Russo: "Giustizia sociale e diritti per una Messina alternativa a Basile" L'INTERVISTA

Russo: “Giustizia sociale e diritti per una Messina alternativa a Basile” L’INTERVISTA

Marco Olivieri

Russo: “Giustizia sociale e diritti per una Messina alternativa a Basile” L’INTERVISTA

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lunedì 04 Maggio 2026 - 07:02

La candidata del centrosinistra boccia l'amministrazione uscente e indica le priorità. Dalle politiche sanitarie ai servizi e la parità salariale uomo-donna

di Marco Olivieri

MESSINA – Antonella Russo, candidata a Messina del centrosinistra, lei ha parlato di sviluppo sostenibile per Messina, con particolare attenzione anche all’aspetto sociale…

“Sì. Oltre a piste ciclabili e isole pedonali, c’è anche un aspetto economico e sociale significativo. E l’Onu chiede agli enti locali l’applicazione concreta dell’agenda 2030. Penso all’equità sociale, ai diritti di tutti i cittadini, come quelli che vivono nelle periferie, e alla parità salariale tra uomo e donna. Nel nostro territorio le donne percepiscono un salario inferiore del 27% rispetto a quello degli uomini a parità di mansioni. E abbiamo una percentuale molto bassa di donne occupate. La battaglia per avere più asili nido e il rafforzamento dei servizi sociali sono due priorità per me. Sviluppo sostenibile dell’equità sociale e ruolo del sindaco come massima autorità sanitaria locale sono altri due aspetti centrali”.

Che intende fare sul piano sanitario, se sarà eletta come sindaca di Messina?

“Va ricordato che il sindaco deve attuare strutturalmente dei piani sociali e sanitari di prevenzione di varie malattie. E deve essere il soggetto attuatore di politiche di prevenzione e soprattutto di sviluppo delle politiche di prevenzione con mirate campagne informative. E non ho mai visto a Messina un sindaco svolgere questo ruolo. Ciò significa non solo favorire la prevenzione e ridurre i costi ma affrontare la situazione dal punto di vista dell’equità sociale. Dare agli anziani la possibilità di sentirsi cittadini attivi, la salvaguardia del territorio e dell’ambiente, la messa in sicurezza delle nostre coste e colline sono tutti aspetti per me decisivi. E un altro sforzo importante, in una città in cui sono tante le saracinesche abbassate, deve essere quello per rivitalizzare economicamente la città”.

Lei auspica un ruolo del Comune maggiore nell’erogazione dei servizi. Come fare sul piano della riorganizzazione della macchina comunale?

“Noi pensiamo che lo sviluppo e il lavoro a Messina non possano essere legati ai servizi offerti dalle società partecipate. A questo io dico no. L’offerta lavorativa non può essere quella dei vigili urbani, per quanto fondamentali nella nostra città. Sul concorso della polizia municipale vorrei anche fare un’osservazione”.

Quale?

“Le prove fisiche, che io da consigliera comunale ho auspicato, avevano bisogno di essere svolte in modo diverso. Così, invece, sono state penalizzate le donne (su 98 nuovi agenti municipali solo 11 donne, n.d.r.). Di fatto si è verificata una disparità di trattamento fra uomo e donna. Per il futuro qualcosa, nelle prove fisiche, dovrà essere cambiato”.

E riguardo alle partecipate cosa non la convince della gestione De Luca e poi Basile?

“Quasi tutti i servizi offerti dal Comune di Messina sono stati delegati alle società partecipate, che sono sempre delle società private per quanto gestite in house (i servizi sono affidati a una società controllata dal Comune, n.d.r.). Ma sono sempre delle Spa. E sono state affidate a queste società delle mission non connnesse strettamente con le loro funzioni. Penso alla gestione degli impianti sportivi affidata a Messina Social City. O quella delle strade, piene di buche, all’Amam. L’estensione eccessiva di questi servizi ha portato al fatto che poi le stesse partecipate, a loro volta, diventino stazioni appaltanti di servizi. Servizi che poi nei fatti vengono gestiti da ulteriori società che sono totalmente private”.

Questo che cosa comporta?

“Comporta che si appaltano dei servizi a ditte, che poi magari li subappaltano ad altre ditte. Il precedente sistema delle cooperative non funzionava. Ma ora serve un altro sistema rispetto a quello improntato da De Luca e Basile. Serve un nuovo equilibrio. I lavoratori dei servizi sociali vanno tutelati ma, ancora di più, devono essere i cittadini messinesi a essere tutelati. Bisogna innalzare la qualità dei servizi in funzione delle esigenze della cittadinanza. Dagli anziani alle persone con disabilità, sono le persone e i loro bisogni a dovere essere al centro del servizio di Messina Social City, ad esempio”.

Sente il sostegno di tutte le forze del centrosinistra?

“Sì, stiamo lavorando tutti per raggiungere un risultato possibile: arrivare al ballottaggio. Siamo la vera alternativa. Negli ultimi otto anni ci sono stati progetti e finanziamenti per un miliardo e 300 milioni di euro. Ma i cittadini messinesi non percepiscono i benefici di questo miliardo e 300 mln. E sono in tanti a lamentarsi dell’amministrazione uscente”.

Lei ha criticato Basile e De Luca pure sulla proliferazione delle liste

“Lo ribadisco. Quando un movimento politico, con radicamento locale, mette in campo 1005 candidati tra Comune e Quartieri, il clima politico è già stato avvelenato da un modo di intendere le elezioni, e in generale la politica, come occupazione numerica della città. Bisognerebbe candidare quelle persone che vogliono veramente esercitare un ruolo istituzionale. Un ruolo istituzionale d’eccellenza al servizio della città. La nostra proposta è differente”.

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