:30

Abbiamo dato mandato ai nostri legali per tutelare i nostri iscritti. Sollecitare le autorità competenti a fare tutti i controlli adeguati

Nei giorni scorsi la nostra organizzazione sindacale è stata costretta ancora una volta a proclamare lo stato di agitazione dei lavoratori della casa di cura “Villa Aurora”, importante struttura reggina da qualche anno in mano al “gruppo Crispino”. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è l’aver collocato in Fis (una delle varie tipologie di ammortizzatori sociali) i fisioterapisti.

Fis rinnovato

Questo è avvenuto agli inizi di aprile, a seguito di oggettive difficoltà del reparto in questione, con la garanzia che si sarebbe trattato di una misura assolutamente temporanea. Invece il Fis per i fisioterapisti risulta rinnovato; nonostante il numero di pazienti sia tornato quasi ai livelli normali e nonostante comunque l’impiego di fisioterapisti a partita Iva e di ben tre tirocinanti.

Danni a pazienti e lavoratori

Un danno ai lavoratori a tempo indeterminato, quelli più garantiti e costosi oltre che meno ricattabili, ma soprattutto un danno ai pazienti. Loro, non riescono a ricevere le dovute terapie nella maniera adeguata a causa del maggiore lavoro cui sono costretti i fisioterapisti nei periodi di presenza.
Su sollecitazione della Prefettura di Reggio Calabria abbiamo incontrato una rappresentanza della proprietà, ben sapendo quale sarebbe stata la risposta. Quella di chi procede spedito con l’arroganza data dalla sicurezza dell’impunità. Che passa sopra i diritti dei lavoratori e degli stessi pazienti, e lavorando per il progressivo smantellamento di una struttura storica per la città di Reggio Calabria.

Mandato ai legali

Abbiamo dato mandato ai nostri legali per tutelare i nostri iscritti. Sollecitare le autorità competenti a fare tutti i controlli adeguati e verificare la liceità delle decisioni prese dal Gruppo Crispino. Nonostante il muro che ci troviamo davanti come Usb non intendiamo fare un passo indietro, facendo appello alle istituzioni e a tutta la città per impedire che, in nome del business a tutti i costi, si perdano posti di lavoro, servizi, salute e dignità.

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