Silvestri: "La Costituzione non si tocca, ecco il messaggio degli italiani"

Silvestri: “La Costituzione non si tocca, ecco il messaggio degli italiani”

Marco Olivieri

Silvestri: “La Costituzione non si tocca, ecco il messaggio degli italiani”

martedì 24 Marzo 2026 - 07:00

L'ex presidente della Corte costituzionale commenta raggiante la vittoria del no al referendum giustizia. "Una domanda di più democrazia e pluralismo"

MESSINA – “Nella chat dei costituzionalisti ho scritto Viva la Costituzione. Con questo no al referendum sulla giustizia, gli italiani hanno mandato un messaggio chiaro: la Costituzione non si tocca. Ancora una volta ha prevalso la saggezza popolare di fronte a tentativi sgangherati di aggredire questa Carta. Tutte le volte, negli ultimi sessant’anni, che si è provato a intaccare questo patrimonio di libertà, gli italiani hanno risposto no. Hanno risposto: vogliamo questo patrimonio di libertà, con l’equilibrio dei poteri“. Al telefono l’ex presidente della Corte costituzionale, ex componente del Csm ed rettore di Unime, Gaetano Silvestri non nasconde la sua felicità.

Il suo intervento al Palacultura di Messina, negli ultimi giorni della campagna referendaria, ha rappresentato un appassionato e approfondito esame degli aspetti critici della proposta costituzionale. E una colta e sempre vivace dichiarazione d’amore per una Carta scritta da “figure illuminate, che pur avendo posizioni politiche profondamente differenti, hanno scritto insieme le regole di questa casa comune. La Costituzione non è della sinistra, della destra o del centro. È di tutti. Si tratta di un patrimonio enorme nato quando eravamo reduci da un momento tragico della nostra storia, con la Seconda guerra mondiale. Dei giganti, padri e madri costituenti, hanno realizzato questa Carta. Ma, in questo periodo, abbiamo assistito, da parte dei nani, all’intenzione di colpirla. Il voto dice no a chi voleva piegarla ai propri interessi oligarchici, attaccando la separazione dei poteri e puntando a favorire interessi di parte. E a instaurare la dittatura della maggioranza”.

“La nostra Costituzione garantisce democrazia e pluralismo”

Mette in rilievo il costituzionalista: “La nostra Costituzione, nel segno dell’equilibrio fra poteri, garantisce democrazia e pluralismo. E ancora oggi ha bisogno di essere attuata e sviluppata in alcuni suoi aspetti e potenzialità. In chi ha votato no, e penso alla partecipazione giovanile alle urne, c’è proprio una domanda di democrazia. Il premierato? Mi auguro che chi governa abbandoni queste strade discutibili. In caso di modifiche costituzionali, il dialogo tra maggioranza e opposizione è fondamentale”.

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5 commenti

  1. La maggioranza ha applicato l’articolo 138 della Costituzione, ma vogliamo far finta di non saperlo. Quello che realmente si evince da questo referendum è che la magistratura resta la forma di Potere realmente intoccabile della nostra Repubblica. Volevano questo i Padri Costituenti? Faccio fatica a crederlo…

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  2. la differenza abissale anche a Messina fra il Prof Silvestri e ……..Calderone, Germana, Schifani Siracusano e soci …speriamo bene per il futuro……..

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  3. L’ articolo 138 della Costituzione prevede , in caso di approvazione delle modifiche alla Carta stessa con una maggioranza non sufficientemente qualificata, il referendum confermativo in modo che le modifiche proposte vengano approvate dal popolo sovrano. E il popolo ha espresso parere negativo. L’ articolo 138 è pienamente rispettato. La Costituzione si modifica con l’ intervento di tutte le parti sociali, così come è nata, non a capriccio del governo, espressione di maggioranza ma non padrone di fare esclusivamente di testa propria.

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  4. Ma che vuol dire intoccabile?
    Il referendum è stato indetto e la politica non è stata capace di porsi in modo costruttivo e credibile soprattutto.
    Tutto qui in fin dei conti.
    Io ci vedo più una sconfitta della classe politica che una prova di forza della magistratura.

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  5. Fuor di polemica, l’affermazione “la Costituzione non si tocca” è fuorviante, perché proprio nell’articolo 138 la Costituzione prevede di essere “toccata” e non ci sarebbe niente di male a farlo, non sarebbe un assalto alla democrazia, come in tanti hanno detto a sproposito. Chiamati a decidere se modificarla la maggior parte degli aventi diritto al voto hanno deciso di lasciarla inalterata. Avesse vinto il Si la Costituzione sarebbe stata “toccata” democraticamente, in modo del tutto legittimo. Tutto qui.

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