Risanamento Messina, Navarra: "Chi parla e chi fa" - Tempostretto

Risanamento Messina, Navarra: “Chi parla e chi fa”

Redazione

Risanamento Messina, Navarra: “Chi parla e chi fa”

giovedì 22 Luglio 2021 - 16:53

J'accuse dell'esponente del Pd al sindaco di Messina De Luca e al Governo regionale

“All’assoluto immobilismo del governo regionale che avrebbe per competenza dovuto occuparsi da oltre trent’anni del risanamento delle aree degradate della città di Messina, hanno fatto da contraltare gli interventi e i programmi del governo nazionale che speriamo possano mettere fine alla inciviltà e al degrado in cui sono state costrette a vivere diverse migliaia di cittadini messinesi.”

La pensa così l’onorevole nazionale del Pd Pietro Navarra, che commenta il finanziamento “Qualità dell’abitare” e sugli altri importanti risultati raggiunti sulla strada per cancellare le baraccopoli con un’articolata riflessione su chi in questi anni si è davvero impegnato per il risanamento.

“Da cittadini messinesi chi non dobbiamo ringraziare?”, chiede Navarra. Di seguito, l’intervento integrale.

Certamente non dobbiamo essere grati alla Regione siciliana e a chi l’ha governata negli ultimi trent’anni. Meno ancora al Presidente Musumeci e al suo Assessore Falcone che, in perfetta tradizione, a parte chiacchiere e parole al vento, non hanno in alcun modo contribuito finanziariamente a sostenere l’azione di risanamento della baraccopoli messinese.

E a chi invece essere grati? Certamente al governo nazionale che ha stanziato per la nostra città 250 milioni di euro di finanziamenti e l’insediamento di una gestione commissariale che governerà con celerità e efficacia la programmazione e la spesa di queste risorse.

Più specificatamente, dobbiamo riconoscere l’impegno al Ministro per il Sud Mara Carfagna (Forza Italia), per il suo emendamento al decreto Covid nel maggio di quest’anno, e ai Ministri per le Infrastrutture e trasporti Paola De Micheli e Enrico Giovannini, che hanno voluto fortemente un bando dedicato alla riqualificazione dei centri urbani per ridurre il disagio abitativo e favorire l’inclusione sociale (Paola De Micheli, Partito Democratico) e poi hanno integrato lo stanziamento iniziale e pubblicato in questi giorni la graduatoria delle proposte ammesse al finanziamento (Enrico Giovannini, tecnico di area PD).

Cosa hanno fatto i politici rappresentanti del nostro territorio? Se il problema del risanamento delle aree degradate della città di Messina è diventata una questione nazionale lo dobbiamo ai rappresentanti della città in Parlamento. La riqualificazione delle aree degradate della città di Messina era sempre stato un problema regionale e mai, prima di questa nuova stagione, aveva avuto una dimensione nazionale.

Oltre a me, gli onorevoli D’Uva e Siracusano hanno, ciascuno, depositato un progetto di legge per abbattere le baracche in città e dotare di un alloggio dignitoso ai circa 2500 nuclei familiari messinesi a cui da decenni sono stati negati i più basilari diritti di cittadinanza. La comunità di intenti e l’azione sinergica in Parlamento ha fatto breccia nel Governo che ha risposto con azioni e interventi i quali sono risultati, poi, in circa 250 milioni di finanziamenti per Messina.

E il sindaco? Aveva annunciato a più riprese che, grazie al sostegno finanziario della Regione siciliana, l’amministrazione comunale avrebbe cancellato le baracche in città, prima entro il 31 dicembre 2018 poi, dopo avere miseramente mancato il primo appuntamento, entro il 2019. Ad oggi, dopo qualche settimana dal passaggio di consegne al Prefetto di Messina, che coordina la gestione commissariale del risanamento, le promesse del sindaco sono state mantenute solo in minima parte. Nessun finanziamento è arrivato da Palermo e lo sbaraccamento ha interessato circa il 20% dei potenziali destinatari, tra l’altro utilizzando risorse lasciate in bilancio dall’amministrazione precedente.

Dobbiamo riconoscere all’amministrazione comunale il merito di avere prodotto una serie di progetti considerati validi per il finanziamento. Un finanziamento, tuttavia, che risponde a un bando disegnato dall’allora Ministra Paola de Micheli con l’obiettivo di combattere il disagio abitativo nelle nostre città favorendo l’inclusione sociale attraverso progetti di riqualificazione urbana.

Tra le altre realtà a livello nazionale, la Ministra aveva ben presente – e non certo perché ne aveva discusso con il Sindaco – la grave situazione delle aree degradate della città di Messina. Una situazione di inciviltà e degrado che per la vastità delle aree coinvolte e per la porzione di popolazione interessata, purtroppo, non ha eguali nel nostro Paese. Gli indicatori usati per la valutazione dei progetti, tra cui la superficie residenziale recuperata e il grado di inclusività sociale potenzialmente generata dai progetti, non potevano non premiare la nostra città.

Non sono stupito, quindi, né dell’avvenuto finanziamento (solo 19 progetti non sono stati ammessi su 290), né dalla posizione in graduatoria. Detto in altri termini, il ministero delle Infrastrutture e trasporti ha tagliato la stoffa per cucire e consegnare una serie di vestiti su misura per città che hanno determinate caratteristiche di degrado urbano e Messina ha la fisionomia – il fisico, direi – più adatto per indossare quei vestiti. L’amministrazione comunale, quindi, ha fatto bene a provarli e, una volta fatto, non poteva vederli con segnati.

Quindi, senza il “sarto” l’amministrazione comunale non avrebbe mai avuto le risorse per fronteggiare gli interventi necessari di riqualificazione degli ambiti di risanamento. L’amministrazione comunale ha avuto il merito di formulare uno o più progetti che sarebbero rimasti nei cassetti dei suoi ingegneri se avessimo aspettato la Regione siciliana e, soprattutto, se la ministra De Micheli non avesse formulato e, poi, finanziato il bando, anche su sollecitazione dei parlamentari del territorio che hanno a più riprese esposto i problemi di degrado in cui versano da molti anni alcune aree della nostra città.

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6 commenti

  1. il solito salire sul carro dei vincitori,siamo solo noi i più bravi,senza i progetti non sarebbe successo niente,Vi dovete sempre mettere la medaglia al petto,ecco perchè la politica fa schifo.

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  2. In ogni caso la vera responsabile del degrado in cui versa la Città di Messina è sicuramente la Regione Sicilia che dal dopoguerra in avanti non ha mai finanziato i progetti di sbaraccamento che da più parti sono stati presentati. La Regione Sicilia non dimentichiamolo mai, è una regione autonoma la quale incassa la maggior parte dei tributi che i siciliani pagano. Ma la sua politica nei confronti della città di Messina è stata sempre avara di finanziamenti perchè i partiti che hanno governato la regione in tutti questi decenni hanno sempre pensato al consenso e mai allo sviluppo ed al risanamente. Niente diritti e doveri cari concittadini, ma sempre favori e scambi elettorali! Pertanto ritengo la Regione Sicilia l’unica e vera responsabile del mancato sbaraccamento di Messina.

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  3. Ricordo chiaramente che NESSUNO del PD cittadino ha fatto mai nulla per questo problema: NESSUNO. Oggi, dopo che altri di altri partiti hanno ottenuto ciò per cui Navarra non si è MAI battuto, l’ex rettore si alza e pretende di dire la sua su una questione che non lo ha mai visto in prima fila (e sì che a Messina ci vive). Il bando “tagliato su misura” per il disagio abitativo non è stato però tagliato apposta per Messina che, ribadiamolo, è arrivata prima perchè il progetto era fatto correttamente. Le rode che la città e il sindaco abbiano ottenuto questo risultato, eh?

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    1. Egregia Lellina ,
      Diceva J.F.Kennedy:
      Piuttosto che chiederti cosa il tuo paese può fare per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese.
      Lei , e la stragrande maggioranza dei messinesi cosa avete fatto per la vostra città? È un semplice domanda. Buongiorno

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  4. Le affermazioni di Navarra sono solo meschine insinuazioni mischiate ad un fondo di verità .
    E’ verissimo che De Luca ha avuto la fortuna di vedersi piovere addosso una marea di fondi (santo Giuseppe Conte già dimenticato da tutti e più volte insultato anche dal nostro sindaco) ma è anche vero che i progetti sono stati presentati ed accettati.
    Questo è un fatto.
    Attendiamo che vengano realizzati.

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  5. Dopo decenni, finalmente 3 parlamentari Messinesi, di partiti diversi, hanno agito nell’interesse della città. Vero è che l’amministrazione ha fatto dei progetti, ma la sintesi dell’on. è precisa: Regione indifferente per decenni, amministrazione pochi fatti tanti slogan.

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