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Regionali in Calabria, sfida a quattro: Occhiuto, Bruni, de Magistris e Oliverio

Mario Meliadò

Regionali in Calabria, sfida a quattro: Occhiuto, Bruni, de Magistris e Oliverio

domenica 05 Settembre 2021 - 06:45

Le liste confermano lo scenario maturato nei mesi scorsi: centrodestra compatto, altre tre coalizioni gravitano in maniera diversa nella stessa area

Lo scenario è quello maturato nei mesi scorsi: il centrodestra compatto “come un sol uomo” che con tutti i partiti alleati su scala nazionale (anzi uno in più, visto che Fdi a Roma è l’unica forza all’opposizione del governo Draghi) converge su Roberto Occhiuto. L’attuale capogruppo di Forza Italia a Montecitorio ha già avuto un’esperienza regionale ma a Palazzo Campanella, come vicepresidente di maggioranza dell’Assemblea quando Governatore era Giuseppe Chiaravalloti, primo Presidente eletto dai calabresi a suffragio diretto.

Il centrosinistra, nelle sue varie accezioni e sfumature, si presenta invece sfrangiato e lacerato davanti agli elettori, con ben tre diversi aspiranti a conquistare Germaneto.

Amalia Bruni è la candidata alla Presidenza del centrosinistra “ufficiale”, comunque riuscito a pareggiare il conto delle liste rispetto al centrodestra nonostante una pre-campagna elettorale a dir poco “movimentata”. La doppia candidatura e doppia rinuncia di Nicola Irto (che si offre comunque al giudizio degli elettori per tornare a Palazzo Campanella), la candidatura di Maria Ventura abortita sul nascere. E, nel mezzo, tanti contatti con esponenti di vaglia della “società civile” – dallo storico studioso della ‘ndrangheta Enzo Ciconte all’editore Florindo Rubbettino – per testimoniare un new deal fortemente voluto dal segretario nazionale del Pd Enrico Letta. E alla fine è stata comunque scelta la Bruni, cioè una campionessa delle neuroscienze, nonostante forti pressioni per scegliere un “politico-politico” dopo le sciagure che hanno seguìto l’indicazione di Pippo Callipo per le Regionali 2020.

Non c’è stato però alcun “ricompattamento generale”: anzi. Mario Oliverio torna in campo, a tentare d’essere l’unico Presidente eletto dai calabresi per più di un mandato (non consecutivo: il suo terminò nel 2019). E questo per i presunti “schiaffoni” che il Centro del centrosinistra avrebbe inferto alla Sinistra, ammesso che possa esserne tributata la rappresentanza a Oliverio e ai suoi. Ma anche per la spocchiosa indisponibilità degli altri partiti tradizionali di quest’area a ricercare una convergenza, a costo di promuovere quell’azzeramento di tutte le candidature in campo che l’ex deputato e già presidente della Provincia di Cosenza ha fortemente – ma invano – ricercato.

A chiudere il quadro, c’è l’impegno anomalo di Luigi de Magistris.
Anomalo, per la non-calabresità che viene rimproverata da una parte dei cittadini-elettori al sindaco di Napoli uscente. Che però ha dalla sua gli “amorosi sensi” intessuti con la gente di Calabria e con molta parte d’Italia quando, da pm in forza alla Procura di Catanzaro, promosse inchieste controverse che “fecero storia” (Why Not?, Poseidone e altre).
Perso il treno degli “arancioni” in qualche strano modo successori degli amministratori delle “Centocittà” rutelliane, de Magistris si ripropone oggi come carismatico leader di un movimento nazionale. Che non è demA, non è una sigla, non è la coalizione che tenterà di farne il Presidente della Regione Calabria ma è un progetto molto più ampio, che prova a mixare civismo diffuso, legalitarismo al limite del giacobinismo e ribellismo moderato. Un progetto che nei prossimi mesi e anni, comunque vada il 3 e 4 ottobre, tenterà di scuotere il Paese.

In tutto ciò, non sono pochi gli spunti e i “casi” illuminati dal deposito delle liste terminato ieri a mezzogiorno. Vediamone un po’, per quanto attiene specificamente alla Circoscrizione elettorale Sud, che coincide col territorio metropolitano di Reggio Calabria.

Centrodestra

Si ripropone il capogruppo leghista uscente Tilde Minasi per una possibile terza consiliatura (la prima fu nelle fila del Popolo della libertà, quando subentrò ad Antonio Caridi sbarcato a Palazzo Madama).
Per la Lega, tuttavia, il “caso” riguarda piuttosto l’ex consigliere comunale di Rosarno Enzo Cusato, la cui figlia ha sposato Domenico Bellocco, figlio del presunto capobastone medmeo Rocco Bellocco. Ma il figlio Domenico, si fa presente, non è stato mai coinvolto in alcuna inchiesta. Di sicuro, la circostanza ben difficilmente poteva sfuggire ai vertici regionali del Carroccio: che il commissario calabrese della Lega è l’ex sindaco di Rosarno Gianfranco Saccomanno.
La lista, tuttavia, ha anche altre “punte di diamante”, dal sindaco facente funzioni di Villa San Giovanni Maria Grazia Richichi al dirigente Giuseppe Gelardi che, con l’Udc, solo un anno fa conquistò poco meno di 5mila preferenze.

La “triade” che apre la lista reggina di Forza Italia ha qualcosa di clamoroso in termini di “potenza di fuoco”. In tre, nel gennaio 2020 il presidente uscente dell’Assemblea Gianni Arruzzolo (8.801), il fin qui presidente della Commissione consiliare di Vigilanza, già assessore provinciale Mimmo Giannetta (6.470) e il giovane imprenditore Giuseppe Mattiani (7.809), schierato un anno fa nella “lista del Presidente” di Jole Santelli, accumularono 23.080 preferenze. Unica pecca: ora sono concentrati nella stessa lista e “pescano” molto nella Piana di Gioia Tauro tutt’e tre, visto che Arruzzolo è rosarnese, Giannetta di Oppido Mamertina è stato pure sindaco e Mattiani è di Palmi.
Ma ci sono quantomeno due outsider di peso: Nino Gullì, imprenditore di primo livello nel settore della cosmesi da quasi 40 anni, e Carmela Pedà, imprenditrice di Gioia Tauro che tenta di “bissare” lo sbarco tra gli scranni del Consiglio regionale già riuscito al fratello Giuseppe, tra l’altro ex sindaco gioiese.

In Fdi tanti nomi significativi: intanto, l’uscente Peppe Neri (7.455 voti poco più di un anno fa), già assessore provinciale. La new entry è il fin qui Garante regionale dei diritti dei minori Antonio Marziale, ma si annuncia un lottatore importante il sindaco di Locri Gianni Calabrese (ex assessore provinciale ai tempi di Peppe Raffa).
Tra le donne ci sono l’ex presidente della Commissione regionale Pari opportunità Giovanna Cusumano, peraltro zia dell’attuale capogruppo a Palazzo San Giorgio Federico Milia, e l’ex consigliera comunale reggina (come la Cusumano) Monica Falcomatà, già delegata alle Società miste.

Una delle sorprese più eclatanti è però la civica nuova di zecca Forza Azzurri.
A parte un’outsider d’assoluto rilievo come la tre-volte-presidente del Conservatorio musicale “Francesco Cilea” Cettina Nicolosi, anche qui c’è una triade d’apertura liste da far tremare le vene dei polsi. Raffaele Sainato (nel 2020 3.806 preferenze per Fdi, che poi lasciò per Forza Italia), Giacomo Pietro Crinò (4.226 voti nella lista Casa delle libertà) e il sindaco di Roghudi e consigliere metropolitano Pierpaolo Zavettieri (i cui 5.230 suffragi per l’Unione di cento non bastarono, lo scorso anno, di fronte allo “tsunami” Nicola Paris). Ripetessero l’exploit del gennaio 2020, in tre farebbero 13.262 preferenze.
Tra i candidati anche l’ex responsabile provinciale Giustizia di Forza Italia, l’avvocato Elisabetta Digiorgio.

Interessante l’esperimento di Coraggio Italia, il movimento moderato fondato dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro (presidente nazionale) e dal Governatore ligure ed ex direttore di StudioAperto e Tg4 Giovanni Toti (vicepresidente). Intanto, in lista ha due “figli d’arte”. L’ex consigliere comunale di Forza Italia Pasquale Imbalzano, figlio dell’ex consigliere regionale e assessore comunale reggino Candeloro, d’antico ceppo socialista. E Serena Anghelone, figlia di Paolo (ex assessore alle Attività produttive ai tempi di Peppe Scopelliti) e sorella del coordinatore provinciale ed ex vicesindaco Saverio – per due volte di fila raccattavoti d’eccezione al Comune di Reggio – che forse di candidarsi personalmente non se l’è sentita.
Accanto alla vicepresidente nazionale dei giovani Cetty Scarcella e al vice coordinatore provinciale Sebastiano Primerano (in arrivo dall’Unione di centro), ci sono poi due “colpacci”. L’ex coordinatore provinciale del giovanile di Forza Italia Salvatore Cirillo e soprattutto Gianmarco Oliveri, solo una manciata di settimane fa nominato coordinatore metropolitano di Italia Viva: è la prima, chiara “testa di ponte” renziana nell’area di centrodestra. O comunque in quell’area di Grande Centro che l’ex presidente del Consiglio dei ministri “vede” nitidamente e, tempo fa, aveva tentato di costruire direttamente con Silvio Berlusconi.

Sfida per l’Udc: alle scorse Regionali mise in fila tutti, specie a Reggio con le 6.343 preferenze di Nicola Paris. Che però oggi è agli arresti domiciliari – freschi di conferma – per l’operazione “Inter Nos” della Dda reggina, così come una misura cautelare, in questo caso l’obbligo di dimora, grava tuttora sull’assessore regionale al Bilancio uscente ed ex segretario regionale del partito Franco Talarico.

Tutto complicato. Sia far dimenticare i “guai” legalitari, sia – soprattutto – confermare il 6,8% regionale e ancor più il clamoroso 11,1% nella circoscrizione elettorale Sud del gennaio 2020. Il primo dei nomi in lista, peraltro, è l’ex sindaco di Cardeto Pietro Fallanca, che provò già la via dell’elezione un annetto fa con la lista Jole Santelli Presidente, ma restò sotto i 700 suffragi.

Ulteriore sorpresa, invece, l’elenco degli aspiranti consiglieri del partito di Maurizio Lupi, Noi con l’Italia. Almeno tre i nomi da appuntarsi sul taccuino: il consigliere comunale in carica Tonino Maiolino (dal 2014 Reggio Futura, poi Forza Italia, poi Gruppo misto, poi di nuovo Fi), l’ex consigliere proprio di Reggio Futura Peppe Sergi, alle ultime Comunali reggine dominus della lista Reggio Attiva (in Assemblea con Nicola Malaspina) e l’ex sindaco di Siderno Riccardo Ritorto. Ritorto, eletto sindaco di Siderno nel 2011, l’anno dopo lasciò per via di una severa malattia; quasi contemporaneamente, fu raggiunto da un pesante avviso di garanzia per l’inchiesta “Falsa politica” della Dda reggina. Accusato di torbidi legami col clan Commisso, nel 2017 fu condannato a tre anni di reclusione in primo grado di giudizio; due anni dopo fu però prosciolto in seconda istanza dalla Corte d’appello di Reggio Calabria «perché il fatto non sussiste».

Centrosinistra

La lista del Partito democratico ha l’apparenza di una vera “corazzata” elettorale. La apre il vicepresidente di minoranza del Consiglio regionale uscente, Nicola Irto, destinatario di ben 12.417 suffragi all’ultima tornata elettorale, affrontata dopo aver guidato Palazzo Campanella. A seguire, l’ex consigliere Mimmo Battaglia (6.250). Terzo nome in lista, quello di Antonio Billari (6.395 nella lista Dp). Sulla carta, fanno 25mila preferenze e rotti.
Ma non è finita qui: in lista l’ex segretario provinciale della Cgil Mimma Pacifici (poco meno di 2.100 voti nel gennaio 2020), l’assessore comunale ai Lavori pubblici Giovanni Muraca – “partita” su cui il sindaco metropolitano Peppe Falcomatà si gioca parecchio –, l’ex presidente del Consiglio comunale di Villa San Giovanni Patrizia Liberto.

La pattuglia di Cinquestelle è capitanata dall’ex candidato sindaco Fabio Foti; tra i nomi in lista, la psicologa Dominella Quagliata e l’ex vicesindaco di Melito Porto Salvo Tito Nastasi (già dirigente di Articolo 1, con cui nel 2014 si candidò alle Regionali riscuotendo quasi 3mila voti di preferenza). Un nome – quello di Nastasi – che ha acceso più di un “malpancista” all’interno del M5S.

Due i candidati di spicco all’interno della “lista del presidente” di Amalia Bruni. Intanto, l’uscente (per Io resto in Calabria, movimento-vessillo di Pippo Callipo) Marcello Anastasi, fin qui almeno con pochi suffragi (gliene bastarono 1.062 per fare ingresso a Palazzo Campanella) ma autore di convincenti, apprezzate battaglie su una masnada di temi, dallo stop alla discarica in località La Zingara di Melicuccà alla stabilizzazione dei tirocinanti. E l’ex consigliere comunale reggino di Energia pulita Nino Liotta.

Il Partito socialista opta invece per una scelta che farà discutere, assunta collegialmente dal “direttorio” che ha fortemente voluto che il Psi fosse presente alle Regionali di ottobre. Lista giovane, zero grandi nomi, battaglia politica “come una volta”. Tutto da verificare l’esito, naturalmente.

Quasi 60mila voti personali, un 7,2% clamoroso da candidato indipendente alla Presidenza della Regione: adesso l’ex capo della Protezione civile calabrese Carlo Tansi si trova a difendere questo patrimonio di consensi (la coalizione a supporto, comunque, si fermò al 6,3%) in una posizione scomoda.
La rottura con Luigi de Magistris parrebbe non aver giovato a nessuno dei due. Il supporto al candidato Governatore del centrosinistra Amalia Bruni non ha infiammato gli animi dei sostenitori “arancioni”. E certo deve subire una tegola pesante come la mancata presentazione di Calabria Libera, lista che era stata già inviata pure alla Commissione parlamentare Antimafia ma ha fallito lo sprint finale nella raccolta firme.
Nel Reggino, Tesoro Calabria prova ad andare oltre il 3,4% raccolto nella Circoscrizione Sud un anno e mezzo fa: il “pepe” dovrebbe darlo lo stesso Tansi capolista in tutt’e tre le circoscrizioni elettorali, ben consapevole di quanto possa nuocergli un eventuale esito infausto. Tra i candidati Ettore Lacopo, presidente dell’Ordine dei commercialisti della Locride, e un nome ben conosciuto sia nel mondo del basket sia negli ambienti della MetroCity come quello di Cesare Sant’Ambrogio.

Fra partiti e movimenti a sostegno della corsa di Amalia Bruni, si distingue il Partito animalista: Vincenzo Cerullo & C. problemi nella raccolta delle firme non ne hanno avuti. Ma semplicemente perché hanno nasato una gran furbata, peraltro suffragata dall’articolo 1 comma 4 della legge regionale 1 del 2005.
Ottenuto l’apparentamento ai Democratici progressisti, gruppo consiliare uscente (che non ha ripresentato il proprio simbolo per le Regionali di ottobre), non hanno dovuto raccogliere liste. Una prova che sarebbe stata molto difficile da superare per un movimento non strutturato: ma ne sono esentate le liste «espressione di almeno un gruppo consiliare». Appunto.

Presente nella competizione anche Europa Verde, insomma la riproiezione dei Verdi in chiave continentale: insieme allo scrittore e già comandante del Corpo forestale all’interno del Parco nazionale d’Aspromonte Gerardo Pontecorvo, il coordinatore comunale degli ecologisti Vincenzo Giordano e il giovane Ruggero Britti.

Per de Magistris

Le liste a sostegno della corsa di Luigi de Magistris in vista del voto del 3 e 4 ottobre sono sei. Come altri aspetti prettamente “quantitativi” in vista di una tornata elettorale, di per sé questo non significa niente; epperò non era affatto scontato. Andato via Carlo Tansi con le sue due liste, andata via Equità territoriale, andata via Identità territoriale il cammino appariva repentinamente irto d’insidie.
L’ex pm ha rimediato con quattro liste “strettamente sue”, accanto a un paio di movimenti più “politici”.

In Calabria resistente e solidale si nota l’impegno diretto dell’ex pluripresidente dell’ex Tredicesima circoscrizione di Ravagnese e segretario provinciale in carica del Movimento per la rinascita del Pci e l’unità dei comunisti Enzo Fascì.

De Magistris Presidente ha un fuoco di fila d’aspiranti consiglieri regionali davvero interessante. L’ingegnere-giornalista-saggista Pino Ippolito Armino, l’avvocato e operatore sociale Marina Neri, l’ex sindaco di Bova e animatore dell’associazione Apodiafazzi Carmelo Giuseppe Nucera, il fin qui presidente dell’Atam Franco Perrelli, il sindaco di Campo Calabro Sandro Repaci, l’ex candidata alla sindacatura a Reggio Calabria e anima del laboratorio politico “Patto civico” Maria Laura Tortorella.

La lista Un’altra Calabria è possibile brilla della luce dell’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano, ben noto per l’apertura e l’attenzione ai migranti (ma anche per i guai giudiziari occorsi), capolista in tutt’e tre le circoscrizioni elettorali.
Nel Reggino, tra i candidati si stagliano l’ex sindaco di Benestare Rosario Rocca, più volte destinatario di vili intimidazioni, l’ecologista Piero Idone, il movimentista e “cantautore contadino” Nino Quaranta.  

Eleonora Scrivo, “colonna” di Action Aid, è in lista con Uniti per de Magistris; tra gli altri candidati, la direttrice di banca geracese Simona Mulè e l’attivista rosarnese Angelo Carchidi.

Fra i 7 nella lista Per la Calabria con de Magistris, il cardiologo locrese Nicola Rulli e l’ex candidato sindaco di Anoia Angelo Sciotto.

Significativa, ancora, la lista Dema: insieme al consigliere comunale ed ex candidato sindaco di Reggio Calabria per La Strada Saverio Pazzano figurano l’ex sindaco di Sinopoli Luigi Chiappalone, l’ex assessore alla Cultura di Polistena Nelly Creazzo, il dirigente scolastico Franco Mileto.

Pro-Oliverio

Mario Oliverio è un’autentica spina nel fianco per la corsa di Amalia Bruni. Lo è perché portatore sano di un’invidiabile carriera politica, con incarichi locali e nazionali d’ogni tipo, e uno cruciale – considerata la specifica tornata elettorale – come quello di Presidente della Regione dal 2014 al 2019. E lo è perché vessillifero di un’area di Sinistra (non radicale, ma Sinistra senza trattini di sorta) che secondo i detrattori nel centrosinistra avrebbe ormai le fattezze del fantasma dell’Opera.

Certo, però, qualche sganassone l’ha rimediato anche lui: macché quattro liste, come andavano proclamando a ogni angolo del globo alcuni amici suoi “più realisti del re”. In realtà ce n’è una sola, Oliverio Presidente per la Calabria.

Nella circoscrizione elettorale Sud, in lista non mancano candidature significative. Su tutte quella dell’ex presidente della Commissione consiliare Riforme e conosciutissimo imprenditore Francesco D’Agostino. Ma sono figure d’assoluto interesse pure quelle dell’avvocato Giuliana Barberi – già vicepresidente della finanziaria regionale Fincalabra – e dell’editore del periodico locrideo “La Riviera”, Rosario Vladimir Condarcuri.

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