Settembre caldo per De Luca: rimpasto e nodi da risolvere

Settembre caldo per De Luca: rimpasto e nodi da risolvere

Rosaria Brancato

Settembre caldo per De Luca: rimpasto e nodi da risolvere

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lunedì 02 Settembre 2019 - 08:52

Messina- Tutti i nodi da affrontare a breve scadenza

L’inizio di settembre è il momento in cui tutte le questioni rimaste in sospeso in estate devono necessariamente essere affrontate e risolte.

Bilancio di 1 anno

Per il sindaco De Luca, rientrato dalla settimana di ferie di fine agosto, sono molti i nodi che dovrà affrontare. Già da giugno ha annunciato, in occasione del primo anno di mandato, di voler rinviare a settembre la relazione completa di bilancio di 12 mesi d’amministrazione sua e della sua squadra. La prima tappa sarà quindi quella di dover rendere conto di quanto fatto, di quanto non fatto, di quanto avviato e di quanto è stato modificato in corso d’opera rispetto al programma.

Il rimpasto

C’è poi la questione assessori. In base alla nuova legge regionale ha la facoltà di aumentare gli assessori o di limitarsi a fare sostituzioni e rimpasti. Sotto il sole d’agosto ha annunciato l’ingresso in squadra di Enzo Caruso, ma finora non c’è stato alcun provvedimento ufficiale. Restano da capire le sorti dell’assessore Enzo Trimarchi, finito sotto i riflettori per il post su Carola. La querelle è rimasta congelata e non è chiaro cosa voglia fare il sindaco, sebbene sembri intenzionato a lasciarlo in giunta modificandogli le deleghe.

Alleanze

Il nodo rimpasto è senza dubbio argomento che De Luca deve affrontare, anche perché, dopo una campagna elettorale per le Europee fatta stringendo patti, simpatie ed alleanze, al di là degli esiti delle urne (soprattutto nel capoluogo) non può pensare di rinviare sine die alcuni accordi.

Anche il tema del rimpasto, che a gennaio aveva rinviato a giugno ed a giugno ha fatto slittare all’autunno non può essere una telenovela. La scelta di Caruso è senza dubbio una svolta positiva ma non può essere un fatto sporadico.

Sul clima politico locale inciderà anche il contesto nazionale, al momento in totale fibrillazione e in continuo cambiamento. Scenari che evolvendosi avranno senza dubbio conseguenze sul piano regionale e locale.

I nodi

Ci sono poi nodi rimasti aperti: le sorti dell’Atm, diventato nuovamente campo di battaglia, le partecipate, la questione dei dirigenti, l’ex Provincia.

In estate De Luca ha risolto la querelle con la Regione per quanto riguarda il Vittorio Emanuele consentendo il riavvio della macchina dell’Ente con il completamento del Cda, ma sul tappeto c’è ancora la questione Taormina Arte.

Sarà quindi un settembre caldo. Un anno è trascorso, miracoli non ce ne sono stati, tra l’altro in tarda primavera De Luca ha annunciato di voler dimettersi a dicembre, riaprendo fronti caldi con l’Aula e con eventuali alleati vecchi o nuovi. Ipotesi che appariva tramontata in estate ma conoscendo De Luca non è affatto detto che non ricominci con le montagne russe.

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Un commento

  1. E il risanamento dove è finito?

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