Ricorso contro le elezioni di maggio a Messina, il Tar di Catania passa "la palla" a Palermo

Ricorso contro le elezioni di maggio a Messina, il Tar di Catania passa “la palla” a Palermo

Marco Olivieri

Ricorso contro le elezioni di maggio a Messina, il Tar di Catania passa “la palla” a Palermo

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mercoledì 22 Aprile 2026 - 16:30

Per gli avvocati Giorgianni e Starvaggi, Basile si è dimesso in ritardo. Oggi il Tribunale amministrativo regionale ha trasmesso il fascicolo al presidente del capoluogo

MESSINA – Tutto rinviato. Con un’ordinanza “si dispone la trasmissione del fascicolo al presidente del Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia (con sede a Palermo, n.d.r.) per le determinazioni di competenza”. Oggi udienza in Camera di consiglio per il ricorso al Tar contro il decreto di indizione delle elezioni amministrative a Messina il 24 e 25 maggio. Un ricorso presentato dagli avvocati Paolo Starvaggi e Angelo Giorgianni. Quest’ultimo ex senatore ed ex magistrato, oggi al fianco del candidato sindaco Gaetano Sciacca. I legali sostengono che Federico Basile si sia dimesso con tre giorni di ritardo. E che il commissariamento potrebbe durare un anno. Ma la Regione siciliana ha chiarito che non ci sono stati errori. E che prevale la normativa regionale.

Tuttavia, Starvaggi e Giorgianni hanno investito della questione il Tribunale amministrativo regionale. In particolare, il ricorso è proposto dai cittadini Antonino Spampinato, Sebastiano Dibilio e Salvatore Bucceri, rappresentati e difesi dai due avvocati. Di fatto i cittadini “hanno avversato la deliberazione della Giunta regionale siciliana n. 88 del 4 marzo 2026 e il D.A. (Decreto assessoriale della Regione siciliana – dipartimento Autonomie locali) 125 del 23 marzo 2026 nelle parti in cui includono il Comune di Messina tra gli enti chiamati al rinnovo degli organi elettivi il 24 e 25 maggio”.

Da Catania a Palermo, in discussione le elezioni a maggio a Messina

Oggi il Tar, sezione staccata di Catania (Sezione Quinta), con presidente Agnese Anna Barone ed estensore Giovanni Giuseppe Antonio Dato, ha affidato la decisione al Tribunale amministrativo regionale di Palermo nella controversia con il Comune di Messina. E perché? La premessa è che ” il Comune di Messina si è costituito in giudizio chiedendo di dichiarare inammissibili, improcedibili e comunque infondate tutte le domande formulate con il ricorso”. E si è rilevato che “il Comune di Messina, in particolare, ha eccepito il difetto di competenza della sezione staccata di Catania, argomentando che con il ricorso introduttivo del giudizio sono stati impugnati atti generali che interessano l’intero territorio regionale”.

E così si è individuato il Tribunale amministrativo regionale con sede nel capoluogo come “competente in materia di atti generali a valenza sull’intero territorio regionale”. Inoltre, si sono costituiti in giudizio la Regione siciliana, la Giunta regionale siciliana, la presidenza della Regione e l’assessorato delle Autonomie locali e della Funzione pubblica. A sua volta, la parte ricorrente ha contrastato l’eccezione di “incompetenza” frapposta dal Comune di Messina.

Giorgianni: “De Luca e Basile non sono bravi in matematica, le dimissioni sono tardive”

In ogni caso, ora la decisione passa a Palermo. Quanto a Giorgianni (nella foto), così ha motivato la sua presa di posizione: “Arriveremo a maggio con un commissariamento che doveva durare tre mesi ma che rischia di durare un anno. Non so se Cateno De Luca o il suo staff hanno sbagliato. Forse non sono bravi in matematica. Occhio alle date. Basile si è dimesso il 7 febbraio 2026. Qualcuno pensava che sarebbe tornato indietro ma non lo ha fatto. E sono diventate definitive ed efficaci giorno 27. I conti non tornano. Dal 7 al 27? La finestra per votare a maggio si chiudeva il 24, quindi ci sono tre giorni di ritardo. Lo dice la giurisprudenza”.

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