Un appello per difendere la dignità della donna: Messina aderisce alla campagna nazionale “Se non ora quando?”

Un appello per difendere la dignità della donna: Messina aderisce alla campagna nazionale “Se non ora quando?”

Un appello per difendere la dignità della donna: Messina aderisce alla campagna nazionale “Se non ora quando?”

mercoledì 09 Febbraio 2011 - 16:47

Obiettivo degli organizzatori: dire basta al degrado della politica e della cultura. I partecipanti sono invitati ad indossare una sciarpa bianca

Anche a Messina, le donne e gli uomini aderiscono all’Appello lanciato a livello nazionale da un gruppo trasversale di donne del mondo della cultura, del lavoro, della politica, dell’associazionismo e scendono in piazza per dire basta- scrivono in un comunicato gli organizzatori – «al degrado della politica e della cultura».

L’appuntamento è per domenica a Piazza Cairoli di fronte al bar Irrera a partire dalle 10. Intanto, venerdì alle ore 9,15, nell’Auletta consiliare della Provincia, si terrà la Conferenza stampa di presentazione.

La manifestazione nasce sulla base dell’Appello lanciato a livello nazionale da un gruppo di donne del mondo della cultura, del lavoro, della politica, dell’associazionismo per dire basta al degrado della politica e della cultura.

In linea con le prime donne che hanno manifestato a Milano per rivendicare la dignità femminile e del nostro paese, i partecipanti sono invitati ad indossare una sciarpa bianca.

Per aderire al Comitato messinese che sta organizzando l’iniziativa, è posibile contattare direttamente la Cgil di Messina allo 090 678281 o inviare una mail al seguente indirizzo di posta elettronica: ufficiostampa.me@sicilia.cgil.it.

Ecco il testo dell’appello che accompagnerà la manifestazione che si svolgerà domenica in contemporanea in tutte le grandi città italiane.

INVITO ALLE DONNE ITALIANE A PARTECIPARE AD UNA GIORNATA NAZIONALEDI MOBILITAZIONE DOMENICA 13 FEBBRAIO

Se non ora, quando?

In Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti,genitori anziani.

Tante sono impegnate nella vita pubblica, in tutti i partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni e nel volontariato allo scopo di rendere più civile, più ricca e accogliente la società in cui vivono. Hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile ottenute con il contributo di tante generazioni di donne che – va ricordato nel 150esimo dell’unità d’Italia – hanno costruito la nazione democratica.

Questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali, televisioni, pubblicità. E ciò non è più tollerabile.

Una cultura diffusa propone alle giovani generazioni di raggiungere mete scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici.

Questa mentalità e i comportamenti che ne derivano stanno inquinando la convivenza sociale e l’immagine in cui dovrebbe rispecchiarsi la coscienza civile, etica e religiosa della nazione.

Così, senza quasi rendercene conto, abbiamo superato la soglia della decenza.

Il modello di relazione tra donne e uomini, ostentato da una delle massime cariche dello Stato, incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni.

Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla comunità internazionale.

Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando? è il tempo di dimostrareamicizia verso le donne.

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