La candidata sindaca del centrosinistra invita l'assessora regionale a dimettersi dopo il rinvio a giudizio. "Lo dovrebbe fare pure il presidente". Così anche De Luca (M5S) e Barbagallo (Pd)
MESSINA – “Il rinvio a giudizio di Elvira Amata, assessora regionale al Turismo in area Fratelli d’Italia, rappresenta un fatto gravissimo, che non può essere derubricato a vicenda personale o giudiziaria. Siamo di fronte all’ennesimo episodio che getta un’ombra pesante sulla gestione della cosa pubblica in Sicilia e sugli equilibri interni al governo regionale, che dovrebbe dimettersi”. A dichiararlo è Antonella Russo, candidata sindaca del centrosinistra a Messina, intervenendo sulla vicenda che coinvolge l’assessorato regionale al Turismo.
“Il centrodestra messinese prenda le distanze da Amata, Schifani lasci per inettitudine nelle scelte”
“È ora che Elvira Amata lasci la poltrona. In provincia di Messina molto va approfondito anche per le vicende raccontate da Report la scorsa settimana a proposito della gestione degli eventi culturali su Taormina. I siciliani meritano rispetto e una gestione trasparente delle risorse pubbliche”, sostiene la candidata e consigliera comunale del Partito democratico.
Russo attacca l’intero impianto del governo regionale: “Schifani continua a incasellare indagati tra le fila del centrodestra. Ma è questo che si meritano i siciliani perbene? Stante questo ennesimo scandalo, pur rispettando il sacrosanto principio che si è innocenti fino all’ultimo grado di giudizio, il presidente della Regione Renato Schifani deve comunque dimettersi per inettitudine nella scelta delle figure chiave da lui prescelte. E ci auguriamo che anche il centrodestra locale prenda le distanze da questo modo di intendere la politica e da Elvira Amata. Bisogna ripartire dalla questione etica nella politica regionale e anche in quella locale. Noi diciamo basta a un sistema di potere che si tramuta in consenso elettorale”, ha concluso Antonella Russo, in linea con la posizione di Michele Catanzaro, capogruppo Pd all’Ars.
Il caso
La notizia è di ieri: si prepara al processo di primo grado l’assessora regionale Amata, rinviata a giudizio a Palermo per l’accusa di corruzione insieme all’imprenditrice Marcella Cannariato. Assistita dall’avvocato Sebastiano Campanella, l’esponente messinese di Fratelli d’Italia si difenderà davanti ai giudici del Tribunale di Palermo a partire dal prossimo 7 settembre. Lo ha deciso il Giudice per l’udienza preliminare palermitato Walter Turturici. L’imprenditrice Cannariato, titolare della A&C Broker, ha invece scelto invece di essere giudicata col rito abbreviato e per lei il Gup ha disposto la condanna a 2 anni e mezzo.
L’esponente di Fratelli d’Italia si è sempre detta serena rispetto all’approfondimento della magistratura palermitana. Al centro dell’indagine l’assunzione del nipote Tommaso Paolucci presso la società di Marcella Cannariato, che avrebbe anche pagato spese di alloggio a Palermo per circa cinquemila euro. L’assessora avrebbe poi riconosciuto alla A&C Broker il finanziamento per una manifestazione, “Donna, economia e potere”, promossa dalla Fondazione Belisario, di cui Cannariato era rappresentante regionale. Trentamila euro l’ammontare del finanziamento, stanziato con decreto assessoriale n. 2598 del 25 ottobre 2023.
De Luca (M5S): “Ora Schifani non ha più scuse, rimuova Amata”
Ma torniamo alle reazioni della politica. Sulla stessa lunghezza d’onda di Antonella Russo e del Partito democratico il capogruppo del M5S all’Ars Antonio De Luca: “Ora che è arrivato il rinvio a giudizio per l’assessora Amata, Schifani non ha più scuse, la rimuova immediatamente dalla Giunta e non nomini nuovamente un assessore di Fratelli d’Italia in questo ruolo. Sono ormai quasi più gli scandali e i provvedimenti giudiziari che hanno travolto questo governo e la maggioranza che lo sostiene che i provvedimenti amministrativi degni di nota dell’esecutivo. Schifani faccia quello che avrebbe dovuto fare già da tempo e rimuova l’assessora Amata. Questa legislatura sarà ricordata come una delle peggiori di sempre e probabilmente non abbiamo ancora visto tutto”.
Nei giorni scorsi gli undici parlamentari regionali del Movimento Cinquestelle, più Ismaele La Vardera, hanno presentato una mozione di censura nei confronti dell’assessora Amata.
Barbagallo: “Schifani stacchi la spina al governo regionale”
Non meno severo il giudizio del segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo: “È ora che Elvira Amata lasci la poltrona. L’assessorato al Turismo della Regione siciliana è stato e continua a essere la gallina dalle uova d’oro per Fratelli d’Italia, che ha considerato i fondi per il turismo come il suo personale bancomat, in perfetta continuità col governo precedente. E Schifani continua a far finta di nulla e tira a campare, mentre la sua maggioranza di centrodestra si sgretola e la sua giunta continua ad incasellare indagati. Stacchi la spina, faccia un favore a sé stesso e ai siciliani”.
